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	<title>Narrativa &#8211; SonoSoloLibri</title>
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	<description>e un gatto. Tutto il resto è desistenza.</description>
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		<title>Flatlandia &#8211; Edwin A. Abbott</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2015 11:02:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Autori stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Edwin A. Abbott]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura inglese]]></category>
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					<description><![CDATA[<h3>Questo non è un libro sulla matematica</h3>
Flatlandia è una fiaba ambientata in un mondo bidimensionale, in cui un valente quadrato ci guida, obbligandoci quasi a mutare lo sguardo, attraverso un microcosmo in cui gli abitanti riescono a vedersi solo di lato, linee più o meno sfumate a seconda della quantità dei loro lati, dove le gerarchie sociali fanno da padrone, e ogni particolare della vita di un Flatlandese è condizionato da questa particolare condizione spaziale.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Racconto fantastico a più dimensioni</strong></h3>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Se i nostri acuminati Triangoli della Classe Militare sono pericolosi, se ne può facilmente dedurre che le nostre Donne lo sono ancora di più. Perché se un Soldato è un cuneo, una Donna è un ago, essendo per così dire, tutta punta, almeno alle due estremità. Si aggiunga a ciò la sua facoltà di rendersi praticamente invisibile quando vuole, e vi renderete conto che in Flatlandia una Femmina è una creatura con cui c&#8217;è assai poco da scherzare.</p><cite>&#8212; pag. 41</cite></blockquote>



<p><a aria-label=" (opens in a new tab)" href="https://amzn.to/2O7Wsvw" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow" class="ek-link">Flatlandia</a> è una fiaba ambientata in un mondo bidimensionale, in cui un valente quadrato ci guida, obbligandoci quasi a mutare lo sguardo, <strong>attraverso un microcosmo in cui gli abitanti riescono a vedersi solo di lato</strong>, linee più o meno sfumate a seconda della quantità dei loro lati, dove le gerarchie sociali fanno da padrone, e ogni particolare della vita di un Flatlandese è condizionato da questa particolare condizione spaziale.</p>



<p>Flatlandia è un mondo bidimensionale: è sviluppato su un piano e tutto si basa sul principio della linea, <strong>i suoi abitanti sono poligoni regolari</strong> (e l’irregolarità è punita o curata) organizzati in una scala gerarchica che prende in considerazione gli angoli: più il poligono è ricco di angoli, più il suo ruolo nella società è importante. Al vertice ci sono i circoli, ovvero poligoni con un numero elevatissimo di angoli. <strong>Meno che niente contano le donne, semplici rette, ottuse e pericolosissime nell’incedere</strong> tanto che devono accompagnare i propri movimenti con “Il grido di pace”.</p>



<figure class="wp-block-image"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="700" height="576" data-attachment-id="11486" data-permalink="https://sonosololibri.it/recensioni/flatlandia-edwin-a-abbott/flat1/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flat1.png" data-orig-size="1266,1042" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="flatlandia illustrazione" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flat1-320x263.png" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flat1-700x576.png" src="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flat1-700x576.png" alt="flatlandia illustrazione" class="wp-image-11486" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flat1-700x576.png 700w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flat1-320x263.png 320w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flat1-182x150.png 182w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flat1-768x632.png 768w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flat1-150x123.png 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flat1-710x584.png 710w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flat1-160x132.png 160w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flat1-1168x961.png 1168w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flat1.png 1266w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>Un illustrazione tratta dal libro</figcaption></figure>



<p>Ma un giorno il nostro malcapitato quadrato fa un incontro a dir poco sconvolgente. <strong>Nella sua cosa irrompe infatti uno sconosciuto venuto da un altro mondo</strong>, Spacelandia, in cui le dimensioni non sono soltanto due, che lo guiderà attraverso vari mondi dimensionali facendogli scoprire le meraviglie dello spazio.</p>



<p>Non si spaventino i lettori che sentono la matematica come una materia ostile, <strong><a aria-label=" (opens in a new tab)" href="https://amzn.to/2O7Wsvw" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow" class="ek-link">Flatlandia</a> non è un libro sulla matematica</strong>, ma un racconto che viene saggiamente usato come base didattica per la matematica. Il ritmo della narrazione non è particolarmente scorrevole. Data l’importanza degli argomenti trattati e l&#8217;epoca in cui il libro è stato pubblicato, il 1882, Abbott ritiene infatti necessario spiegare dettagliatamente al lettore tutto ciò che concerne il mondo della Flatlandia, risultando a volte prolisso.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><a href="https://amzn.to/2O7Wsvw" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow"><img decoding="async" width="147" height="230" data-attachment-id="11487" data-permalink="https://sonosololibri.it/recensioni/flatlandia-edwin-a-abbott/base-libro-53/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/base-libro-1.jpg" data-orig-size="147,230" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="flatlandia copertina" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/base-libro-1.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/base-libro-1.jpg" src="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/base-libro-1.jpg" alt="flatlandia copertina" class="wp-image-11487" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/base-libro-1.jpg 147w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/base-libro-1-96x150.jpg 96w" sizes="(max-width: 147px) 100vw, 147px" /></a></figure></div>



<p>Analizzando il contenuto del libro però <strong>ci si meraviglia dall’estrema fantasia dell’autor</strong>e, precursore di una delle più misteriose verità della Matematica 20 anni prima che essa venisse studiata da Einstein. Con buoni spunti nell&#8217;allegoria e nella retorica, Flatlandia non contiene solo piccoli e grandi <em>divertissement</em> matematici, ma anche una critica alla società classista, maschilista e misogina della fine dell&#8217;800, e un validissimo spunto per aiutare le persone a capire come non sempre il proprio punto di vista sia quello giusto e, soprattutto, come non sia da considerarsi l&#8217;unico.</p>



<p>Flatlandia è un libro che si legge in poche ore, corredato di alcune simpatiche immagini disegnate direttamente dall&#8217;autore, adatto anche ai bambini in età scolare, piacevole e stravagante.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Trasposizione cinematografiche</h3>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8833919382/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8833919382&amp;linkCode=as2&amp;tag=sonosololibri-21" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" width="94" height="150" data-attachment-id="5025" data-permalink="https://sonosololibri.it/recensioni/flatlandia-edwin-a-abbott/flatlandiadvd/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flatlandiadvd.jpg" data-orig-size="199,318" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="flatlandiadvd" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flatlandiadvd.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flatlandiadvd.jpg" src="/wp-content/uploads/2015/04/flatlandiadvd-94x150.jpg" alt="flatlandiadvd" class="wp-image-5025" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flatlandiadvd-94x150.jpg 94w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flatlandiadvd-150x240.jpg 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flatlandiadvd.jpg 199w" sizes="(max-width: 94px) 100vw, 94px" /></a></figure></div>



