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	<title>letteratura francese &#8211; SonoSoloLibri</title>
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		<title>Terminus Radioso &#8211; Antoine Volodine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ambra • Sonosololibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Aug 2022 14:40:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Antoine Volodine si auto-definisce uno scrittore post-esotico, e temo di non poter essere particolarmente d&#8217;aiuto nella definizione di questo termine che non credo di aver afferrato ancora del tutto. Io però lo definirei senza dubbio post-umano. Terminus Radioso è infatti un distopico che frantuma tutti i canoni della narrazione classica per creare un&#8217;apocalisse senza tempo, dove non esiste una fine se non lo spegnersi e, forse, neanche quello. In una Seconda Unione Sovietica post-nucleare si intrecciano le storie dei pochi [&#8230;]]]></description>
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<p>Antoine Volodine si auto-definisce uno scrittore post-esotico, e temo di non poter essere particolarmente d&#8217;aiuto nella definizione di questo termine che non credo di aver afferrato ancora del tutto. Io però lo definirei senza dubbio post-umano. Terminus Radioso è infatti un distopico che frantuma tutti i canoni della narrazione classica per creare un&#8217;apocalisse senza tempo, dove non esiste una fine se non lo spegnersi e, forse, neanche quello.</p>



<p>In una Seconda Unione Sovietica post-nucleare si intrecciano le storie dei pochi sopravvissuti, soldati e dissidenti, immersi in un paesaggio rarefatto, una sorta di non-mondo dominato dalle radiazioni. Un&#8217;atmosfera estraniante in cui lo spazio e il tempo assumono una dimensione quasi onirica.<br><br>Su tutto spicca <strong><a href="https://amzn.to/3NF4Yk5" class="ek-link">Terminus Radioso</a></strong>, un kolchoz sperduto in questa zona contaminata e &#8220;governato&#8221; da Nonna Ugdul, resa immortale dalle radiazioni, che non si decide a morire nonostante le continue rimostranze del Soviet, e Soloviei, suo grande amore, uno sciamano onirico il cui &#8220;hobby&#8221; principale è registrare dei discorsi deliranti da diffondere allegramente per il kolchoz.</p>


<div class="wp-block-image buyamazon">
<figure class="alignleft size-amazon-thumbnail"><a href="https://amzn.to/3NF4Yk5"><img decoding="async" width="160" height="237" data-attachment-id="13869" data-permalink="https://sonosololibri.it/recensioni/terminus-radioso-antoine-volodine/terminus-radioso-cover/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2024/10/terminus-radioso-cover.jpg" data-orig-size="1000,1480" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="terminus radioso cover" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2024/10/terminus-radioso-cover-320x474.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2024/10/terminus-radioso-cover-473x700.jpg" src="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2024/10/terminus-radioso-cover-160x237.jpg" alt="" class="wp-image-13869" title="" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2024/10/terminus-radioso-cover-160x237.jpg 160w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2024/10/terminus-radioso-cover-320x474.jpg 320w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2024/10/terminus-radioso-cover-473x700.jpg 473w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2024/10/terminus-radioso-cover-101x150.jpg 101w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2024/10/terminus-radioso-cover-768x1137.jpg 768w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2024/10/terminus-radioso-cover-150x222.jpg 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2024/10/terminus-radioso-cover-710x1051.jpg 710w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2024/10/terminus-radioso-cover.jpg 1000w" sizes="(max-width: 160px) 100vw, 160px" /></a></figure></div>


<p>Sarò sincera, ero terrorizzata dall&#8217;idea di leggere questo romanzo, e invece ho trovato qualcosa di incredibilmente maestoso che difficilmente mi scollerò di dosso.</p>



<p>Gradevolmente ironico, poetico, capace di creare un&#8217;atmosfera incredibilmente immersiva, <strong><a href="https://amzn.to/3NF4Yk5" class="ek-link">Terminus Radioso</a></strong> è una metafora della (meta)narrazione, in cui i punti di vista si contraggono e si dilatano fino a creare una sensazione di assoluto smarrimento. L&#8217;inerzia e l&#8217;apatia di questo non-tempo diventano il punto focale di uno sfacelo in cui la sopravvivenza non è più il fine ultimo. Un futuro in cui non esiste futuro.</p>



<p>Strano, senza ombra di dubbio, a volte strapalloso, ma di quello strapalloso che CI STA, Terminus Radioso è un romanzo unico nel suo genere, che apre decine di domande alle quali difficilmente si troverà una risposta, perché la sua essenza risiede proprio nella sospensione del tutto.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>L&#8217;orda del vento &#8211; Alain Damasio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ambra • Sonosololibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2020 09:05:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<h3>L'orda del vento non è un libro, è un'esperienza fisica</h3>
Cosa poteva venire fuori dalla penna di un autore asceta che ha deciso di ritirarsi in solitudine in Corsica per scrivere, se non uno dei libri più belli letti quest'anno?

Questa storia nasce in una terra perennemente spazzata dal vento, che cambia sempre direzione e intensità, ma che non smette mai di soffiare. Nasce da 800 anni di orde -manipoli di uomini e donne addestrati a un solo scopo: scoprire l'origine del vento- tutte cadute lungo il percorso, spazzate via da un fuorvento o perite a causa dei pericoli che infestano il cammino.
Questa è la storia della 34esima orda, che si è spinta più lontano di qualsiasi altra, raccontata dalle 23 voci che la compongono.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-block-jetpack-rating-star" style="text-align:center" itemprop="reviewRating" itemscope itemtype="http://schema.org/Rating"><p><span aria-hidden="true"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/2b50.png" alt="⭐" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span><span aria-hidden="true"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/2b50.png" alt="⭐" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span><span aria-hidden="true"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/2b50.png" alt="⭐" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span><span aria-hidden="true"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/2b50.png" alt="⭐" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span><span aria-hidden="true"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/2b50.png" alt="⭐" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></p><span style="display: none;" itemprop="worstRating" content="0.5"><span>
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8211; Vivo è colui che si alza e affronta. Voltati solo per pisciare -, recitava l&#8217;epigrafe del diario della diciannovesima orda.<br>Siamo partiti da Aberlaas, Estremo Fondo, ormai ventisette anni fa. Noi ne avevamo undici. E non vi abbiamo più fatto ritorno.</p></blockquote>



<p>Cosa poteva venire fuori dalla penna di un autore asceta che ha deciso di ritirarsi in solitudine in Corsica per scrivere, se non <strong>uno dei libri più belli letti quest&#8217;anno</strong>?</p>



<p>Questa storia nasce in una terra perennemente spazzata dal vento, che cambia sempre direzione e intensità, <strong>ma che non smette mai di soffiare</strong>. Nasce da 800 anni di orde -manipoli di uomini e donne addestrati a un solo scopo: scoprire l&#8217;origine del vento- tutte cadute lungo il percorso, spazzate via da un <em>fuorvento</em> o perite a causa dei pericoli che infestano il cammino.<br><br><strong>Questa è la storia della 34esima orda</strong>, che si è spinta più lontano di qualsiasi altra, raccontata dalle 23 voci che la compongono.</p>



<p>L&#8217;orda del vento è un romanzo corale che parte con &#8220;arroganza&#8221;, a cominciare dalla numerazione delle pagine, che va alla rovescia (da 624 a 0), alla sua prima pagina, in cui le parole sono spezzate come se fossero spazzate via dal vento, fino alle voci dei 23 personaggi, che si alternano identificate ciascuna solo da un simbolo. Si viene catapultati nel mezzo dell&#8217;azione e in un mondo altro, <strong>dominato dalle sue regole e da un linguaggio che all&#8217;inizio risulta ostico</strong> e in parte apparentemente privo di significato, ma che man mano che si va avanti nella lettura diviene familiare, come se il lettore stesso si tramutasse, piano piano, nel ventiquattresimo membro dell&#8217;orda.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="700" height="700" data-attachment-id="12228" data-permalink="https://sonosololibri.it/recensioni/lorda-del-vento-alain-damasio/20200911_124710-copia-2/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/09/20200911_124710-copia-2-scaled.jpg" data-orig-size="2560,2560" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2,4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;SM-G965F&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1599828430&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;4,3&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;64&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0,01&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="20200911_124710-copia-2" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/09/20200911_124710-copia-2-320x320.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/09/20200911_124710-copia-2-700x700.jpg" src="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/09/20200911_124710-copia-2-700x700.jpg" alt="prima pagina del libro l'Orda del vento di Alain Damasio recensione
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<p>Quello di Damasio non è un fantasy che segue i classici canoni del genere. Non c&#8217;è nessuna lotta bene contro male, nessuna magia, <strong>nessun espediente che salvi il lettore</strong>. Ci sono solo l&#8217;orda e il vento, spirito, compagno di viaggio, alleato e nemico insieme, che, <strong>all&#8217;interno di un worldbuilding pazzesco, diventa materia vivente da cui si origina il tutto</strong>, alito vitale che muove il mondo e anima l&#8217;orda. </p>



<p>E&#8217; un fantasy si, ma è anche un romanzo in cui si mischiano filosofia, teologia, musica, fisica. Ed è, senza ombra di dubbio, un romanzo <strong>epico</strong>. Un registro lessicale spaventosamente ampio dona una voce diversa a ogni personaggio che si rende riconoscibile, più che attraverso il simbolo che lo identifica, attraverso il suo modo di parlare, di pensare e di sentire.</p>



<p>L&#8217;orda del vento è un viaggio, <strong>un&#8217;esperienza fisica che penetra nelle ossa e nel cuore, lasciando un segno indelebile</strong>. Adesso capisco le persone che si sono tatuate addosso i simboli dell&#8217;orda. Questo è uno dei pochi, pochissimi libri di cui mi capiterà mai di dire &#8220;invidio tantissimo chi ancora non l&#8217;ha letto&#8221; perché io, se potessi, me lo dimenticherei e ricomincerei da capo.</p>



<div class="wp-block-image buyamazon"><figure class="alignright"><a href="https://amzn.to/35IyVej" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow"><img decoding="async" data-attachment-id="12208" data-permalink="https://sonosololibri.it/recensioni/lorda-del-vento-alain-damasio/lora-del-vento-copertina/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/09/lora-del-vento-copertina.jpg" data-orig-size="327,499" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="l&#8217;orda del vento copertina" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/09/lora-del-vento-copertina-320x488.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/09/lora-del-vento-copertina.jpg" src="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/09/lora-del-vento-copertina-160x240.jpg" alt="l'ora del vento copertina" class="wp-image-12208"/></a></figure></div>



