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Le cattive – Camila Sosa Villada

le cattive camila sosa villada recensione

⭐⭐⭐⭐⭐

Quella delle trans di Parco Sarmiento, Cordoba, è una vita fatta di luci e ombre. Ombre, soprattutto. Mentre camminano con lo sguardo basso, il capo chino alle prime luci dell’alba, tendando di essere invisibili. Mentre si prostituiscono al parco, nell’oscurità delle gelide notti rischiarate solo dall’alcol e da qualche tiro di coca, mentre cercano un po’ d’affetto tra le braccia di un amante di passaggio.

Tra di loro c’è Camila.
Camila è nata Cristian, cresciuta dentro a un corpo – quello di un maschio – che è allo stesso tempo scudo e prigione. Osserva la madre mentre si trucca, ruba dei vestiti per poi, in segreto, indossarli e brillare di quella luce che solo l’essere donna sa darle. Nemmeno le cinghiate e le umiliazioni del padre posso niente contro l’essenza che scalpita dentro di lei. “Finirai a fare la putt4na”, le diceva. Perché per le trans non c’è altra strada.

Eppure tra le trans di Parco Sarmiento, tra quelle grottesche figure che camminano su tacchi vertiginosi vendendo il proprio corpo in cambio della propria identità, Camila trova una nuova famiglia, qualcuno con cui condividere il dolore, si, ma anche l’abbagliante consapevolezza che la loro scelta difficile era l’unica strada per avere almeno una possibilità di essere felici.

Ogni notte le trans riemergono da quell’inferno di cui nessuno scrive, per restituire la primavera al mondo.

Camila è l’autrice, e in Le cattive la sua esperienza personale si fonde con il realismo magico per donarci un inno alla vita, un romanzo delicato, avvolgente, sincero come un abbraccio e bruciante come uno schiaffo, intriso di profondo dolore, ma anche di rara bellezza.
Ve lo consiglio di cuore.

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  • Genere: , ,
  • Titolo originale: Las malas
  • Lingua originale: Argentino
  • Anno pubblicazione: 2019
  • Isbn: 9788869982811
  • Casa editrice: Edizioni Sur
  • Pagine: 223
Camila non ha ancora vent'anni quando si affaccia per la prima volta sulla zona rossa del Parco Sarmiento. Camila è una donna che ama, soffre, lotta. Camila è Cristian, un bambino che si prova di nascosto i vestiti della madre, i rossetti, gli orecchini, e trema alle sfuriate del padre. Camila è destinata a fare la puttana, a morire buttata in un fosso, così le hanno detto, così le hanno augurato. Questa è la storia di Camila e del gruppo di donne trans che diventerà la sua famiglia: c'è la Zia Encarna, madre protettrice con i seni gonfi di olio motore, c'è María la Muta, che sogna di volare, c'è la Machi, capace di curare ogni male. Ci sono le notti senza fine, le botte dei clienti, gli insulti, le fughe dalla polizia. C'è la scoperta di sentirsi diversi, il rifiuto dei genitori, la solitudine, la povertà. C'è un'ironia caustica, c'è tutta la gioia e la voglia di vivere di un corpo che rinasce, che fiorisce. "Le cattive" è un rito di iniziazione, un manifesto esplosivo, una preghiera, una vendetta.

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