<p>Oltre all&#8217;edizione dell&#8217;Adelphi, che a oggi è la più economica in commercio, esiste un&#8217;altra edizione di questo libro targata Bollati Boringheri che include il testo inglese a fronte e un DVD, che contiene il film animato tratto dal libro realizzato dal matematico Michele Emmer con oggetti bi e tridimensionali e, nella parte finale, in animazione computerizzata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il segnalibro</h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flatlandia-segnalibro.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="175" data-attachment-id="5363" data-permalink="https://sonosololibri.it/recensioni/flatlandia-edwin-a-abbott/flatlandia-segnalibro/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flatlandia-segnalibro.jpg" data-orig-size="1090,272" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="flatlandia segnalibro" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flatlandia-segnalibro-320x80.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flatlandia-segnalibro-700x175.jpg" src="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flatlandia-segnalibro-700x175.jpg" alt="" class="wp-image-5363" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flatlandia-segnalibro-700x175.jpg 700w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flatlandia-segnalibro-320x80.jpg 320w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flatlandia-segnalibro-601x150.jpg 601w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flatlandia-segnalibro-768x192.jpg 768w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flatlandia-segnalibro-150x37.jpg 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flatlandia-segnalibro-710x177.jpg 710w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flatlandia-segnalibro-160x40.jpg 160w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2015/04/flatlandia-segnalibro.jpg 1090w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></figure></div>
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		<title>Il nipote del mago &#8211; Clive S. Lewis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ambra • Sonosololibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 10:46:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autori stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Clive S. Lewis]]></category>
		<category><![CDATA[le cronache di Narnia]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura inglese]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa per ragazzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<div id="voto">VOTO: 6 &#183; GENERE: Fantasy, Narrativa per ragazzi</div>
Tutto inizia con i piccoli amici Polly e Digory che decidono di esplorare la soffitta di una casa abbandonata che si trova attaccata alle loro. Per fare questo passano dal sottotetto, ma sbagliando i loro calcoli si ritrovano nel misterioso studio dello zio di Digory, sedicente mago, che fa strani esperimenti con due anelli e dei criceti. Con l'inganno esso costringe Polly a toccare uno degli anelli, e la bambina magicamente scompare. Sarà Digory, ormai costretto a seguire la sua amica per non lasciarla da sola in una dimensione sconosciuta senza la possibilità di poter tornare indietro, a catapultarsi nel magico mondo portando con sè gli anelli che permettono di tornare indietro. Essi visiteranno il mondo della perfida maga Jadis ed infine scopriranno Narnia, catapultandosi in questo mondo proprio nel momento della sua creazione ad opera del Leone Aslan.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="4128" data-permalink="https://sonosololibri.it/il-nipote-del-mago-clive-s-lewis/nipote-del-mago_1/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/nipote-del-mago_1.jpg" data-orig-size="222,350" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Le cronache di Narnia &#8211; Il nipote del Mago" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/nipote-del-mago_1.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/nipote-del-mago_1.jpg" class="alignleft size-medium wp-image-4128" title="Le cronache di Narnia - Il nipote del Mago" src="/wp-content/uploads/2011/11/nipote-del-mago_1-200x315.jpg" alt="" width="200" height="315" /></p>
<div id=stars>3 out of 5 stars</div>
<ul>
<li><strong>Titolo originale: </strong>The Magician&#8217;s Nephew</li>
<li><strong>Anno: </strong>1955</li>
<li><strong>Genere: </strong>Fantasy, narrativa per ragazzi</li>
<li><strong>Isbn:</strong> 9788804523116</li>
<li><strong>Casa editrice</strong>: Mondadori</li>
<li><strong>Pagine: </strong>173</li>
<li><strong>Serie:</strong> <a href="/le-cronache-di-narnia-la-serie/">Le cronache di Narnia</a>, I</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="3407" data-permalink="https://sonosololibri.it/il-viaggio-della-strega-bambina-celia-rees/ebook/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/10/ebook.png" data-orig-size="255,60" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="ebook" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/10/ebook.png" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/10/ebook.png" class="alignnone size-full wp-image-3407" title="ebook" src="/wp-content/uploads/2011/10/ebook.png" alt="" width="132" height="33" /></p>
<div id="intro">Quando Polly e il suo nuovo amico Digory decidono di esplorare la soffitta dizio Andrew, non sospettano certo che quest&#8217;ultimo sia un mago e, soprattutto,non sanno ancora di aver intrapreso un lungo e straordinario viaggio traforeste incantate e città misteriose. Grazie al potere di un anello magico verranno infatti proiettati nella terra della perfida strega Jadis e poi nella meravigliosa Narnia, dove gli animali parlano, i cavalli volano e il saggio Leone Aslan amministra la giustizia; e intanto, insieme al cavallo Piumino dovranno fare i conti con le insidie della strega, decisa a diventare imperatrice del mondo, e con la difficile ricerca di una magica mela capace di restituire la salute alla madre di Digory&#8230;</div>
<p>Pubblicato originariamente come sesto volume della serie, nelle edizioni recenti il libro è stato pubblicato come il primo, in quanto tale in ordine cronologico (seguendo la trama). Questo libro è a tutti gli effetti un prequel, scritto da Lewis come penultimo libro della saga (in ordine di scrittura), forse per colmare la necessità di dare un&#8217;origine al fantastico mondo di Narnia in cui sono ambientati tutti gli altri capitoli.</p>
<p>Tutto inizia con i piccoli amici Polly e Digory che decidono di esplorare la soffitta di una casa abbandonata che si trova attaccata alle loro. Per fare questo passano dal sottotetto, ma sbagliando i loro calcoli si ritrovano nel misterioso studio dello zio di Digory, sedicente mago, che fa strani esperimenti con due anelli e dei criceti. Con l&#8217;inganno esso costringe Polly a toccare uno degli anelli, e la bambina magicamente scompare. Sarà Digory, ormai costretto a seguire la sua amica per non lasciarla da sola in una dimensione sconosciuta senza la possibilità di poter tornare indietro, a catapultarsi nel magico mondo portando con sè gli anelli che permettono di tornare indietro. Essi visiteranno il mondo della perfida maga Jadis ed infine scopriranno Narnia, catapultandosi in questo mondo proprio nel momento della sua creazione ad opera del Leone Aslan.</p>
<p>Nonostante la storia sia raccontata con un linguaggio semplice (è pure sempre un libro per bambini), ho trovato la prima parte del libro molto carina e coinvolgente. I problemi per me sono iniziati dopo la meravigliosa scena della creazione di Narnia, con il Leone Alsan che con il suo canto dà vita a questo fantastico mondo. Da qui in poi infatti il racconto prende una piega molto cattolica, una sorta di rivisitazione della genesi in chiave fantasy. Aslan diviene Dio, la strega Jadis il diavolo cattivo e tentatore e l&#8217;Albero della Vita (che non a caso è un albero di mele) è chiaramente un rimando la mela proibita dell&#8217;eden. A me, che provo una certa insofferenza verso la religione cattolica, questa parte è sembrata un pò troppo semplicistica e addirittura forzata: non solo tutto avviene in maniera fin troppo semplice e rapida, ma già dopo cinque minuti abbiamo animali parlanti assurti da Aslan a ruolo di governanti e protettori degli altri animali che invece non hanno ricevuto questo dono, la necessità di avere un re e una regina e il viaggio di Digory alla ricerca dell&#8217;albero della vita per piantarne un frutto al centro di Narnia, non si capisce bene perchè.</p>
<p>Insomma a essere sincera, come inizio non è stato dei migliori, ma sapendo, o quantomeno sperando che gli altri libri della serie abbiano un taglio un pò diverso, ho intenzione di continuare a leggere questo ciclo, contando anche sul fatto che questo libro è pure sempre un prequel, che sappiamo per esperienza non essere quasi mai la parte migliore di una saga.</p>
<h3>Frasi dal libro</h3>
<p style="text-align: center;">Era la foresta più silenziosa che si potesse immaginare. Non c&#8217;erano uccelli, insetti o altri animali e non soffiava un alito di vento. Si potevano sentire gli alberi che crescevano, pensate!</p>
<p style="text-align: center;">— Guardate quello che nessuno potrà mai più vedere — disse la regina. — Questa era Charn, la grande città dimora del re dei re, la meraviglia del mondo e di tutti i mondi. Tuo zio è il potente signore di una città immensa come questa?</p>
<h3>Il Segnalibro</h3>
<p style="text-align: center;"><a href="/wp-content/uploads/2011/11/narnia.jpg" target="_blank"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="4268" data-permalink="https://sonosololibri.it/il-nipote-del-mago-clive-s-lewis/narnia/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/narnia.jpg" data-orig-size="1181,295" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="narnia" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/narnia-320x80.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/narnia-700x175.jpg" class="aligncenter size-large wp-image-4268" title="narnia" src="/wp-content/uploads/2011/11/narnia-550x137.jpg" alt="" width="540" height="134" /></a></p>
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		<title>Zazie nel metró &#8211; Raymond Queneau</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 11:23:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Autori stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura francese]]></category>
		<category><![CDATA[metalinguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[nonsense]]></category>
		<category><![CDATA[OuLiPo]]></category>
		<category><![CDATA[Raymond Queneau]]></category>
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					<description><![CDATA[<h3>Non si capisce né l’hic di questo nunc, né il quid di questo quod</h3>
Queneau rompe gli schemi giocando con le parole e infischiandosene della trama, raggiungendo parabole di nonsense, creando un disordine premeditato, generando un crescendo di caotica ambiguità. Zazie è una bambina antipatica, inquieta, volgare, pronta ad apostrofare tutti con un "Me ne sbatto", non ha imiti né educazione, vuole solo vedere questo fantascientifico metrò e per farlo non esita a fuggire di casa ed a burlarsi della gente per piegarla alla sua volontà e alle sue necessità. Gabriel, lo zio di Zazie, meravigliosa figura, è un ballerino travestito in un nait. E intorno a loro si muovono figure particolari, un calzolaio che parla latino, il pappagallo Laverdure che continua a ripetere "Chiacchieri chiacchieri, non sai fare altro!", un poliziotto che poi poliziotto non è e Marceline, la moglie di Gabriel che fa tutto dolcemente.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p> L&#8217;essere o il nulla, ecco il problema. Salire, scendere, andare, venire; tanto fa l&#8217;uomo che alla fine sparisce. Un tàssi lo reca, un metrò lo porta via, la torre non ci bada, e il Pànteon neppure. Parigi è solo un sogno, Gabriel è solo un&#8217;ombra, Zazie il sogno d&#8217;un&#8217;ombra (o di un incubo) e tutta questa storia il sogno di un sogno, l&#8217;ombra di un&#8217;ombra, poco più di un delirio scritto a macchina da un romanziere idiota (oh! mi scusi).<br>&#8212; pag. 92 </p></blockquote>