<p>Durante la lettura ho riso, ho pianto, ho trepidato e gioito. Mi sono affezionata a ogni singolo membro dell&#8217;orda e, una volta arrivata la fine, <strong>ne ho sentito terribilmente la mancanza</strong>. <br>Non so dire se il finale mi sia davvero piaciuto, anche se, forse, era l&#8217;unico possibile. Posso però dire con certezza che non ha importanza, perché questo è uno di quei libri in cui <strong>non è la meta a cont(r)are, ma il viaggio intrapreso per arrivarci</strong>. E quello è stato immenso.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>La solitudine non esiste. Nulla di ciò che nasce è mai solo. La solitudine è l&#8217;ombra che l&#8217;affaticamento del legame proietta in chi non riesce più ad avanzare recando in sé coloro che ha amato, e poco importa ciò che gli è stato reso.&nbsp;</p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img decoding="async" width="700" height="445" data-attachment-id="12215" data-permalink="https://sonosololibri.it/recensioni/lorda-del-vento-alain-damasio/horde-du-contrevent-01-c1c4-2-indd/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/09/bd-horde.jpg" data-orig-size="890,566" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;HORDE DU CONTREVENT 01 - C1C4-2.indd&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="HORDE DU CONTREVENT 01 &#8211; C1C4-2.indd" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/09/bd-horde-320x204.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/09/bd-horde-700x445.jpg" src="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/09/bd-horde-700x445.jpg" alt="" class="wp-image-12215" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/09/bd-horde-700x445.jpg 700w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/09/bd-horde-320x204.jpg 320w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/09/bd-horde-236x150.jpg 236w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/09/bd-horde-768x488.jpg 768w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/09/bd-horde-150x95.jpg 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/09/bd-horde-710x452.jpg 710w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/09/bd-horde-160x102.jpg 160w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/09/bd-horde.jpg 890w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>Immagine tratta dalla copertina dell&#8217;edizione a fumetti francese</figcaption></figure></div>



<h2 class="wp-block-heading">I personaggi, nel caso vi sentiste persi</h2>



<p>La prima edizione italiana del libro conteneva un segnalibro con l&#8217;elenco dei personaggi e dei relativi simboli. Purtroppo l&#8217;edizione economica ne è priva quindi, nel caso vi sentisti persi:</p>



<p><strong>Ω</strong> Golgoth &#8211; tracciatore, colui che guida l&#8217;orda<br><strong>Π</strong> Pietro della Rocca &#8211; principe<br><strong>)</strong> Sov Strochnis &#8211; scriba che tiene il resoconto della spedizione<br><strong>¿’</strong> Caracollo &#8211; trovatore<br><strong>Δ</strong> Erg Machaon &#8211; guerriero e protettore dei membri dell&#8217;orda<br><strong>¬</strong> Talweg Archippe &#8211; geomastro<br><strong>&gt;</strong> Firost de Toroge &#8211; pilone<br><strong>^</strong> Astro, l&#8217;astoriere &#8211; uccellaio-cacciatore<br><strong>‘,</strong> Steppa Forcide &#8211; fiorone<br><strong>)-</strong> Arval Redhamaj &#8211; esploratore<br><strong>ˇ•</strong> Darbon, il falconiere &#8211; uccellaio-cacciatore<br><strong>∞</strong> Horst e Karst Dubka &#8211; due gemelli identici, ali<br><strong>χ</strong> Oroshi Melicerte &#8211; aeromastra<br><strong>(•)</strong> Alma Capys &#8211; guaritrice<br><strong>&lt; &gt;</strong> Aoi Nan &#8211; coglitrice e rabdomante<br><strong>∫ </strong> Larco Scarsa &#8211; bracconiere del cielo<br><strong>◊</strong> Learca &#8211; artigiano del metallo<br><strong>~</strong> Calliroe Deicoon &#8211; focaia<br><strong>∂</strong> Boscavo Silamfro &#8211; artigiano del legno<br><strong>≈</strong> Coriolis &#8211; crocco, ovvero chi trasporta le provviste (il suo nome è chiaramente ispirato alla forza di Coriolis)<br><strong>√</strong> Sveziest &#8211; crocco<br><strong>]]</strong> Barbak &#8211; crocco</p>
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		<title>La scomparsa &#8211; Geroges Perec</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2019 17:19:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autori stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Georges Perec]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura francese]]></category>
		<category><![CDATA[libri strani]]></category>
		<category><![CDATA[lipogramma]]></category>
		<category><![CDATA[OuLiPo]]></category>
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		<category><![CDATA[Premio Monselice]]></category>
		<category><![CDATA[voto: 7]]></category>
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					<description><![CDATA[<h3>Un ardito gioco sulla mancanza di qualcosa</h3>
Provo a confrontarmi, stando al gioco, o si può dir provandoci, di chi di suo pugno compilò il libro di cui vi sto parlando, strano frutto di un'officina di giovani scrittori, contatori, linguisti, qual fu l'UoLiPo, fondata da un tal <a href="http://www.sonosololibri.it/autori/raymond-queneau/">Raymond</a>, conosciutissimo già dai suoi <em>Fiori Blu</em>, i cui giochi di locuzioni avanguardistici sono conosciuti in più nazioni. Costoro si confrontarono, dnadosidando di volta in volta un nuovo obbligo di scrittura, sviluppando uno scombussolio linguistico nuovo, basato su palindromi, mutazioni, crittogrammi, anagrammi o paradigmi scacchistici]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Il sonno non arrivava. Anton Vokal riattaccò la lampada. Il suo Jaz indicava quasi l&#8217;una. Sospirò, si rialzò, appoggiandosi al cuscino. Aprì un romanzo, lo sfogliò, sforzandosi di applicarsi; ma si smarriva in un confuso imbroglio, inciampando di continuo in vocaboli di cui ignorava il significato.<br> &#8211;incipit</p></blockquote>



<p>Provo a confrontarmi, stando al gioco, o si può dir provandoci, di chi di suo pugno compilò il libro di cui vi sto parlando, strano frutto di un&#8217;officina di giovani scrittori, contatori, linguisti, qual fu l&#8217;UoLiPo, fondata da un tal <a href="/autori/raymond-queneau/">Raymond</a>, conosciutissimo già dai suoi <em><a href="https://amzn.to/2qQ3Pzl">Fiori Blu</a></em>, i cui giochi di locuzioni avanguardistici sono conosciuti in più nazioni. Costoro si confrontarono, dandosi di volta in volta un nuovo obbligo di scrittura, sviluppando uno scombussolio linguistico nuovo, basato su palindromi, mutazioni, crittogrammi, anagrammi o paradigmi scacchistici.</p>



<p>Il mio compito si fa alquanto arduo, in quanto il romanzo, intitolato <a href="https://amzn.to/34lRj9p" target="_blank" aria-label=" (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener nofollow" class="ek-link">La Scomparsa</a>, pubblicato in Francia, anno domini 1969, si basa su una Norma, un complicato gioco di locuzioni, chiamato <strong>lipogramma</strong>, in cui un minuscolo ma importantissimo simbolo usato in ogni lingua, sia la francofona, tanto più l&#8217;italiana, <strong>manca</strong>. Si tratta di un singolo monogramma, un ridicolo &#8220;<em>tondo non conchiuso sbarrato da un trattino</em>&#8220;, ma di fatto tra i più usati, <strong>addirittura -ma non solo-, il più diffuso raccordo tra più frasi o nomi,</strong> di solito collocato, diciamo siano vocali, proprio tra a i o u.</p>



<p>La trama tratta di una scomparsa, non solo di sopraindicato simbolo, ma di Anton Vokal (strano nominativo, guarda il caso, ma sarà proprio un caso?). I suoi amici, vicini, lontani, talvolta quasi sconosciuti, si riuniranno ad analizzar l&#8217;accaduto, ritrovandosi, di punto in bianco,<strong> protagonisti involontari di una storia dai risvolti a dir poco assurdi</strong>, mirabolanti, straordinari con coinvolto, guarda un po&#8217;, un marchio, o simbolo, spuntato all&#8217;improvviso su un biliardo. Andando avanti la trama si fa fitta, complicata, appaiono nuovi protagonisti in un turbinio di fatti, di indizi, di omicidi di varia natura, fino a un punto d&#8217;arrivo quantomai insolito.</p>



<p>Tra i capitoli si nascondono giochi, indizi, rimandi, non solo riguardo al fatto di Vokal, ma, strizzando l&#8217;occhio, <strong>all&#8217;insolito svago con cui tutto inizia</strong>, il lipogramma, con i quali chi ha compilato il romanzo (arduo nominarlo in modo da non sottrarsi al gioco, chiamiamolo G.P.),&nbsp;si trastulla con scrittori anziani o nuovi -può darsi si burli di loro?- citando dotti richiami,&nbsp;financo Moby Dick, o scritti di sommi rimatori, Victor Hugo, Rimbaud, con i quali lui <strong>ingaggia una sfida di riscrittura</strong>, lasciando intatto il significato ma cambiando la forma, glissando proprio sui vocaboli contagiati dal monogramma incriminato, cambiandoli con altri ligi alla Norma.&nbsp;Complicato, mi si autorizzi a dirlo, parlar d&#8217;un grosso capodoglio bianco a cui un pazzo capitano dá la caccia, scongiurando di pronunciar il simbolo proibito!</p>



<p>Curiosa la trama, valida può darsi, ma tuttavia <strong>a tratti un po&#8217; noiosa</strong>, farcita di fatti alquanto strani, a dirla tutta talvolta un po&#8217; forzati, o di citazioni magari di grado troppo alto dal mio umilissimo punto di vista. Pagina su pagina la prosa causata dall&#8217;arduo vincolo, infarcita di una smisurata quantità di nomi, sinonimi, attributi, ribaditi in modo sproporzionato risulta prolissa, macchinosa, quasi fastidiosa, <strong>faticosa di sicuro</strong>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><a href="https://amzn.to/34lRj9p" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow"><img loading="lazy" decoding="async" width="123" height="200" data-attachment-id="10850" data-permalink="https://sonosololibri.it/speciale-libri-7-libri-strani-dovresti-leggere-anche-no/base-libro-4/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2018/01/base-libro-2.jpg" data-orig-size="123,200" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="la scomparsa amazon" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2018/01/base-libro-2.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2018/01/base-libro-2.jpg" src="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2018/01/base-libro-2.jpg" alt="la scomparsa amazon" class="wp-image-10850" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2018/01/base-libro-2.jpg 123w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2018/01/base-libro-2-92x150.jpg 92w" sizes="auto, (max-width: 123px) 100vw, 123px" /></a></figure></div>



<p>Un plauso straordinario va all&#8217;uomo, acclamato con tanto di coppa, il cui nominativo si trova più sopra, in modo da non turbar il gioco imboccato all&#8217;inizio di &#8216;sta storia, cui fu affidato l&#8217;ingrato quanto arduo compito di cambiar una lingua in un&#8217;altra, da franco a italico, accordando così al pubblico italiano di giovarsi&nbsp; di cotanto industrioso capolavoro.<br>Consiglio tra l&#8217;altro a coloro i quali vorranno approcciarsi al libro, <strong>di fatto&nbsp;imbarcandosi in una fatica non da poco</strong>, di buttar l&#8217;occhio prima all&#8217;ultimo quarto di stampato, in cui scopriranno, con loro somma gioia, <strong>un valido aiuto</strong> in cui il&nbsp;<em>translator, </em>andandogli&nbsp; incontro, illustra non solo i più succosi giochi o ghiribizzi&nbsp; di un astuto scribacchino (brutto a dirsi, lo so, ma ho finito i sinonimi), tipo la mancanza di un quinto capitolo, guardacaso proprio la cifra associata al monogramma proibito, o molti altri richiami furbi ma nascosti all&#8217;occhio, ma incorpora addirittura una comodissima guida ai capitoli riassunti in chiari, facili paragrafi.</p>