<p>Tradurre Queneau non è un compito da poco. Non a caso <a aria-label="Esercizi di stile (opens in a new tab)" href="https://amzn.to/30IP52J" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow" class="ek-link">Esercizi di stile</a> (di cui avevo parlato <a href="https://www.sonosololibri.it/esercizi-di-stile-raymond-queneau/" class="ek-link">QUI</a>) ha dovuto aspettare 40 anni prima di sbarcare in Italia, tra l&#8217;altro tradotto non da uno-a-caso, bensì da un maestro della parola: Umberto Eco. Queneau venne definito dalla critica come &#8220;un guerriero che lotta contro la letteratura, facendola a pezzi&#8221;, e in questo caso specifico <strong>esplora un linguaggio colloquiale</strong> che si contrappone pesantemente, soprattutto in francese, alla lingua scritta ufficiale. La prima parola del libro originale infatti è &#8220;<em>Doukipudonktan?</em>&#8220;, una trascrizione fonetica di &#8220;D&#8217;où qu&#8217;ils puent donc tant?&#8221; (da dove viene così tanta puzza?), tradotto in italiano con &#8220;Macchiffastapuzza?&#8221;.</p>



<p>Con <a aria-label="Zazie nel metro (opens in a new tab)" href="https://amzn.to/2txHKqK" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow" class="ek-link">Zazie nel metro</a> Queneau rompe gli schemi <strong>giocando con le parole e infischiandosene della trama</strong>, raggiungendo parabole di nonsense, creando un disordine premeditato, generando un crescendo di caotica ambiguità. Zazie è una bambina antipatica, inquieta, volgare, pronta ad apostrofare tutti con un &#8220;Me ne sbatto&#8221;, non ha imiti né educazione, vuole solo vedere questo fantascientifico metrò e per farlo non esita a fuggire di casa ed a burlarsi della gente per piegarla alla sua volontà e alle sue necessità.</p>