<p>Con ció vi lascio, abbandono il faticoso gioco a cui mi sono sottoposta tornando a più tranquilli lidi, in cui non sia cosí arduo districarsi tra il linguaggio al solo scopo di buttar giù un pugno di frasi, un qualsivoglia bla bla bla, una manciata di parol&#8230;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il marcapagina (non vanifichiamo tutta la fatica fatta fin qui)</h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="/wp-content/uploads/2019/01/la-scomparsa-e1548782201584.jpg"><img decoding="async" data-attachment-id="8445" data-permalink="https://sonosololibri.it/recensioni/la-scomparsa-geroges-perec/la-scomparsa/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/01/la-scomparsa-e1548782201584.jpg" data-orig-size="356,1339" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="la scomparsa" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/01/la-scomparsa-e1548782201584-133x500.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/01/la-scomparsa-e1548782201584-186x700.jpg" src="/wp-content/uploads/2019/01/la-scomparsa-e1548782187307-700x186.jpg" alt="" class="wp-image-8445"/></a></figure></div>
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		<title>Lo straniero &#8211; Albert Camus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2019 16:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autori stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[1001 libri]]></category>
		<category><![CDATA[Albert Camus]]></category>
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		<category><![CDATA[letteratura francese]]></category>
		<category><![CDATA[prigione]]></category>
		<category><![CDATA[voto: 8]]></category>
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					<description><![CDATA[<h3>Un uomo in balia degli eventi</h3>
Immaginate di leggere un libro il cui protagonista la cui è un uomo laconico, inerme, che spende la sua vita in una condizione di quasi totale indifferenza verso ogni cosa, lasciando che le cose accadano, senza viverle. Un uomo che sembra non sentire nulla, non provare dei veri sentimenti: nè tristezza per la madre appena morta, nè amore per Maria, suo unico conforto, dalla quale però è incapace di trarre linfa o guizzi vitali di alcun tipo. Un uomo che si sente costantemente estraneo, solo, invisibile, ma non si pone domande di nessun genere. Mai.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Oggi la mamma è morta. O forse ieri, non so. Ho ricevuto un telegramma dall&#8217;ospizio: &#8220;Madre deceduta. Funerali domani. Distinti saluti.&#8221; Non significa niente. Forse è stato ieri.</p><p>&#8212; incipit</p></blockquote>



<p>Immaginate di leggere un libro il cui protagonista la cui è un uomo laconico, inerme, che spende la sua vita in una condizione di <strong>quasi totale indifferenza verso ogni cosa</strong>, lasciando che le cose accadano, senza viverle. Un uomo che sembra non sentire nulla, non provare dei veri sentimenti: nè tristezza per la madre appena morta, nè amore per Maria, suo unico conforto, dalla quale però è incapace di trarre linfa o guizzi vitali di alcun tipo. Un uomo che si sente costantemente estraneo, solo, invisibile, ma non si pone domande di nessun genere. Mai.<br>Un protagonista odioso insomma, che rende quasi impossibile al lettore empatizzare con lui, che lo lascia chiuso fuori dalla sua storia, non perchè ci sia qualcosa da proteggere, ma perchè la sua storia è completamente vuota.</p>



<p>Questo è Maresault, il protagonista di <strong><a href="https://amzn.to/2RM49st" target="_blank" aria-label=" (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener nofollow" class="ek-link">Lo Straniero</a></strong>, un modesto impiegato di origine francese che vive in Algeria. Lo incontriamo al funerale della madre, al quale partecipa quasi infastidito per il caldo soffocante che gli annebbia le mente. I giorni seguenti trascorrono in una rapsodia di eventi che, sebbene lo coivolgano in prima persona, lo lasciano completamente indifferente. Una domenica, il protagonista e l’amico Raymond passeggiano sulla spiaggia, all’improvviso, scorgono due arabi. Ne segue una colluttazione tra uno dei due e Raymond che, in passato, aveva avuto una relazione con la sorella di quest’ultimo. Più tardi, tornato sul luogo del misfatto e annebbiato dalla calura, senza apparente motivo Maresault finirà per uccidere uno dei due arabi.</p>



<p>Durante il suo processo, che avviene dopo l&#8217;inevitabile incarcerazione, Maresault si sente un estraneo, attorniato da gente che parla di lui come se lui non ci fosse, e, nello stesso tempo, lo giudica non per l&#8217;atto in sè, ma per il suo essere così inerme di fronte alla vita, che egli stesso giudica non degna di essere vissuta. <br>Durante il periodo passato in prigione, prendono vita pensieri profondi che si schiantano contro le pareti umide della cella. Lui è un prigioniero <strong>perché lo è di fatto</strong>, ma soprattutto perché pensa da prigioniero e da prigioniero agisce.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Per il resto me la cavavo benone. Allora mi sono trovato spesso a pensare che se mi avessero fatto vivere dentro un tronco d&#8217;albero morto, senza poter far altro che guardare il fiore del cielo sopra la mia testa, a poco a poco mi sarei abituato.</p></blockquote>



<p>Quando nel 1942 venne pubblicato <a href="https://amzn.to/2RM49st" target="_blank" aria-label="Lo straniero (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener nofollow" class="ek-link">Lo straniero</a>, Camus aveva intenzione di descrivere <strong><em>la révolte solitaire</em></strong> dell’uomo, nudo di fronte all’assurdità della vita, un atto d&#8217;accusa rivolto alla società con i suoi meccanismi settari di inclusione e quindi, inevitabilmente, di esclusione.<br>Sensazioni queste, che Camus conosceva molto bene: nato in Algeria e figlio di francesi, egli si sente per tutta la vita uno <strong>straniero</strong>,&nbsp;sia&nbsp;in Algeria, dove viene considerato un colono di classe elitaria, benchè figlio di famiglia povera, sia in Francia, dove rimane un <em>pieds noir,</em>&nbsp;un&nbsp;espatriato.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><a href="https://amzn.to/2vbgrCN" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow"><img loading="lazy" decoding="async" width="175" height="250" data-attachment-id="11264" data-permalink="https://sonosololibri.it/recensioni/lo-straniero-albert-camus/base-libro-30/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/01/base-libro.png" data-orig-size="175,250" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="base-libro" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/01/base-libro.png" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/01/base-libro.png" src="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/01/base-libro.png" alt="" class="wp-image-11264" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/01/base-libro.png 175w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/01/base-libro-105x150.png 105w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/01/base-libro-150x214.png 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/01/base-libro-160x229.png 160w" sizes="auto, (max-width: 175px) 100vw, 175px" /></a></figure></div>



<p>In questo libro, egli ci trasmette quella sensazione di estraneità chiudendoci fuori dalla sua trama, non permettendoci in nessun modo di affezionarci al protagonista ma rendendolo anzi quasi fastidioso nella sua immobilità, lasciandoci inermi di fronte alla fatalità della vita, così com&#8217;è inerme Maresault.</p>



<p>Difficile, difficilissimo farne una recensione completa, poiché <a href="https://amzn.to/2vbgrCN" target="_blank" aria-label="Lo Straniero (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener nofollow" class="ek-link">Lo Straniero</a>, nella sua quasi pedante semplicità, è in realtà un libro estremamente complesso e con <strong>molteplici chiavi di lettura</strong>, che tratta moltissimi temi, dalla solitudine dell&#8217;uomo all&#8217;ineluttabilità del destino, dalla fede in Dio alle profonde riflessioni su ciò che ci accomuna e livella la vita di ogni essere umano: la morte.<br>Un libro che sembra quasi insulso, forse assurdo, un libro che non è scritto per piacere, ma per provocare sensazioni e che, una volta chiuso, si scopre aver seminato un&#8217;infinità di spunti che riemergono piano piano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il segnalibro</h2>



<figure class="wp-block-image"><a href="/wp-content/uploads/2019/01/lo-straniero-e1548416246625.jpg"><img decoding="async" data-attachment-id="8404" data-permalink="https://sonosololibri.it/recensioni/lo-straniero-albert-camus/lo-straniero/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/01/lo-straniero-e1548416246625.jpg" data-orig-size="356,1339" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1547225691&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="lo straniero" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/01/lo-straniero-e1548416246625-133x500.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/01/lo-straniero-e1548416246625-186x700.jpg" src="/wp-content/uploads/2019/01/lo-straniero-700x186.jpg" alt="" class="wp-image-8404"/></a></figure>
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		<title>U4 · Koridwen &#8211; Yves Grevet</title>
		<link>https://sonosololibri.it/recensioni/u4-%c2%b7-koridwen-yves-grevet/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ambra • Sonosololibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2018 12:05:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autori stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[distopico]]></category>
		<category><![CDATA[filastrocca]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura francese]]></category>
		<category><![CDATA[saga U4]]></category>
		<category><![CDATA[virus letale]]></category>
		<category><![CDATA[voto: 4]]></category>
		<category><![CDATA[young adult]]></category>
		<category><![CDATA[yves grevet]]></category>
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					<description><![CDATA[<h3>Distopia portami via</h3>
Nonostante le mie speranze, il libro è a tutti gli effetti uno <strong>Young Adult</strong>, nel senso non proprio positivo del termine (e lo so, qui fioccheranno commenti brutti, ma prendetevela con l'editoria non con me). Siamo in Francia, Koridwen è l'unica sopravvissuta della sua famiglia, dopo che l'epidemia U4 ha decimato l'intero paesino della Bretagna in cui vive, oltre che il 90% della popolazione mondiale. A darle una speranza è l'ultimo messaggio da parte del gamemaster del suo gioco online preferito, Warriors of Time, che prima della definitiva interruzione di internet e dell'energia elettrica, dà agli "Esperti" del gioco appuntamento a Parigi la notte del 24 dicembre, per tornare indietro nel tempo e salvare il mondo. Kori si imbarcherà nell'impresa di raggiungere Parigi accompagnata solo da suo cugino Max e dalle parole della nonna, che le svelerà il mistero del suo nome e i segreti che esso cela.
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Sono dieci giorni che il filovirus meningeo U4 &#8211; U da &#8220;Utrecht&#8221;, la città dei paesi bassi in cui ha fatto la sua comparsa, e 4 per &#8220;quarta generazione&#8221; &#8211; miete le sue vittime.<br />[…] Più del novanta percento della popolazione mondiale è stato decimato. Gli unici sopravvissuti sono adolescenti. Le scorte alimentari e l&#8217;acqua potabile cominciano a scarseggiare. La rete elettrica e le vie di comunicazione sono al collasso.<br />&#8212; incipit</p>
</blockquote>



<p>Uffa uffa uffa. Diciamocelo chiaramente, mi sono lasciata fregare. Il progetto era troppo accattivante per dire di no: quattro autori diversi, quattro libri che <strong>possono essere letti in qualsiasi ordine</strong>, un&#8217;epidemia mortale che lascia vivi solo gli adolescenti, quattro ragazzi destinati a salvare il mondo. Come premessa non era male. Solo che… Già la copertina urlava a gran voce il target del libro, la fascetta &#8220;un caso editoriale, <em>millemilioni</em> di copie vendute, la saga che ha fatto impazzire i lettori d&#8217;oltralpe&#8221; mi stava dando segnali ancora più forti. Che io non ho voluto ascoltare.</p>



<p>Nonostante le mie speranze, il libro è a tutti gli effetti uno <strong>Young Adult</strong>, nel senso non proprio positivo del termine (e lo so, qui fioccheranno commenti brutti, ma prendetevela con l&#8217;editoria non con me). Siamo in Francia, Koridwen è l&#8217;unica sopravvissuta della sua famiglia, dopo che l&#8217;epidemia U4 ha decimato l&#8217;intero paesino della Bretagna in cui vive, oltre che il 90% della popolazione mondiale. A darle una speranza è l&#8217;ultimo messaggio da parte del gamemaster del suo gioco online preferito, Warriors of Time, che prima della definitiva interruzione di internet e dell&#8217;energia elettrica, dà agli &#8220;Esperti&#8221; del gioco appuntamento a Parigi la notte del 24 dicembre, per tornare indietro nel tempo e salvare il mondo. Kori si imbarcherà nell&#8217;impresa di raggiungere Parigi accompagnata solo da suo cugino Max e dalle parole della nonna, che le svelerà il mistero del suo nome e i segreti che esso cela.</p>



[amazon_link asins=&#8217;8811673593&#8242; template=&#8217;ProdottoSingoloDx&#8217; store=&#8217;sonosololibri-21&#8242; marketplace=&#8217;IT&#8217; link_id=&#8217;86893184-5dc6-4117-a973-64d3ad39681d&#8217;]Ora dovrei dire qualcosa sul libro giusto? Ho cogitato su questa recensione per parecchio tempo, perché, checchè se ne dica della cattiveria dei recensori, <strong>a nessuno piace leggere libri brutti</strong>, né tantomeno rencensirli. Però sta di fatto che questo libro non funziona. Sebbene l&#8217;idea post-apocalittica di fondo potesse essere interessante, la trama è a dir poco banale, e praticamente tutto quello che succederà nelle 300 pagine del volume è annunciato nelle prime 4. I personaggi sono scialbi, senza spessore e con poco carattere. La protagonista, Koridwen, sa fare tutto e non si fa mai domande tranne un&#8217;unica eccezione, che ripete per tutta la storia, cosa che la rende <strong>piatta</strong> e anche un tantino irritante. I personaggi secondari sono quasi peggio, malamente abbozzati e spesso senza un ruolo preciso. I fatti si svolgono in un susseguirsi banale, poco emozionante anche quando dovrebbe esserlo, ripetitivo e scontato. L&#8217;unico plot twist, o colpo di scena che dir si voglia, presente nel libro passa assolutamente in sordina tra una frase e un&#8217;altra.</p>



<p>Ma la cosa davvero irritante di questo libro è un&#8217;altra: forse per dare un piglio ancora più &#8220;hey adolescente, guardami, sono un libro che ti piacerà&#8221;, vengono messe al fuoco &#8220;peculiarità&#8221; della protagonista che c&#8217;entrano ben poco con la trama del libro, né sono funzionali alla storia, creando un guazzabuglio con poco senso e poco appeal. Per farla breve tentando di non fare spoiler, sono state prese <strong>le due cose che &#8220;tirano&#8221; di più</strong> in questo momento nel mondo letterario degli adolescenti, e sono state frullate insieme, dando lo stesso risultato di una crostata mischiata con l&#8217;arrosto.</p>



<p>Tutta la trama è scandita da una filastrocca, che la nonna cantava a Koridwen quando era piccola. Purtroppo però, oltre a essere insensata, la filastrocca dà la chiara impressione di essere infilata lì apposta, piuttosto che fungere da indizio intrigante ai fini della trama, e quello che poteva essere un espediente letterario interessante finisce per diventare un altro punto debole di una trama che già sta un piedi con i fili. Mi chiedo inoltre il senso di ripeterla per intero alla fine del libro, aggiungendo allo stesso 10 pagine di inutilità.</p>



<p>Insomma <strong>sono dispiaciuta</strong>, perché il progetto sembrava accattivante, ma avessi dato credito al mio sospetto iniziale sul genere del libro, mi sarei scaricata l&#8217;anteprima su Kindle e poi mi sarei risparmiata questi 16 euro. Tra l&#8217;altro mi domando, considerando che questo volume ha effettivamente un finale, come finiscano gli altri 3, dato che, per quanto sono riuscita a capire del progetto, l&#8217;ambientazione è la stessa, ma vissuta da 4 personaggi diversi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Se hai già letto il libro</h3>


<div class="su-spoiler su-spoiler-style-default su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed" data-scroll-offset="0" data-anchor-in-url="no"><div class="su-spoiler-title" tabindex="0" role="button"><span class="su-spoiler-icon"></span>Attenzione, spoiler</div><div class="su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim">La cosa assurda di questo libro è che mi aspettavo un colpo di scena finale, e invece no. Il finale è esattamente quello che ci è stato preannunciato a pagina 2, Koridwen va indietro nel tempo e, forse, stavolta salva il mondo. L&#8217;unica sorpresa è proprio il fatto che Kori abbia già vissuto tutto già una volta (o forse molte), cosa che passa piuttosto inosservata quando invece era forse l&#8217;unica cosa degna di essere sottolineata. Il fatto che la nonna sia una strega e che forse anche Kori lo sia alla fine non ha nessun senso ai fini della trama, se non quella di mettere in ballo argomenti molto amati dal target del libro, cosa che ho trovato estremamente fastidiosa. Riguardo al finale, come ho già detto nella recensione, il mondo è stato salvato, o prima o poi lo sarà, e sappiamo anche come. Quindi che cosa avranno da dire gli altri 3 libri in proposito?</div></div>



<h3 class="wp-block-heading">La saga</h3>



<p>La saga è composta da 4 libri. Koridwen è il primo uscito in Italia, mentre in Francia è stato l&#8217;ultimo ad uscire.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>u4 · Kodirwen</li>
<li>u4 · Yannis</li>
<li>u4 · Stéphane</li>
<li>u4 · Jules</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Il segnalibro</h3>



<p><strong>Giuro</strong> che non ho evidenziato nemmeno una frase del libro. Appena trovo qualcosa di papabile procederò a creare il segnalibro.</p>
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		<title>Prima di morire addio &#8211; Fred Vargas</title>
		<link>https://sonosololibri.it/recensioni/prima-di-morire-addio-fred-vargas/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2017 16:18:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autori stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Fred Vargas]]></category>
		<category><![CDATA[giallo]]></category>
		<category><![CDATA[investigatore]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura francese]]></category>
		<category><![CDATA[poliziesco]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<h3>Un ironico giallo ambientato a Roma</h3>
Henri Valhubert, editore ed esperto d'arte, viene assassinato mentre è a Roma per indagare su un misterioso disegno di Michelangelo apparso sul mercato francese. Ad essere coinvolti e ad indagare sul caso ci sono Claude, detto Claudio, figlio di Henri, i suoi due amici con cui forma uno strano triumvirato imperiale, una donna affascinante, il commissario Ruggeri e l'investigatore privato Valence, mandato dalla famiglia Valhubert per insabbiare il caso.

Ho letto recensioni non bellissime su questo libro, e questo mi fa ben sperare sul resto della bibliografia della Vargas che ho intenzione di divorare, perché a me è piaciuto molto. Chi mi legge sa che non sono un'amante dei gialli, non perché non mi piaccia il genere ma perché di solito ho difficoltà a ricordarmi i nomi dei personaggi. Qui invece il problema non si pone: i personaggi sono pochi, e così ben studiati che diventa impossibile confonderli l'uno con l'altro. Sono, a loro modo, così strambi e surreali da sembrare vivi.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Richard Valence nutriva una certa avversione per le biblioteche perché bisognava astenersi da tutto: far rumore camminando, far rumore parlando, fumare, agitarsi, sospirare, insomma far rumore con la propria vita. Secondo certa gente, quelle costrizioni corporali favorivano la riflessione. In lui la distruggevano immediatamente.<br>&#8212; pag. 65</p></blockquote>



<p>Io come al solito arrivo con anni luce di ritardo. Non avevo mai letto niente di Fred Vargas, e con questo suo primo romanzo (in realtà secondo, ma il primo, <em>Les Jeux de l&#8217;amour et de la mort</em>, non è ancora stato tradotto) scritto nel 1994, mi sono innamorata.</p>



<p>Henri Valhubert, editore ed esperto d&#8217;arte, viene assassinato mentre è a Roma per indagare su un misterioso disegno di Michelangelo apparso sul mercato francese. Ad essere coinvolti e ad indagare sul caso ci sono Claude, detto Claudio, figlio di Henri, i suoi due amici con cui forma <strong>uno strano triumvirato imperiale</strong>, una donna affascinante, il commissario Ruggeri e l&#8217;investigatore privato Valence, mandato dalla famiglia Valhubert per insabbiare il caso.</p>



<p>Ho letto recensioni non bellissime su <a href="https://amzn.to/38Ph8Ay" target="_blank" aria-label=" (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener nofollow" class="ek-link">Prima di morire addio</a>, e questo mi fa ben sperare sul resto della bibliografia della Vargas che ho intenzione di divorare, perché a me è piaciuto molto. Chi mi legge sa che non sono un&#8217;amante dei gialli, non perché non mi piaccia il genere ma perché di solito ho difficoltà a ricordarmi i nomi dei personaggi. Qui invece il problema non si pone: i personaggi sono pochi, <strong>e così ben studiati che diventa impossibile confonderli l&#8217;uno con l&#8217;altro</strong>. Sono, a loro modo, così strambi e surreali da sembrare vivi. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><a href="https://amzn.to/38Ph8Ay" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow"><img loading="lazy" decoding="async" width="148" height="240" data-attachment-id="11421" data-permalink="https://sonosololibri.it/recensioni/prima-di-morire-addio-fred-vargas/base-libro-45/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2017/04/base-libro.jpg" data-orig-size="148,240" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="prima di morire addio" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2017/04/base-libro.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2017/04/base-libro.jpg" src="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2017/04/base-libro.jpg" alt="prima di morire addio" class="wp-image-11421" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2017/04/base-libro.jpg 148w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2017/04/base-libro-93x150.jpg 93w" sizes="auto, (max-width: 148px) 100vw, 148px" /></a></figure></div>



<p>La storia va avanti senza tanti fronzoli, è incentrata sui personaggi e non sui fatti, rendendo l&#8217;indagine appassionante e non priva di colpi di scena. L&#8217;esilarante triumvirato formato da Claudio, Tiberio e Nerone dona al libro un <strong>taglio ironico e surreale</strong> che non avevo mai trovato in un giallo (forse solo nei Gorilla di Sandrone Daizeri, ma in modo diverso) e che ho apprezzato tantissimo.</p>



<p>E&#8217; proprio lo stile inconsueto a rendere questo romanzo intrigante, scorrevole, piacevole e poco impegnativo. Ah, e anche stavolta l&#8217;assassino non è il maggiordomo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le note della lettrice molesta</h2>