<p>Gabriel, lo zio di Zazie, meravigliosa figura, è un ballerino travestito in un <em>nait</em>. E intorno a loro si muovono figure particolari, un calzolaio che parla latino, il pappagallo Laverdure che continua a ripetere &#8220;Chiacchieri chiacchieri, non sai fare altro!&#8221;, un poliziotto che poi poliziotto non è e Marceline, la moglie di Gabriel, che fa tutto dolcemente.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="512" height="385" data-attachment-id="11261" data-permalink="https://sonosololibri.it/recensioni/zazie-nel-metro-raymond-queneau/zazie_512x0_58da5e66c32a3836462d68bbac02e22c/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/01/zazie_512x0_58da5e66c32a3836462d68bbac02e22c.jpg" data-orig-size="512,385" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="zazie_512x0_58da5e66c32a3836462d68bbac02e22c" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/01/zazie_512x0_58da5e66c32a3836462d68bbac02e22c-320x241.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/01/zazie_512x0_58da5e66c32a3836462d68bbac02e22c.jpg" src="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/01/zazie_512x0_58da5e66c32a3836462d68bbac02e22c.jpg" alt="" class="wp-image-11261" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/01/zazie_512x0_58da5e66c32a3836462d68bbac02e22c.jpg 512w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/01/zazie_512x0_58da5e66c32a3836462d68bbac02e22c-320x241.jpg 320w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/01/zazie_512x0_58da5e66c32a3836462d68bbac02e22c-199x150.jpg 199w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/01/zazie_512x0_58da5e66c32a3836462d68bbac02e22c-150x113.jpg 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2020/01/zazie_512x0_58da5e66c32a3836462d68bbac02e22c-160x120.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px" /><figcaption>Un frame dal film del 1960 di Louis Malle</figcaption></figure></div>



<p>Zazie scopre un mondo caotico, privo di ogni ordine e significato, nel quale ogni personaggio si trasforma e <strong>non è mai quello che sembra</strong>. E&#8217; un gioco con l&#8217;ambiguità. Ogni volta che la bambina crede di aver capito cosa sta succedendo, subentra qualcos&#8217;altro che cambia tutto.&nbsp;Queneau gioca, costruisce e decostruisce, <strong>crea un mondo che sembra un burlesque</strong>, il luna park di una Parigi decadente.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><a href="https://amzn.to/2vaPPBX" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow"><img loading="lazy" decoding="async" width="154" height="250" data-attachment-id="11260" data-permalink="https://sonosololibri.it/recensioni/zazie-nel-metro-raymond-queneau/base-libro-29/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/base-libro-1.jpg" data-orig-size="154,250" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="base libro" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/base-libro-1.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/base-libro-1.jpg" src="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/base-libro-1.jpg" alt="" class="wp-image-11260" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/base-libro-1.jpg 154w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/base-libro-1-92x150.jpg 92w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/base-libro-1-150x244.jpg 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/base-libro-1-148x240.jpg 148w" sizes="auto, (max-width: 154px) 100vw, 154px" /></a></figure></div>



<p>Ed è proprio lui a dirci che tutto questo non è nient&#8217;altro se non un sogno, o &#8220;poco più di un delirio scritto a macchina da un romanziere idiota&#8221;. Posso comprendere&nbsp;la confusione dei critici che all&#8217;epoca si trovarono ad avere a che fare con questo libro: alcuni vi avevano visto l&#8217;apoteosi dell&#8217;esegesi, altri l&#8217;avevano etichettata come un&#8217;opera futile, altri ancora avevano dichiarato di non capire. E forse era proprio questo l&#8217;intento di Queneau, demolire ogni periodo e ogni dialogo rappresentando per assurdo la<strong> natura inafferrabile del linguaggio</strong>.</p>



<p>Ci vuole un pò ad entrare nel meccanismo usato da Queneau, che spesso cambia tempo verbale all&#8217;improvviso, crea neologismi che derivano dalla pronuncia fonetica, usa articoli e aggettivi che mischiano maschile e femminile. E proprio a causa di tutto questo la narrazione a volte risulta confusa, caotica, di difficile comprensione. Purtroppo ho la sensazione che anche la traduzione giochi la sua parte nella difficoltà di lettura, non tanto per colpa del traduttore, ma proprio per la difficoltà di tradurre un testo destrutturato. Come direbbe il pappagallo Laverdure, a volte “non si capisce né l’hic di questo nunc, né il quid di questo quod”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per chi ha già letto il libro&#8230;</h2>


<div class="su-spoiler su-spoiler-style-default su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed" data-scroll-offset="0" data-anchor-in-url="no"><div class="su-spoiler-title" tabindex="0" role="button"><span class="su-spoiler-icon"></span>ATTENZIONE! Spoiler!</div><div class="su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim">Da riflettere sul finale: Zazie non vedrà il metrò, perchè l&#8217;unica volta in cui ci entra è svenuta. Il giorno dopo viene riaccompagnata dalla madre alla stazione da Marceline, che &nbsp;però viene chiamata dalla madre di Zazie Marcel. Una sorta di colpo di scena in sordina che ribalta gran parte del significato del libro, dalla presunta <em>ormosessualità </em>di Gabriel al fatto che il poliziotto si sia innamorato di lei-</div></div>



<h2 class="wp-block-heading">Frasi dal libro</h2>



<p>&#8211; Ehi, piccola, — fa lui allora, – allora si va a nanna?<br>&#8211; Chi «si»? – chiese lei.<br>&#8211; Eh, te, naturalmente, – rispose Gabriel, cadendo nel tranello. – A che ora andavi a dormire, laggiù?<br>&#8211; Qui e là non è tutt’uno, spero.<br>&#8211; Certo, – disse Gabriel, comprensivo.<br>&#8211; Se mi si lascia qui è perché non sia come là. No?</p>



<p>&#8211; Allora? Perché vuoi far la maestra?<br>&#8211; Per romper le balle alle bambine, – rispose Zazie. -Quelle che avranno la mia età fra dieci anni, tra vent’anni, tra cinquant’anni, fra cento anni, fra mille anni. Aver sempre da romper le balle a qualcuno.<br>&#8211; Bene, – disse Gabriel.<br>&#8211; Voglio esser carogna. Gli farò leccar l’impiantito. Mangiar la cimosa della lavagna. Gli metterò i compassi nel didietro. Pedate nel sedere. Porterò gli stivali. D’inverno. Alti così (gesto). Con gran speroni per scorticar la ciccia delle chiappe.<br>&#8211; Sai, – disse Gabriel con calma, – stando a quel che dicono i giornali, non è proprio in codesta direzione che si sta orientando l’educazione moderna. Anzi, è proprio il contrario. Si va verso la dolcezza, la comprensione, la gentilezza. È vero, Marceline, che dicono così sui giornali? [&#8230;]<br>&#8211; Allora, — dichiarò, – farò l’astronauta.<br>&#8211; Ecco, – disse Gabriel, consentendo. – Ecco, bisogna tenere il passo dei tempi.<br>&#8211; Sì, – continuò Zazie, – farò l’astronauta per andare a romper le balle ai Marziani.</p>



<p>Mi creda, il prossimo, non bisogna giudicarlo troppo presto. Gabriel balla in un naitclub da froci, vestito da sivigliana, d&#8217;accordo. Ma questo che cosa prova? Che cosa prova, dico.</p>



<p>&#8211; Hai delle strane idee, sai, per la tua età.<br>&#8211; E&#8217; vero. Certe volte mi domando perfino dove le trovo.</p>



<p>L&#8217;essere o il nulla, ecco il problema. Salire, scendere, andare, venire; tanto fa l&#8217;uomo che alla fine sparisce. Un tàssi lo reca, un metró lo porta via, la torre non ci bada, e il Pànteon neppure. Parigi è solo un sogno, Gabriel è solo un&#8217;ombra (incantevole), Zazie il sogno d&#8217;un&#8217;ombra (o di un incubo) e tutta questa storia il sogno di un sogno, l&#8217;ombra di un&#8217;ombra, poco piú di un delirio scritto a macchina da un romanziere idiota (oh! mi scusi). Laggiú, oltre, un po&#8217; oltre, Place de la République, si accatastano le tombe dei parigini che furono, che salirono e scesero scale, andarono e vennero per le vie e tanto fecero che alla fine sparirono. Un forcipe li introdusse, un carro funebre li porta via e la torre si arrugginisce e il Pànteon si screpola piú presto di quanto le ossa dei morti fin troppo presenti non si dissolvano nell&#8217;humus della città tutto impregnato di affannì. Ma sono vivo, io, e qui s&#8217;arresta la mia scienza perché del tassimane sparito nel suo trespolo a tassametro o di mia nipote sospesa a trecento metri nell&#8217;atmosfera o della mia sposa, la dolce Marceline, rimasta presso il focolare domestico, in questo preciso momento io non so, e qui non so, se non questo, endecasillabica mente: eccoli quasi morti perché assenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trasposizioni cinematografiche</h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://giotto.ibs.it/cop/copdjc.asp?e=8032700995272" alt="" width="150" height="212"/></figure></div>