<p>Il titolo originale, <em>Ceux qui vont mourir te saluent</em> è la traduzione francese del latino &#8220;Ave, Caesar, <em>morituri te salutant</em> (letteralmente Ave, Cesare, quelli che vanno a morire &#8211; i morituri &#8211; ti salutano) che è, per tradizione, considerata la frase che i gladiatori indirizzavano all&#8217;imperatore prima dell&#8217;inizio dei giochi gladiatòri. La scelta della traduzione italiana del titolo, &#8220;Prima di morire addio&#8221;, non mi ha entusiasmata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Frasi dal libro</h2>



<p>Richard Valence nutriva una certa avversione per le biblioteche perché bisognava astenersi da tutto: far rumore camminando, far rumore parlando, fumare, agitarsi, sospirare, insomma far rumore con la propria vita. (pag. 47)</p>



<p>&#8220;Domandalo a lei, Richard, è la sua vita di valigia. Credo che raccatti un po&#8217; tutto quello che trova. Uno ha le valigie che si merita. Prendi nota.&#8221; (pag.93)</p>



<p>&#8220;È tanto più stupido in quanto, non avendo nessun motivo per ucciderli, sarebbero stati dei magnifici omicidi, semplicemente così, per vedere. Solo io posso sprecare occasioni simili.&#8221; (pag. 129)</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il segnalibro</h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="/wp-content/uploads/2017/02/prima-di-morire-addio-segna.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="175" data-attachment-id="6515" data-permalink="https://sonosololibri.it/prima-di-morire-addio-segna/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2017/02/prima-di-morire-addio-segna.jpg" data-orig-size="1181,295" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="prima di morire addio segna" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2017/02/prima-di-morire-addio-segna-320x80.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2017/02/prima-di-morire-addio-segna-700x175.jpg" src="/wp-content/uploads/2017/02/prima-di-morire-addio-segna-700x175.jpg" alt="" class="wp-image-6515" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2017/02/prima-di-morire-addio-segna-700x175.jpg 700w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2017/02/prima-di-morire-addio-segna-320x80.jpg 320w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2017/02/prima-di-morire-addio-segna-601x150.jpg 601w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2017/02/prima-di-morire-addio-segna-768x192.jpg 768w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2017/02/prima-di-morire-addio-segna-150x37.jpg 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2017/02/prima-di-morire-addio-segna-710x177.jpg 710w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2017/02/prima-di-morire-addio-segna-160x40.jpg 160w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2017/02/prima-di-morire-addio-segna-1168x292.jpg 1168w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2017/02/prima-di-morire-addio-segna.jpg 1181w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></figure></div>
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		<title>Histoire d&#8217;O &#8211; Pauline Réage</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2015 16:35:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autori stranieri]]></category>
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		<category><![CDATA[letteratura francese]]></category>
		<category><![CDATA[Pauline Réage]]></category>
		<category><![CDATA[Roissy]]></category>
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					<description><![CDATA[<h3>Un racconto erotico delicato nella sua violenza<h3>Sebbene esista forse sin da prima degli antichi egizi, il genere erotico è da sempre stato un po' bistrattato. Rilegato negli angolini delle librerie, risente del pudore dell'uomo moderno perché tocca argomenti privati che molti vedono come un tabù. Credo si tenda spesso a vedere la lettura di un libro erotico più come la ricerca di una cosa sporca che del suo valore letterario in sé. E in realtà credo che le cose siano vere entrambe, anche se in modi diversi. E' ovvio che se si compra un libro erotico lo si fa per un motivo, ed è il motivo è lo stesso che ci spinge a comprare un libro drammatico piuttosto che di fantascienza: la ricerca di determinate, particolari emozioni che troviamo solo, o principalmente, in quel particolare genere. E le emozioni che può dare un libro erotico sono, ancora ovviamente, strettamente connesse con quella sfera privata dell'eros e dell'eccitazione sessuale. Ma questo non vieta a tale libro di essere anche una grande opera letteraria, dove il nostro amore per la scrittura, il coinvolgimento della trama e la caratterizzazione dei personaggi si mischiano con quelle particolari emozioni.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Premessa</h2>



<p>Sebbene esista forse sin da prima degli antichi egizi, il genere erotico è da sempre stato un po&#8217; bistrattato. Rilegato negli angolini delle librerie, risente del pudore dell&#8217;uomo moderno perché tocca argomenti privati che molti vedono come un tabù. Credo si tenda spesso a vedere la lettura di un libro erotico <strong>più come la ricerca di una cosa sporca che del suo valore letterario in sé</strong>. E in realtà credo che le cose siano vere entrambe, anche se in modi diversi.</p>



<p>E&#8217; ovvio che se si compra un libro erotico lo si fa per un motivo, ed il motivo è lo stesso che ci spinge a comprare un libro drammatico piuttosto che di fantascienza: la ricerca di determinate, particolari emozioni che troviamo solo, o principalmente, in quel particolare genere. E le emozioni che può dare un libro erotico sono, ancora ovviamente, strettamente connesse con quella sfera privata dell&#8217;eros e dell&#8217;eccitazione sessuale. Ma questo non vieta a tale libro di essere anche una grande opera letteraria, dove il nostro amore per la scrittura, il coinvolgimento della trama e la caratterizzazione dei personaggi si mischiano con quelle particolari emozioni.</p>



<p>Capisco comunque che possa essere un genere che non piace, o al quale ci si avvicina con reticenza. Essendo un genere così strettamente personale inoltre, è facile comprendere che è quindi <strong>molto variabile da persona a persona</strong>, da un&#8217;epoca ad un&#8217;altra epoca, da un luogo del mondo all&#8217;altro: insomma se gli scritti del <em>Marchese de Sade</em> possono infiammare alcuni, possono benissimo lasciare altri di ghiaccio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Arriviamo a Histire d&#8217;O</h2>



<p>Tutta questa premessa serviva a spiegare, forse a me più che a voi, il motivo della notevole discrepanza nei giudizi dei lettori che si sono avvicinati a <a aria-label="Histoire D'O (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener nofollow" href="https://amzn.to/2rnWbfA" target="_blank" class="ek-link">Histoire D&#8217;O</a>. Leggendo le recensioni su Anobii infatti non è difficile notare che la maggior parte di esse ha il massimo o, al contrario, il minimo delle stelle. Insomma questo è a tutti gli effetti un di quei libri che, come si dice spesso, <strong>o lo ami o lo odi</strong>.</p>



<p>Questo perché quella di O è una storia molto particolare, che si insinua non solo nell&#8217;erotismo, ma in un campo particolare di esso, quello del sado-maso, ormai forse sdoganato dall&#8217;enorme successo di <em><a aria-label=" (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener nofollow" href="https://amzn.to/2KUAzOx" target="_blank" class="ek-link">50 sfumature di grigio</a></em>, che premetto di non aver letto, ma che so essere, dai racconti di coloro che l&#8217;hanno fatto, molto casto e, quasi sicuramente volutamente, ingenuo e a tratti superficiale sull&#8217;argomento. <strong>Quella di O è una storia scioccante</strong>, che indaga il meccanismo psicologico della sottomissione erotica come via per la liberazione della propria espressività e della propria personalità, e lo fa in maniera estrema.</p>



<p>Quella di O non è però solo la storia di fruste e catene, e <strong>non è affatto quella di una ragazza ingenua</strong> che si lascia traviare da un ricco capriccioso che la porta a fare cose che non le appartengono. Di lei non sappiamo niente, né conosceremo il suo vero nome. Non sappiamo chi era prima, né come si sia innamorata di Renè, né che cosa l&#8217;abbia portata in quel taxi dove la troviamo all&#8217;inizio del libro, che la sta accompagnando al castello di Roissy dove lei verrà addestrata come schiava.</p>



<p>Quella di O <strong>è la storia dell&#8217;amore all&#8217;ennesima potenza</strong>. Amore per il proprio amante, che O tenta di soddisfare assecondando la sua perversione, donandosi completamente a lui, e accettando tutto ciò che da questo deriva. Ma lo fa <strong>assecondando anche la sua stessa perversione</strong>, quella dell&#8217;essere schiava, conscia di ciò, assolutamente consapevole, e amata per questo. O non é una &#8220;vittima&#8221;, ma una persona che ha fatto una scelta consapevole da cui non vuole uscire. Ed è quindi, se vogliamo, una metafora&nbsp;dell&#8217;amore per sé stessi, dell&#8217;accettazione di ciò che si è e di ciò che si desidera.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Avrebbe mai osato dirgli che nessun piacere, nessuna gioia, nessuna fantasticheria era paragonabile alla felicità che provava per la libertà con cui egli si serviva di lei, all’idea che sapesse di non dover usare nessun riguardo, di non dover tener conto di nessuna limitazione nel cercare il proprio piacere nel suo corpo?</p></blockquote>



<p><strong>La narrazione è quasi impalpabile</strong>, pulita, e, antiteticamente alla storia, quasi candida. Quello&nbsp;che viene narrato è estremo, va oltre ogni limite dettato dal pudore e mostra il lato sadomasochista che può emergere nel rapporto&nbsp;tra un Signore e la schiava che decide di donarsi totalmente a esso, il tutto senza mai essere volgare: <strong>esplicito, ma mai volgare</strong>.&nbsp;L&#8217;autrice riesce a descrivere situazioni tutt&#8217;altro che normali, permettendo al lettore di immaginare senza troppo sforzo ciò che sta accadendo, senza la necessità di termini o espressioni&nbsp;volgari e, anzi, con una lievità estrema, quasi come in un sogno, il sogno di O.</p>



<p>Esattamente come in un quadro astratto, nel quale ognuno vede e sente cose diverse, credo che per questo libro <strong>ci siano diversi livelli di lettura</strong>, dalla mera storia erotica fino alla metafora del dolore usato come strumento per la crescita spirituale (argomento noto in quasi &nbsp;ogni cultura religiosa),&nbsp;cose che vengono percepite o meno a seconda della nostra sensibilità e della nostra conoscenza dell&#8217;argomento. Quando si cerca di capire una cultura diversa infatti non basta conoscerne il linguaggio verbale, ci sono gesti, sguardi, modi di muoversi e comportarsi che nell&#8217;ottica di una cultura hanno un significato, o non ne hanno affatto, e in un&#8217;altra invece ne assumono uno totalmente diverso.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><a href="https://amzn.to/2rnWbfA" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow"><img loading="lazy" decoding="async" width="139" height="200" data-attachment-id="10897" data-permalink="https://sonosololibri.it/recensioni/histoire-do-pauline-reage/base-libro-4-2/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/11/base-libro-4.jpg" data-orig-size="139,200" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="base-libro-4" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/11/base-libro-4.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/11/base-libro-4.jpg" src="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/11/base-libro-4.jpg" alt="" class="wp-image-10897" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/11/base-libro-4.jpg 139w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/11/base-libro-4-104x150.jpg 104w" sizes="auto, (max-width: 139px) 100vw, 139px" /></a></figure></div>



<p>E&#8217; proprio a proposito del sogno che viene forse <strong>l&#8217;unica nota dolente del libro: il finale</strong>, o meglio, quelli che l&#8217;autrice ha spiattellato come due possibili finali, in due frasi di numero, nell&#8217;ultima pagina, senza che ce ne fosse alcun reale bisogno. Dicevo che quello che viene narrato è come un sogno e, come ben sappiamo,&nbsp;nessun sogno finisce davvero. I sogni sono, per loro natura, &#8220;monchi&#8221;, svaniscono negli attimi in cui si transita dal sonno alla veglia senza avere un epilogo. Non c&#8217;era quindi nessuna necessità di un finale per il libro. Sarebbe stato sufficiente lasciarlo sfumare così, lasciando al lettore il compito, o il piacere, di immaginare l&#8217;eventuale sviluppo della trama.</p>



<p>In conclusione quindi, un libro che a me è piaciuto moltissimo, <strong>un erotismo delicato nella sua estrema violenza</strong>, candido nella sua oscenità, forse non adatto a tutti, e potrei dire probabilmente più di gusto femminile che maschile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I sonosologadget</h2>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://shop.spreadshirt.it/sonosololibri/histoire+d'o+-+pauline+reage+[ita]?q=I147519458" rel="nofollow noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="219" data-attachment-id="8339" data-permalink="https://sonosololibri.it/schermata-2019-01-22-alle-17-38-12/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/Schermata-2019-01-22-alle-17.38.12.png" data-orig-size="1034,324" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Schermata 2019-01-22 alle 17.38.12" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/Schermata-2019-01-22-alle-17.38.12-320x100.png" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/Schermata-2019-01-22-alle-17.38.12-700x219.png" src="/wp-content/uploads/2015/05/Schermata-2019-01-22-alle-17.38.12-700x219.png" alt="" class="wp-image-8339" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/Schermata-2019-01-22-alle-17.38.12-700x219.png 700w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/Schermata-2019-01-22-alle-17.38.12-320x100.png 320w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/Schermata-2019-01-22-alle-17.38.12-479x150.png 479w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/Schermata-2019-01-22-alle-17.38.12-768x241.png 768w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/Schermata-2019-01-22-alle-17.38.12-150x47.png 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/Schermata-2019-01-22-alle-17.38.12-710x222.png 710w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/Schermata-2019-01-22-alle-17.38.12-160x50.png 160w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/Schermata-2019-01-22-alle-17.38.12.png 1034w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Frasi dal libro</h2>



<p>&#8220;Lei confonde l&#8217;amore con l&#8217;ubbidienza. Mi ubbidirà senza amarmi, e senza che io l&#8217;ami&#8221;. (pag. 113)<br><br>O non aveva compreso, ma aveva finito per riconoscere come una verità innegabile e importante il groviglio contraddittorio e costante dei suoi sentimenti: amava l&#8217;idea del supplizio, quando lo subiva avrebbe tradito il mondo intero per sfuggirvi, quando era finito era felice di averlo subìto, tanto più felice quanto più era stato lungo e crudele. (pag. 181)<br><br>Avrebbe mai osato dirgli che nessun piacere, nessuna gioia, nessuna fantasticheria era paragonabile alla felicità che provava per la libertà con cui egli si serviva di lei, all’idea che sapesse di non dover usare nessun riguardo, di non dover tener conto di nessuna limitazione nel cercare il proprio piacere nel suo corpo? (pag. 215)<br></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sequel</h2>



<p>Nel 1969 l&#8217;autrice Dominique Aur, con lo stesso pseudonimo di &#8220;Pauline Réage&#8221; usato per pubblicare <em>Histoire d&#8217;O,</em> pubblicò <strong><a href="https://amzn.to/2Ol89iT" target="_blank" aria-label=" (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener nofollow" class="ek-link">Ritorno a Roissy</a></strong>, che si pone come la continuazione di Storia di O, come uno dei due distinti finali proposti per quel romanzo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trasposizioni cinematografiche</h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" width="101" height="150" data-attachment-id="5398" data-permalink="https://sonosololibri.it/histoire-do-film/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/histoire-do-film.jpg" data-orig-size="214,317" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="histoire d&#8217;o film" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/histoire-do-film.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/histoire-do-film.jpg" src="/wp-content/uploads/2015/05/histoire-do-film-101x150.jpg" alt="histoire d'o film" class="wp-image-5398" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/histoire-do-film-101x150.jpg 101w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/histoire-do-film-150x222.jpg 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/histoire-do-film-160x237.jpg 160w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/histoire-do-film.jpg 214w" sizes="auto, (max-width: 101px) 100vw, 101px" /></figure></div>



<p>E&#8217; celebre l&#8217;omonima trasposizione cinematografica del 1975 diretta da Just Jaeckin, che aveva già diretto la trasposizione di <em>Emmanuelle</em>, altro romanzo erotico di una diversa autrice.<br>Il film ha avuto tre sequel, dei quali il primo apocrifo il secondo trasposizione di &#8220;Ritorno a Roissy&#8221;, e l&#8217;ultimo più simile ad un remake che ad un sequel.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il segnalibro</h2>



<figure class="wp-block-image"><a href="/wp-content/uploads/2015/05/histoire-do-segnalibro-e1547033123262.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="175" data-attachment-id="5570" data-permalink="https://sonosololibri.it/histoire-do-segnalibro/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/histoire-do-segnalibro-e1547033123262.jpg" data-orig-size="1181,295" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="histoire d&#8217;o segnalibro" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/histoire-do-segnalibro-e1547033123262-320x80.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/histoire-do-segnalibro-e1547033123262-700x175.jpg" src="/wp-content/uploads/2015/05/histoire-do-segnalibro-e1547033123262-700x175.jpg" alt="" class="wp-image-5570" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/histoire-do-segnalibro-e1547033123262-700x175.jpg 700w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/histoire-do-segnalibro-e1547033123262-320x80.jpg 320w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/histoire-do-segnalibro-e1547033123262-601x150.jpg 601w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/histoire-do-segnalibro-e1547033123262-768x192.jpg 768w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/histoire-do-segnalibro-e1547033123262-150x37.jpg 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/histoire-do-segnalibro-e1547033123262-710x177.jpg 710w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/histoire-do-segnalibro-e1547033123262-160x40.jpg 160w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/histoire-do-segnalibro-e1547033123262-1168x292.jpg 1168w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/05/histoire-do-segnalibro-e1547033123262.jpg 1181w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></figure>
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		<title>Musica Unica &#8211; Thomas Clément</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Feb 2013 20:37:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autori stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[ipod generation]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura francese]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[Thomas Clément]]></category>
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					<description><![CDATA[<h3>Nel cuore dell'ipod generation</h3>
2010, Francia. Franck Matalo, 37 anni, è l'amministratore delegato della casa discografica più potente del paese: Musica Unica. Forse la più potente del mondo.
L'industria musicale è diventata una grande macchina da soldi in cui gli strumenti analogici sono stati soppiantati da suoni digitali costruiti da un computer affettuosamente conosciuto come Elvis, che si nutre di sondaggi e indagini di mercato e sforna le "nuove stelle", costruite a puntino per il mercato. La punta di diamante di Musica Unica è una ragazzina-cantante, che ci ricorda molto da vicino l’ex lolita Alizée: si sta per lanciare il suo nuovo successo, “Frugami nella cartella”, il cui titolo allusivo ma non volgare non può non accontentare ogni fascia di età e di perversione. Ma Franck Matalo è un uomo infelice dopo la morte della figlia di soli quattro anni: un giorno si sveglia e di punto in bianco decide di demolire l'impero che dirige. E quale modo migliore se non scendere nei sotterranei della casa discografica e tirare fuori un demo a caso tra le centinaia che giaciono lì? E quindi ecco a voi gli Intestino, quattro adolescenti incotrollabili e scellerati che rigurgitano un inascolatible punk rock che però, contro ogni previsione, iniziano un’ascesa inarrestabile, distruggendo inconsapevolmente l’ipod-generation, o forse dandogli una nuova vita.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Mi chiamo Franck Matalo e sono l’amministratore delegato di Musica Unica. Per i miei azionisti sono un grande manager, una macchina per fare soldi, un cost-killer, l’assassino dei costi. Per i miei dipendenti sono un assassino e basta.</p><cite>&#8212; incipit</cite></blockquote>



<p>2010, Francia. Franck Matalo, 37 anni, è l&#8217;amministratore delegato della casa discografica più potente del paese: Musica Unica. Forse la più potente del mondo.<br><strong>L&#8217;industria musicale è diventata una grande macchina da soldi</strong> in cui gli strumenti analogici sono stati soppiantati da suoni digitali costruiti da un computer affettuosamente conosciuto come <em>Elvis</em>, che si nutre di sondaggi e indagini di mercato e sforna le &#8220;nuove stelle&#8221;, costruite a puntino per il mercato.</p>



<p>La punta di diamante di <a href="https://amzn.to/2Rz5CTY" target="_blank" aria-label="Musica Unica (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener nofollow" class="ek-link">Musica Unica</a> è una ragazzina-cantante, che ci ricorda molto da vicino l’ex lolita <em>Alizée</em>: si sta per lanciare il suo nuovo successo, “Frugami nella cartella”, il cui titolo allusivo ma non volgare non può non accontentare ogni fascia di età e di perversione.</p>



<p>Ma <strong>Franck Matalo è un uomo infelice</strong> dopo la morte della figlia di soli quattro anni: un giorno si sveglia e di punto in bianco decide di demolire l&#8217;impero che dirige. E quale modo migliore se non scendere nei sotterranei della casa discografica e tirare fuori un demo a caso tra le centinaia che giacciono lì? E quindi <strong>ecco a voi gli Intestino</strong>, quattro adolescenti incontrollabili e scellerati<strong> che rigurgitano un inascoltabile punk rock </strong>che però, contro ogni previsione, iniziano un’ascesa inarrestabile, distruggendo inconsapevolmente l’ipod-generation, o forse dandogli una nuova vita.</p>



<p><em>Che c’è stronziii? </em>Volete sapere come prosegue la storia: compratevi il libro.</p>



<p>Il romanzo di Thomas Clément (a quanto pare semisconosciuto e tradotto ad oggi solo in italiano) <strong>è tagliente e divertente</strong>. Senza troppe pretese, punta dritto al cuore del problema, parla dell&#8217;ipod-generation e dei giovani lobotomizzati, parla della demolizione della musica analogica e della creazione di falsi miti, di rock star costruite a tavolino col solo scopo di vendere migliaia di dischi per poi cadere nell&#8217;oblio.</p>