<p>Nel 1960 Louis Malle, pluripremiato regista e produttore cinematografico francese, girò la trasposizione del libro facendone un ominimo film. La pellicola è costruita, esattamente come il romanzo, come un gioco: inseguimenti bizzarri e senza senso, dialoghi accelerati, musiche appena accennate, gag comiche, ambienti in continua trasformazione come la stessa Parigi che ospita il film.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Segnalibro</h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="175" data-attachment-id="4129" data-permalink="https://sonosololibri.it/recensioni/zazie-nel-metro-raymond-queneau/zazie-nel-metro-2/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/zazie-nel-metro1.jpg" data-orig-size="1181,295" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="zazie nel metro" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/zazie-nel-metro1-320x80.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/zazie-nel-metro1-700x175.jpg" src="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/zazie-nel-metro1-700x175.jpg" alt="" class="wp-image-4129" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/zazie-nel-metro1-700x175.jpg 700w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/zazie-nel-metro1-320x80.jpg 320w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/zazie-nel-metro1-601x150.jpg 601w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/zazie-nel-metro1-768x192.jpg 768w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/zazie-nel-metro1-150x37.jpg 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/zazie-nel-metro1-710x177.jpg 710w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/zazie-nel-metro1-160x40.jpg 160w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/zazie-nel-metro1-1168x292.jpg 1168w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/zazie-nel-metro1.jpg 1181w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure></div>
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		<title>La famosa invasione degli orsi in Sicilia &#8211; Dino Buzzati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ambra • Sonosololibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 12:26:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autori Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Dino Buzzati]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa per ragazzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<div id="voto">VOTO: 7 GENERE: Racconto</div>
Spesso, per chi sa leggere tra le righe di una favola, c'è molto di più di quanto le parole raccontino. La stessa cosa vale per <em>La famosa invasione degli orsi in Sicilia</em>, che ha tutto ciò che serve per fare di essa una favola.
Si tratta di un racconto delicato, ambientato tantissimi anni or sono in una Sicilia che non esiste più; e i protagonisti sono gli orsi, che dalle montagne scendono nelle città in cerca di cibo e del figlio del loro re, perduto sin da quando era solamente un cucciolo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="3552" data-permalink="https://sonosololibri.it/la-famosa-invasione-degli-orsi-in-sicilia-dino-buzzati/9788804598954g/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/10/9788804598954g.jpg" data-orig-size="200,300" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="La famosa invasione degli orsi in Sicilia" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/10/9788804598954g.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/10/9788804598954g.jpg" class="alignleft size-full wp-image-3552" title="La famosa invasione degli orsi in Sicilia" src="/wp-content/uploads/2011/10/9788804598954g.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/10/9788804598954g.jpg 200w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/10/9788804598954g-100x150.jpg 100w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/10/9788804598954g-150x225.jpg 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/10/9788804598954g-160x240.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<div id=stars>3 out of 5 stars</div>
<ul>
<li><strong>Anno: </strong>1945</li>
<li><strong>Genere: </strong>Racconto</li>
<li><strong>Pagine: </strong>132</li>
</ul>
<div id=intro>Nel tempo dei tempi la Sicilia viene invasa dagli orsi: scendono dalle più alte montagne, guidati dal loro re, a cui i cacciatori della pianura hanno rapito il figlio. Nella loro memorabile avventura gli orsi superano infiniti ostacoli. Alla fine la capitale viene espugnata e il figlio del re riconosciuto in un equilibrista del Gran Teatro Excelsior. Divenuti i signori dell&#8217;isola, gli orsi vedono a poco a poco la corruzione insinuarsi nel loro mondo. E solo il ritorno, in lunghissima fila, alle vecchie montagne assicurerà loro la quiete della natura, segnando la fine dell&#8217;indimenticabile incursione tra gli uomini.</div>
<blockquote><p>Dunque ascoltiamo senza batter ciglia<br />
la famosa invasione degli orsi in Sicilia.<br />
La quale fu nel tempo dei tempi<br />
quando le bestie erano buone e gli uomini empi.<br />
&#8212; incipit</p></blockquote>
<p>Spesso, per chi sa leggere tra le righe di una favola, c&#8217;è molto di più di quanto le parole raccontino. La stessa cosa vale per <em>La famosa invasione degli orsi in Sicilia</em>, che ha tutto ciò che serve per fare di essa una favola.<br />
Si tratta di un racconto delicato, ambientato tantissimi anni or sono in una Sicilia che non esiste più; e i protagonisti sono gli orsi, che dalle montagne scendono nelle città in cerca di cibo e del figlio del loro re, perduto sin da quando era solamente un cucciolo.</p>
<p>È una storia adatta ai più piccoli, ma forse ancor di più ai più grandi: a leggere bene, ogni pagina, benché apparentemente lieta, contiene un sottile filo di malinconia, che culmina nella seconda metà del racconto, in cui gli orsi cessano di fare gli orsi adattandosi in tutto e per tutto alla vita umana: anche, e soprattutto, nei vizi.</p>
<p>Come racconto l&#8217;ho trovato un tantino sconclusionato e pò troppo pieno di morti per un bambino, però è stata comunque una lettura carina.</p>
<h3>Il Segnalibro</h3>
<p style="text-align: center;"><a href="/wp-content/uploads/2011/10/famosa-invasione.jpg" target="_blank"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="3562" data-permalink="https://sonosololibri.it/la-famosa-invasione-degli-orsi-in-sicilia-dino-buzzati/famosa-invasione/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/10/famosa-invasione.jpg" data-orig-size="1181,295" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="La famosa invasione degli orsi in Sicilia" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/10/famosa-invasione-320x80.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/10/famosa-invasione-700x175.jpg" class="aligncenter size-large wp-image-3562" title="La famosa invasione degli orsi in Sicilia" src="/wp-content/uploads/2011/10/famosa-invasione-550x137.jpg" alt="" width="540" height="134" /></a></p>
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		<title>Il barone rampante &#8211; Italo Calvino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ambra • Sonosololibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 19:51:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autori Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Classici]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Italo Calvino]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura italiana]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa per ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[trilogia araldica]]></category>
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					<description><![CDATA[<div id="voto">VOTO: 8 &#183; GENERE: Narrativa</div>
In poco più di 250 pagine Calvino traccia, attraverso la caratteristica scrittura ironica e disimpegnata, l’intera esistenza di Cosimo Piovasco di Rondò, rampollo di una famiglia di antica nobiltà ligure “momentaneamente” decaduta, il quale, per causa un futile litigio, decide di arrampicarsi su un albero e di non discenderne più. L’autore estremizza questa presa di coscienza fino al paradosso: Cosimo vivrà la propria esistenza interamente sugli alberi, spostandosi da una pianta all’altra, giocando con la propria deformata sussistenza, inseguendo un sogno ignoto anche a sé stesso, protagonista di una coerenza estranea alla maggior parte del genere umano.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="2499" data-permalink="https://sonosololibri.it/il-barone-rampante-italo-calvino/il-barone-rampante/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/il-barone-rampante.jpg" data-orig-size="298,500" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="il barone rampante" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/il-barone-rampante.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/il-barone-rampante.jpg" class="alignleft size-medium wp-image-2499" title="il barone rampante" src="/wp-content/uploads/2011/08/il-barone-rampante-200x335.jpg" alt="" width="200" height="335" /></p>
<div id=stars>4 out of 5 stars</div>
<ul class="dati">
<li><strong>Anno: </strong>1957</li>
<li><strong>Casa editrice</strong>: Mondadori</li>
<li><strong>Isbn: </strong>9788804370857</li>
<li><strong>Pagine: </strong>263</li>
<li><strong>Prezzo:</strong> 9,00</li>
<li>[cft format=2]</li>
</ul>
<div id="intro">Un ragazzo sale su di un albero, si arrampica tra i rami, passa da una pianta all&#8217;altra, decide che non scenderà più. L&#8217;autore di questo libro non ha fatto che sviluppare questa immagine e portarla alle estreme conseguenze: il protagonista trascorre l&#8217;intera vita sugli alberi, una vita tutt&#8217;altro che monotona, anzi: piena d&#8217;avventure, e tutt&#8217;altro che da eremita, però sempre mantenendo tra sè e i suoi simili questa minima ma invalicabile distanza.</div>
<p><em>Il Barone Rampante</em> costituisce il secondo capitolo della celeberrima “<em>trilogia araldica</em>” di Calvino, di cui fanno parte gli ugualmente noti <em>Visconte Dimezzato</em> e <em>Cavaliere Inesistente</em>.</p>
<p>In poco più di 250 pagine Calvino traccia, attraverso la caratteristica scrittura ironica e disimpegnata, l’intera esistenza di Cosimo Piovasco di Rondò, rampollo di una famiglia di antica nobiltà ligure “momentaneamente” decaduta, il quale, per causa un futile litigio, decide di arrampicarsi su un albero e di non discenderne più. L’autore estremizza questa presa di coscienza fino al paradosso: Cosimo vivrà la propria esistenza interamente sugli alberi, spostandosi da una pianta all’altra, giocando con la propria deformata sussistenza, inseguendo un sogno ignoto anche a sé stesso, protagonista di una coerenza estranea alla maggior parte del genere umano.</p>
<p>Cosimo è forte, testardo, introverso e scontroso ma onesto e dotato di forza di volontà, fatto che gli consente di non venire mai meno ai propri ideali. Mantiene una normale vita di relazione, prosegue gli studi, impara a cacciare, consolida amicizie e segue la vita di famiglia. Ciò contribuisce sensibilmente a renderlo strano ma anche affascinante agli occhi della società.</p>
<p>La sua fama si diffonde con rapidità e toni impensabili per l’epoca d’ambientazione del racconto. Se all’inizio Cosimo diviene famoso come fenomeno da baraccone e la sua famiglia quasi se ne vergogna, in seguito interagisce anche con personaggi come Diderot, Rousseau, Napoleone e lo Zar di Russia. Il comportamento di Cosimo si rifà a un’idea di rifiuto delle regole preconcette e di accettazione delle diversità, attraversando anche tematiche più ampie ed attuali come la paura e l’avversione per ciò che si discosta dalla cosiddetta “normalità”. Cosimo ha in mente un&#8217;idea di società universale che lo porta ad allearsi con tutti, ad imparare mille mestieri e mille lingue, a diventare membro delle più disparate corporazioni, ma alla fine a fuggirne sempre per la sua repulsione a ogni tipo di &#8220;fondamentalismo&#8221;.</p>
<p>C&#8217;è una leggerezza commovente in queste pagine, sottili ricami di scrittura che sembrano giocare con la luce di un pomeriggio di sole e le dolci ombre di fronduti giardini. Un racconto che ci porta su, a vedere le cose da un&#8217;altra prospettiva, e a farci sognare giornate di libertà immersi nella natura. Bello davvero, mi rammarico di non aver iniziato prima questa trilogia che proseguirò presto.</p>
<h3>Frasi dal libro</h3>
<p>Le imprese che si basano su una tenacia interiore devono essere mute e oscure; per poco uno le dichiari o se ne glori, tutto appare fatuo, senza senso o addirittura meschino.</p>
<p>Capì questo: che le associazioni rendono l&#8217;uomo più forte e mettono in risalto le doti migliori delle singole persone, e danno la gioia che raramente s&#8217;ha restando per proprio conto, di vedere quanta gente c&#8217;è onesta e brava e capace e per cui vale la pena di volere cose buone, mentre vivendo per proprio conto capita più spesso il contrario, di vedere l&#8217;altra faccia della genete, quella per cui bisogna tener sempre la mano alla guardia della spada.</p>
<p>Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s&#8217;era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s&#8217;era potuta riconoscere così. (Cosimo e Viola)</p>
<p>Non ci può essere amore se non si è se stessi con tutte le proprie forze.</p>
<p>Forse, se proprio si vuole ricondurre a un unico impulso questi atteggiamenti contraddittori, bisogna pensare che egli fosse ugualmente nemico d&#8217;ogni tipo di convivenza umana vigente ai tempi suoi, e perciò tutti li fuggisse, e s&#8217;affannasse ostinatamente a sperimentarne di nuovi: ma nessuno d&#8217;essi gli pareva giusto e diverso dagli altri abbastanza; da ciò le sue continue parentesi di selvatichezza assoluta.</p>
<h3>I gadget di Sonosololibri</h3>
<p><a href="https://www.redbubble.com/people/sonosololibri83/works/31815309-il-barone-rampante-quote-italo-calvino-italian?asc=u&amp;modal=%2Fboom%2Fb%2FavailableProducts%2F31815309&amp;p=t-shirt"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="8332" data-permalink="https://sonosololibri.it/il-barone-rampante-italo-calvino/schermata-2019-01-21-alle-16-34-00/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2019-01-21-alle-16.34.00.png" data-orig-size="1161,293" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Schermata 2019-01-21 alle 16.34.00" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2019-01-21-alle-16.34.00-320x81.png" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2019-01-21-alle-16.34.00-700x177.png" src="/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2019-01-21-alle-16.34.00-700x177.png" alt="" width="700" height="177" size-large wp-image-8332" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2019-01-21-alle-16.34.00-700x177.png 700w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2019-01-21-alle-16.34.00-320x81.png 320w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2019-01-21-alle-16.34.00-594x150.png 594w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2019-01-21-alle-16.34.00-768x194.png 768w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2019-01-21-alle-16.34.00-150x38.png 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2019-01-21-alle-16.34.00-710x179.png 710w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2019-01-21-alle-16.34.00-160x40.png 160w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/Schermata-2019-01-21-alle-16.34.00.png 1161w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<h3>Il segnalibro</h3>
<p><a href="/wp-content/uploads/2011/08/barone-rampante-e1526913216228.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="2541" data-permalink="https://sonosololibri.it/il-barone-rampante-italo-calvino/barone-rampante/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/barone-rampante-e1526913216228.jpg" data-orig-size="1181,295" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Il barone rampante" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/barone-rampante-e1526913216228-320x80.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/barone-rampante-e1526913216228-700x175.jpg" class="aligncenter wp-image-2541 size-large" title="Il barone rampante" src="/wp-content/uploads/2011/08/barone-rampante-e1526913216228-700x175.jpg" alt="" width="700" height="175" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/barone-rampante-e1526913216228-700x175.jpg 700w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/barone-rampante-e1526913216228-320x80.jpg 320w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/barone-rampante-e1526913216228-601x150.jpg 601w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/barone-rampante-e1526913216228-768x192.jpg 768w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/barone-rampante-e1526913216228-150x37.jpg 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/barone-rampante-e1526913216228-710x177.jpg 710w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/barone-rampante-e1526913216228-160x40.jpg 160w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/barone-rampante-e1526913216228-1168x292.jpg 1168w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/barone-rampante-e1526913216228.jpg 1181w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
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		<title>Delfini &#8211; Banana Yoshimoto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 14:39:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Autori stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Banana Yoshimoto]]></category>
		<category><![CDATA[delfini]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura giapponese]]></category>
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					<description><![CDATA[<div id="voto">VOTO: 7.5 &#183; GENERE: Narrativa </div>
Delfini è la storia del complicato rapporto tra una scrittrice trentenne, il suo corpo, la sua gravidanza inaspettata e tutte le persone che – come tessere di un mosaico – compongono il mondo in cui vive. Problematiche abbastanza frequenti, complicate (come nel caso di Kimiko, ma non solo nel suo) dal fatto che il padre del nascituro non solo non è il compagno per così dire “ufficiale”, ma per giunta ha un’altra donna e un’esistenza che solo tangenzialmente ha sfiorato la vita della giovane scrittrice. C’è qualcosa di diverso stavolta nella sua narrazione, un senso di maggior concretezza, una consapevolezza di sé nelle frasi, nei pensieri, nel discorso, che prima non c’era.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo <a aria-label="Lucertola (opens in a new tab)" href="https://amzn.to/2wTDlzK" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow" class="ek-link">Lucertola</a> , <a href="https://amzn.to/3aMNjkX" target="_blank" aria-label="Delfini (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener nofollow" class="ek-link">Delfini</a> è il secondo libro che leggo della Yoshimoto, e mi sono fatta l&#8217;idea che lei o la capisci o non la capisci. Non che il linguaggio sia difficile o particolarmente intrecciato, solo che lei tocca delle corde che vibrano solo se si ha quella sensibilità lì, quella che ha lei, quella delle piccole cose, dei ricordi, degli odori, delle frasi non dette.</p>