<p>Il ritmo è veloce, graffiante e a volte stonato come un assolo di chitarra, il linguaggio è quello della gente e non dei letterati stronzi. Un libro scorrevole e simpatico che tra una battuta e un&#8217;ode al rock&#8217;n&#8217;roll fa emergere, in maniera leggera ma sottile, un argomento attuale che sarebbe bene non ignorare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Segnalibro</h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2013/02/musica-unica1-e1519918269308.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="175" data-attachment-id="4900" data-permalink="https://sonosololibri.it/recensioni/musica-unica-thomas-clement/musica-unica-2/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2013/02/musica-unica1-e1519918269308.jpg" data-orig-size="1181,295" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="musica unica" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2013/02/musica-unica1-e1519918269308-320x80.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2013/02/musica-unica1-e1519918269308-700x175.jpg" src="/wp-content/uploads/2013/02/musica-unica1-e1519918269308-700x175.jpg" alt="" class="wp-image-4900" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2013/02/musica-unica1-e1519918269308-700x175.jpg 700w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2013/02/musica-unica1-e1519918269308-320x80.jpg 320w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2013/02/musica-unica1-e1519918269308-601x150.jpg 601w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2013/02/musica-unica1-e1519918269308-768x192.jpg 768w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2013/02/musica-unica1-e1519918269308-150x37.jpg 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2013/02/musica-unica1-e1519918269308-710x177.jpg 710w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2013/02/musica-unica1-e1519918269308-160x40.jpg 160w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2013/02/musica-unica1-e1519918269308-1168x292.jpg 1168w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2013/02/musica-unica1-e1519918269308.jpg 1181w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></figure></div>
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		<title>Igiene dell&#8217;assassino &#8211; Amélie Nothomb</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2012 12:14:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autori stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Amélie Nothomb]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura francese]]></category>
		<category><![CDATA[thriller]]></category>
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					<description><![CDATA[<div id="voto">VOTO:7 &#183; GENERE: Thriller dialogato</div>Tutta la trama si srotola in forma di dialogo in un interno buio, attraverso le interviste che pochi giornalisti selezionati possono fare allo scrittore Prétextat Tach, premio Nobel in punto di morte. Egli è un personaggio pieno, e non solo per la sua mole: enorme, tronfio, sgradevole, pregno di grasso e di difetti, misantropo e misogino, e geniale. In ogni intervista demolisce l'ego dei suoi sfortunati intervistatori, sparando a raffica sull'umanità e soprattutto sui suoi colleghi, gli scrittori.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8220;Se avessi saputo che cosa pensavo, suppongo che non sarei diventato scrittore&#8221;</p></blockquote>



<p>Primo romanzo che leggo della Nothomb, escluso &#8220;<a aria-label="Splendente come una padella (opens in a new tab)" href="https://amzn.to/31eAJYl" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow" class="ek-link">Splendente come una padella</a>&#8221; (di cui avevo parlato <a href="https://www.sonosololibri.it/splendente-come-una-padella-amelie-nothomb-kikie-crevecoeur/" class="ek-link">QUI</a>), che è però una raccolta di quattro racconti brevi, e che avevo acquistato più per le illustrazioni che per altro. Premetto che ero partita prevenuta, perché gli scrittori che fanno eccessivo sfoggio di sè e della propria persona (e la Nothomb è sicuramente un personaggio che non passa inosservato) tendono normalmente a risultarmi antipatici.</p>



<p>Devo dire però che sono rimasta particolarmente sorpresa da questo romanzo. Tutta la trama si srotola in forma di dialogo in un interno buio, attraverso le interviste che pochi giornalisti selezionati possono fare allo scrittore Prétextat Tach, premio Nobel in punto di morte.</p>



<p>Egli è un personaggio pieno, e non solo per la sua mole: <strong>enorme, tronfio, sgradevole, pregno di grasso e di difetti, misantropo e misogino, e geniale</strong>. In ogni intervista demolisce l&#8217;ego dei suoi sfortunati intervistatori, sparando a raffica sull&#8217;umanità e soprattutto sui suoi colleghi, gli scrittori. Mi sono spesso domandata se in realtà Tach non fosse che un&#8217;espediente per esprimere un pensiero dell&#8217;autrice.</p>



<p>La prima parte è assolutamente divertente e con un ritmo serrato che non lascia spazio alla noia. Il personaggio vene costruito egregiamente e tutto viene preparato per il colpo di scena. Da qui il ritmo cambia totalmente, divenendo più riflessivo. Devo dire la verità, lì per lì non ho amato particolarmente la seconda parte, nè il finale che mi aveva lasciato con un grosso punto interrogativo. Ma dormendoci sopra devo dire che la mia opinione è cambiata, e credo di aver trovato l&#8217;anello che ha fatto quadrare il cerchio.</p>



<p>Come molti scrittori &#8220;particolari&#8221; credo che questo sia uno di quei libri che o si ama o si odia. Sembra un testo teatrale (ed in effetti lo è diventato), ma è anche una palese ricerca di un senso di arguzia anticonvenzionale che &nbsp;può effettivamente risultare antipatico. Se lo si prende con il giusto spirito, è un libro che si lascia leggere leggero. E&#8217; un&#8217;ode al cinismo che si&nbsp;trasforma in favola, in amore e poi di nuovo in cinismo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Frasi dal libro</h3>



<p>&#8220;Se riescono a parlare della loro opera con aria affascinante e pudica, fuor di dubbio che sono scribacchini. Come vuole che uno scrittore sia pudico? È il mestiere più impudico del mondo: attraverso lo stile, le idee, la storia, le ricerche, gli scrittori parlano sempre di se stessi, e con le parole. Anche i pittori e i musicisti parlano di se stessi, ma con un linguaggio molto meno crudo del nostro. No, giovanotto, gli scrittori sono osceni; se non lo fossero, sarebbero ragionieri, conducenti di tram, centralinisti, sarebbero rispettabili.&#8221; (Prétextat Tach)</p>



<p>&#8220;Solo la gente volgare vuole spiegare tutto, anche quello che non si spiega.&#8221;&nbsp;(Prétextat Tach)</p>



<p>&#8220;Sì, i miei libri sono più nocivi di una guerra, perché mettono addosso la voglia di crepare, mentre la guerra mette addosso la voglia di vivere. Dopo avermi letto, la gente dovrebbe suicidarsi.&#8221;&nbsp;(Prétextat Tach)</p>



<p>“In fondo la gente non legge; o se legge, non comprende; o se comprende, dimentica”.&nbsp;(Prétextat Tach)</p>



<p>&#8220;Se ho scritto di quel momento, è perchè era impossibile da dirsi. La scrittura comincia là dove si ferma la parola, ed è un grande mistero il passaggio dall&#8217;indicibile al dicibile. La parola e lo scritto si danno il cambio e non combaciano mai.&#8221;&nbsp;(Prétextat Tach)</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pseudobiblia</h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" width="136" height="136" data-attachment-id="5701" data-permalink="https://sonosololibri.it/pseudobiblia-3/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/07/pseudobiblia1.png" data-orig-size="136,136" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="pseudobiblia" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/07/pseudobiblia1.png" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/07/pseudobiblia1.png" src="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/07/pseudobiblia1.png" alt="" class="wp-image-5701"/></figure></div>



<p>Questo libro dà senza alcun dubbio il suo contributo al <a href="/libri/pseudobiblia/">Progetto Pseudobiblia</a>! Al suo interno infatti sono presenti ben 23 libri immaginari, tra i quali &#8220;Crepare senza avverbio&#8221;, &#8220;Il disordine della giarrettiera&#8221;, &#8220;La sauna e altre lussurie&#8221;, &#8220;Urbi et orbi&#8221;,&#8230;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Segnalibro</h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/splendentesegna.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="175" data-attachment-id="458" data-permalink="https://sonosololibri.it/splendente-come-una-padella-amelie-nothomb-kikie-crevecoeur/splendentesegna/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/splendentesegna.jpg" data-orig-size="1181,295" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Spldendente come una padella" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/splendentesegna-320x80.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/splendentesegna-700x175.jpg" src="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/splendentesegna-700x175.jpg" alt="" class="wp-image-458" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/splendentesegna-700x175.jpg 700w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/splendentesegna-320x80.jpg 320w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/splendentesegna-601x150.jpg 601w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/splendentesegna-768x192.jpg 768w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/splendentesegna-150x37.jpg 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/splendentesegna-710x177.jpg 710w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/splendentesegna-160x40.jpg 160w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/splendentesegna-1168x292.jpg 1168w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/splendentesegna.jpg 1181w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></figure></div>
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		<title>Zazie nel metró &#8211; Raymond Queneau</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 11:23:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Autori stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura francese]]></category>
		<category><![CDATA[metalinguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[nonsense]]></category>
		<category><![CDATA[OuLiPo]]></category>
		<category><![CDATA[Raymond Queneau]]></category>
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					<description><![CDATA[<h3>Non si capisce né l’hic di questo nunc, né il quid di questo quod</h3>
Queneau rompe gli schemi giocando con le parole e infischiandosene della trama, raggiungendo parabole di nonsense, creando un disordine premeditato, generando un crescendo di caotica ambiguità. Zazie è una bambina antipatica, inquieta, volgare, pronta ad apostrofare tutti con un "Me ne sbatto", non ha imiti né educazione, vuole solo vedere questo fantascientifico metrò e per farlo non esita a fuggire di casa ed a burlarsi della gente per piegarla alla sua volontà e alle sue necessità. Gabriel, lo zio di Zazie, meravigliosa figura, è un ballerino travestito in un nait. E intorno a loro si muovono figure particolari, un calzolaio che parla latino, il pappagallo Laverdure che continua a ripetere "Chiacchieri chiacchieri, non sai fare altro!", un poliziotto che poi poliziotto non è e Marceline, la moglie di Gabriel che fa tutto dolcemente.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p> L&#8217;essere o il nulla, ecco il problema. Salire, scendere, andare, venire; tanto fa l&#8217;uomo che alla fine sparisce. Un tàssi lo reca, un metrò lo porta via, la torre non ci bada, e il Pànteon neppure. Parigi è solo un sogno, Gabriel è solo un&#8217;ombra, Zazie il sogno d&#8217;un&#8217;ombra (o di un incubo) e tutta questa storia il sogno di un sogno, l&#8217;ombra di un&#8217;ombra, poco più di un delirio scritto a macchina da un romanziere idiota (oh! mi scusi).<br>&#8212; pag. 92 </p></blockquote>



<p>Tradurre Queneau non è un compito da poco. Non a caso <a aria-label="Esercizi di stile (opens in a new tab)" href="https://amzn.to/30IP52J" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow" class="ek-link">Esercizi di stile</a> (di cui avevo parlato <a href="https://www.sonosololibri.it/esercizi-di-stile-raymond-queneau/" class="ek-link">QUI</a>) ha dovuto aspettare 40 anni prima di sbarcare in Italia, tra l&#8217;altro tradotto non da uno-a-caso, bensì da un maestro della parola: Umberto Eco. Queneau venne definito dalla critica come &#8220;un guerriero che lotta contro la letteratura, facendola a pezzi&#8221;, e in questo caso specifico <strong>esplora un linguaggio colloquiale</strong> che si contrappone pesantemente, soprattutto in francese, alla lingua scritta ufficiale. La prima parola del libro originale infatti è &#8220;<em>Doukipudonktan?</em>&#8220;, una trascrizione fonetica di &#8220;D&#8217;où qu&#8217;ils puent donc tant?&#8221; (da dove viene così tanta puzza?), tradotto in italiano con &#8220;Macchiffastapuzza?&#8221;.</p>



<p>Con <a aria-label="Zazie nel metro (opens in a new tab)" href="https://amzn.to/2txHKqK" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow" class="ek-link">Zazie nel metro</a> Queneau rompe gli schemi <strong>giocando con le parole e infischiandosene della trama</strong>, raggiungendo parabole di nonsense, creando un disordine premeditato, generando un crescendo di caotica ambiguità. Zazie è una bambina antipatica, inquieta, volgare, pronta ad apostrofare tutti con un &#8220;Me ne sbatto&#8221;, non ha imiti né educazione, vuole solo vedere questo fantascientifico metrò e per farlo non esita a fuggire di casa ed a burlarsi della gente per piegarla alla sua volontà e alle sue necessità.</p>



<p>Gabriel, lo zio di Zazie, meravigliosa figura, è un ballerino travestito in un <em>nait</em>. E intorno a loro si muovono figure particolari, un calzolaio che parla latino, il pappagallo Laverdure che continua a ripetere &#8220;Chiacchieri chiacchieri, non sai fare altro!&#8221;, un poliziotto che poi poliziotto non è e Marceline, la moglie di Gabriel, che fa tutto dolcemente.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="512" height="385" data-attachment-id="11261" data-permalink="https://sonosololibri.it/recensioni/zazie-nel-metro-raymond-queneau/zazie_512x0_58da5e66c32a3836462d68bbac02e22c/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/01/zazie_512x0_58da5e66c32a3836462d68bbac02e22c.jpg" data-orig-size="512,385" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="zazie_512x0_58da5e66c32a3836462d68bbac02e22c" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/01/zazie_512x0_58da5e66c32a3836462d68bbac02e22c-320x241.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/01/zazie_512x0_58da5e66c32a3836462d68bbac02e22c.jpg" src="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/01/zazie_512x0_58da5e66c32a3836462d68bbac02e22c.jpg" alt="" class="wp-image-11261" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/01/zazie_512x0_58da5e66c32a3836462d68bbac02e22c.jpg 512w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/01/zazie_512x0_58da5e66c32a3836462d68bbac02e22c-320x241.jpg 320w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/01/zazie_512x0_58da5e66c32a3836462d68bbac02e22c-199x150.jpg 199w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/01/zazie_512x0_58da5e66c32a3836462d68bbac02e22c-150x113.jpg 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/01/zazie_512x0_58da5e66c32a3836462d68bbac02e22c-160x120.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px" /><figcaption>Un frame dal film del 1960 di Louis Malle</figcaption></figure></div>



<p>Zazie scopre un mondo caotico, privo di ogni ordine e significato, nel quale ogni personaggio si trasforma e <strong>non è mai quello che sembra</strong>. E&#8217; un gioco con l&#8217;ambiguità. Ogni volta che la bambina crede di aver capito cosa sta succedendo, subentra qualcos&#8217;altro che cambia tutto.&nbsp;Queneau gioca, costruisce e decostruisce, <strong>crea un mondo che sembra un burlesque</strong>, il luna park di una Parigi decadente.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><a href="https://amzn.to/2vaPPBX" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow"><img loading="lazy" decoding="async" width="154" height="250" data-attachment-id="11260" data-permalink="https://sonosololibri.it/recensioni/zazie-nel-metro-raymond-queneau/base-libro-29/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/base-libro-1.jpg" data-orig-size="154,250" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="base libro" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/base-libro-1.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/base-libro-1.jpg" src="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/base-libro-1.jpg" alt="" class="wp-image-11260" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/base-libro-1.jpg 154w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/base-libro-1-92x150.jpg 92w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/base-libro-1-150x244.jpg 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/base-libro-1-148x240.jpg 148w" sizes="auto, (max-width: 154px) 100vw, 154px" /></a></figure></div>



<p>Ed è proprio lui a dirci che tutto questo non è nient&#8217;altro se non un sogno, o &#8220;poco più di un delirio scritto a macchina da un romanziere idiota&#8221;. Posso comprendere&nbsp;la confusione dei critici che all&#8217;epoca si trovarono ad avere a che fare con questo libro: alcuni vi avevano visto l&#8217;apoteosi dell&#8217;esegesi, altri l&#8217;avevano etichettata come un&#8217;opera futile, altri ancora avevano dichiarato di non capire. E forse era proprio questo l&#8217;intento di Queneau, demolire ogni periodo e ogni dialogo rappresentando per assurdo la<strong> natura inafferrabile del linguaggio</strong>.</p>



<p>Ci vuole un pò ad entrare nel meccanismo usato da Queneau, che spesso cambia tempo verbale all&#8217;improvviso, crea neologismi che derivano dalla pronuncia fonetica, usa articoli e aggettivi che mischiano maschile e femminile. E proprio a causa di tutto questo la narrazione a volte risulta confusa, caotica, di difficile comprensione. Purtroppo ho la sensazione che anche la traduzione giochi la sua parte nella difficoltà di lettura, non tanto per colpa del traduttore, ma proprio per la difficoltà di tradurre un testo destrutturato. Come direbbe il pappagallo Laverdure, a volte “non si capisce né l’hic di questo nunc, né il quid di questo quod”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per chi ha già letto il libro&#8230;</h2>


<div class="su-spoiler su-spoiler-style-default su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed" data-scroll-offset="0" data-anchor-in-url="no"><div class="su-spoiler-title" tabindex="0" role="button"><span class="su-spoiler-icon"></span>ATTENZIONE! Spoiler!</div><div class="su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim">Da riflettere sul finale: Zazie non vedrà il metrò, perchè l&#8217;unica volta in cui ci entra è svenuta. Il giorno dopo viene riaccompagnata dalla madre alla stazione da Marceline, che &nbsp;però viene chiamata dalla madre di Zazie Marcel. Una sorta di colpo di scena in sordina che ribalta gran parte del significato del libro, dalla presunta <em>ormosessualità </em>di Gabriel al fatto che il poliziotto si sia innamorato di lei-</div></div>



<h2 class="wp-block-heading">Frasi dal libro</h2>



<p>&#8211; Ehi, piccola, — fa lui allora, – allora si va a nanna?<br>&#8211; Chi «si»? – chiese lei.<br>&#8211; Eh, te, naturalmente, – rispose Gabriel, cadendo nel tranello. – A che ora andavi a dormire, laggiù?<br>&#8211; Qui e là non è tutt’uno, spero.<br>&#8211; Certo, – disse Gabriel, comprensivo.<br>&#8211; Se mi si lascia qui è perché non sia come là. No?</p>



<p>&#8211; Allora? Perché vuoi far la maestra?<br>&#8211; Per romper le balle alle bambine, – rispose Zazie. -Quelle che avranno la mia età fra dieci anni, tra vent’anni, tra cinquant’anni, fra cento anni, fra mille anni. Aver sempre da romper le balle a qualcuno.<br>&#8211; Bene, – disse Gabriel.<br>&#8211; Voglio esser carogna. Gli farò leccar l’impiantito. Mangiar la cimosa della lavagna. Gli metterò i compassi nel didietro. Pedate nel sedere. Porterò gli stivali. D’inverno. Alti così (gesto). Con gran speroni per scorticar la ciccia delle chiappe.<br>&#8211; Sai, – disse Gabriel con calma, – stando a quel che dicono i giornali, non è proprio in codesta direzione che si sta orientando l’educazione moderna. Anzi, è proprio il contrario. Si va verso la dolcezza, la comprensione, la gentilezza. È vero, Marceline, che dicono così sui giornali? [&#8230;]<br>&#8211; Allora, — dichiarò, – farò l’astronauta.<br>&#8211; Ecco, – disse Gabriel, consentendo. – Ecco, bisogna tenere il passo dei tempi.<br>&#8211; Sì, – continuò Zazie, – farò l’astronauta per andare a romper le balle ai Marziani.</p>



<p>Mi creda, il prossimo, non bisogna giudicarlo troppo presto. Gabriel balla in un naitclub da froci, vestito da sivigliana, d&#8217;accordo. Ma questo che cosa prova? Che cosa prova, dico.</p>



<p>&#8211; Hai delle strane idee, sai, per la tua età.<br>&#8211; E&#8217; vero. Certe volte mi domando perfino dove le trovo.</p>



<p>L&#8217;essere o il nulla, ecco il problema. Salire, scendere, andare, venire; tanto fa l&#8217;uomo che alla fine sparisce. Un tàssi lo reca, un metró lo porta via, la torre non ci bada, e il Pànteon neppure. Parigi è solo un sogno, Gabriel è solo un&#8217;ombra (incantevole), Zazie il sogno d&#8217;un&#8217;ombra (o di un incubo) e tutta questa storia il sogno di un sogno, l&#8217;ombra di un&#8217;ombra, poco piú di un delirio scritto a macchina da un romanziere idiota (oh! mi scusi). Laggiú, oltre, un po&#8217; oltre, Place de la République, si accatastano le tombe dei parigini che furono, che salirono e scesero scale, andarono e vennero per le vie e tanto fecero che alla fine sparirono. Un forcipe li introdusse, un carro funebre li porta via e la torre si arrugginisce e il Pànteon si screpola piú presto di quanto le ossa dei morti fin troppo presenti non si dissolvano nell&#8217;humus della città tutto impregnato di affannì. Ma sono vivo, io, e qui s&#8217;arresta la mia scienza perché del tassimane sparito nel suo trespolo a tassametro o di mia nipote sospesa a trecento metri nell&#8217;atmosfera o della mia sposa, la dolce Marceline, rimasta presso il focolare domestico, in questo preciso momento io non so, e qui non so, se non questo, endecasillabica mente: eccoli quasi morti perché assenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trasposizioni cinematografiche</h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://giotto.ibs.it/cop/copdjc.asp?e=8032700995272" alt="" width="150" height="212"/></figure></div>



<p>Nel 1960 Louis Malle, pluripremiato regista e produttore cinematografico francese, girò la trasposizione del libro facendone un ominimo film. La pellicola è costruita, esattamente come il romanzo, come un gioco: inseguimenti bizzarri e senza senso, dialoghi accelerati, musiche appena accennate, gag comiche, ambienti in continua trasformazione come la stessa Parigi che ospita il film.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Segnalibro</h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="175" data-attachment-id="4129" data-permalink="https://sonosololibri.it/recensioni/zazie-nel-metro-raymond-queneau/zazie-nel-metro-2/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/zazie-nel-metro1.jpg" data-orig-size="1181,295" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="zazie nel metro" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/zazie-nel-metro1-320x80.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/zazie-nel-metro1-700x175.jpg" src="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/zazie-nel-metro1-700x175.jpg" alt="" class="wp-image-4129" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/zazie-nel-metro1-700x175.jpg 700w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/zazie-nel-metro1-320x80.jpg 320w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/zazie-nel-metro1-601x150.jpg 601w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/zazie-nel-metro1-768x192.jpg 768w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/zazie-nel-metro1-150x37.jpg 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/zazie-nel-metro1-710x177.jpg 710w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/zazie-nel-metro1-160x40.jpg 160w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/zazie-nel-metro1-1168x292.jpg 1168w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/zazie-nel-metro1.jpg 1181w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure></div>
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