<p>Banana (che poi si, ho scoperto che non si chiama davvero Banana, bensì Mahoko Yoshimoto) parla per simboli, e come nei primi scritti dà una forte valenza al sogno, presenti in ampia misura anche in questo libro.<br><em><a href="https://amzn.to/3aMNjkX" target="_blank" aria-label=" (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener nofollow" class="ek-link">Delfini</a></em> è la storia del complicato rapporto tra una scrittrice trentenne, il suo corpo, la sua gravidanza inaspettata e tutte le persone che – come tessere di un mosaico – compongono il mondo in cui vive.</p>



<p>Problematiche abbastanza frequenti, complicate (come nel caso di Kimiko, ma non solo nel suo) dal fatto che il padre del nascituro non solo non è il compagno per così dire “ufficiale”, ma per giunta ha un’altra donna e un’esistenza che solo tangenzialmente ha sfiorato la vita della giovane scrittrice.</p>



<p>C’è qualcosa di diverso stavolta nella sua narrazione, un senso di maggior concretezza, una consapevolezza di sé nelle frasi, nei pensieri, nel discorso, che prima non c’era.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>La luce del mattino, per quanto bella, non brilla mai in eterno. Era proprio per questo che cercavo di accumulare ricordi. Così tanti da non riuscire a tenerli con me o da essere sicura che non avrei potuto trattenerli tutti. Così tanti da arrivare a modellare ognuna delle mie cellule.</p></blockquote>



<p>Sì, perché la Yoshimoto è cresciuta e con lei sono cresciuti i suoi romanzi, non è più la ventenne che racconta i turbamenti post-adolescenziali, ma è ormai una donna ultraquarantenne e di conseguenza le tematiche e le atmosfere sono quelle di una donna matura che sa già di aver percorso parte del suo cammino, che ha fatto delle scelte e che le ha pagate, che ha una visione sufficientemente chiara di cosa cerca e di come procurarselo.</p>



<div class="wp-block-image buyamazon"><figure class="alignright"><a href="https://amzn.to/3aMNjkX" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow"><img decoding="async" data-attachment-id="932" data-permalink="https://sonosololibri.it/recensioni/delfini-banana-yoshimoto/delfini-banana/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/delfini-banana.jpg" data-orig-size="254,400" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Delfini" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/delfini-banana.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/delfini-banana.jpg" src="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/delfini-banana-160x240.jpg" alt="" class="wp-image-932"/></a></figure></div>



<p>Non mancano perle di saggezza seminate qua e là, spunti su cui riflettere, e frasi che riportano alla mente pensieri a volte avulsi dal libro stesso, come se in quel momento, oltre che leggere una storia, stessimo scavando anche dentro noi stessi. E forse è proprio questa la magia dei libri della Yoshimoto.</p>



<p>Quello che mi ha disturbato, in questo racconto, oltre alla ripetitività, è la piattezza, o meglio la mancanza di emotività. Nonostante siano descritti sentimenti e pensieri della protagonista, il tutto manca della scintilla, dagli strani sogni che essa fa, al turbamento per gli animali impagliati, fino alla sua gravidanza quasi miracolosa e alla sua amica veggente, come se tutto sommato fosse un qualcosa di normale o di poco conto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pagina 69</h2>


<div class="su-spoiler su-spoiler-style-default su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed" data-scroll-offset="0" data-anchor-in-url="no"><div class="su-spoiler-title" tabindex="0" role="button"><span class="su-spoiler-icon"></span>Pagina 69</div><div class="su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim">Una realtà che fino ad allora non avevo negato, ma che non avevo nemmeno cercati di enfatizzare. Anche se dichiaravo apertamente di non volere figli, ormai mi sentivo strana e non riuscivo a fare a meno di pensare a quanto forte fosse il nostro istinto animale.<br />
Non capivo ancora bene se si trattasse di un cambiamento o di un improvviso allontanamento dalla corrente seguita fino ad allora.<br />
Dopo aver lavato la macchina, innaffiai per bene le piante del giardino. Per un eccesso di zelo, poi, tagliai addirittura l&#8217;erba, pulii l&#8217;ingresso, lucidai il pavimento, spolverai dappertutto e disposi i fiori che avevo raccolto in un vaso.<br />
Era ormai quasi sera quando riuscii a trasformare la casa in un ambiente umano. Mi venne da ridere all&#8217;idea di aver potuto pensare che lì mi sarei riposata dalle fatiche del tempio. Ironia della sorte, avevo lavorato molto più del giorno prima.<br />
Anche se l&#8217;aspetto della casa era migliorato notevolmente, l&#8217;atmosfera cupa non era sparita.<br />
Le cose che mi infastidivano di più erano un fagiano e un procione impagliati che si trovavano nel ripostiglio, infilati alla bell&#8217;e meglio in un sacchetto di plastica impolverato. Emanavano un forte odore di selvaggina che aleggiava per la casa, tanto da farmi venire la nausea. <em>Non è possibile! Un&#8217;altra storia di animali imbalsamati?</em> Mi domandai quale potesse essere il significato di quella parola chiave, ma per quanto ci pensassi, non riuscii a trovare una risposta.<br />
Era forse la fine della storia tra Gorō e Yukiko che aveva provocato quell&#8217;ondata di tristezza che aveva travolto anche me? Tutto sommato era evidente che la loro relazione fosse in un certo senso già terminata, e non per colpa mia.<br />
Ma perché mai gli uomini devono imbalsamare altri esseri viventi? Perché ne amiamo l&#8217;aspetto quando sono in vita? </div></div>



<h2 class="wp-block-heading">Frasi dal libro</h2>



<p>Desideravo vivere e morire come l&#8217;acqua che scorre nei fiumi, come le bollicine trasparenti che si formano sulla superficie, fiumi in cui il muschio cresce sui sassi, i pesci guizzano e il fango si deposita sul fondale .</p>



<p>Per un motivo e per l&#8217;altro, la maggior parte degli uomini non conosce le buone maniere del sesso. Si capisce subito come si sono fatti le loro esperienze . E, contrariamente a quanto di possa credere, sono pochi quelli che hanno imparato &nbsp;farlo insieme a un altro essere umano. Finchè dura l&#8217;eccitazione riesco a resistere, poi, però a parte immaginare che sia una tortura, non ci trovo nessun piacere.<br>Con le donne non ho avuto molte esperienze, per cui non mi sento di generalizzare, eppure mi sembra che le cose vadano un pò meglio. Tra donne il sesso è molto intenso, e l&#8217;egoismo è assente. Si vuole semplicemente che la propria compagna condivida il godimento che proviamo, altrimenti si cerca di sublimare l&#8217;eventuale invidia con il desiderio sessuale.<br>Un atteggiamento molto femminile, credo.</p>



<p>Il mio interlocutore altro non era che un essere umano, per cui trovavo incredibile impiegare tante energie in qualcosa di così inaffidabile.</p>



<p>Penso che le persone che sono rimaste intrappolate nel passato, stiano semplicemente sbagliando a interpretare il presente, nient&#8217;altro.</p>



<p>La luce del mattino, per quanto bella, non brilla mai in eterno. Era proprio per questo che cercavo di accumulare ricordi. Così tanti da non riuscire a tenerli con me o da essere sicura che non avrei potuto trattenerli tutti. Così tanti da arrivare a modellare ognuna delle mie cellule.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il segnalibro</h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/defini-banana-yoshimoto.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="175" data-attachment-id="1004" data-permalink="https://sonosololibri.it/recensioni/delfini-banana-yoshimoto/defini-banana-yoshimoto/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/defini-banana-yoshimoto.jpg" data-orig-size="1181,295" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Delfini" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/defini-banana-yoshimoto-320x80.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/defini-banana-yoshimoto-700x175.jpg" src="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/defini-banana-yoshimoto-700x175.jpg" alt="" class="wp-image-1004" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/defini-banana-yoshimoto-700x175.jpg 700w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/defini-banana-yoshimoto-320x80.jpg 320w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/defini-banana-yoshimoto-601x150.jpg 601w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/defini-banana-yoshimoto-768x192.jpg 768w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/defini-banana-yoshimoto-150x37.jpg 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/defini-banana-yoshimoto-710x177.jpg 710w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/defini-banana-yoshimoto-160x40.jpg 160w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/defini-banana-yoshimoto-1168x292.jpg 1168w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/defini-banana-yoshimoto.jpg 1181w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></figure></div>
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		<title>Oliver Twist &#8211; Charles Dickens</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ambra • Sonosololibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 07:59:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autori stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[Classici]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Charles Dickens]]></category>
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					<description><![CDATA[<div id="voto">VOTO: 6 &#183; GENERE: Narrativa per ragazzi </div>
Che dire? Non sono un'amante delle tragedie, soprattutto quelle in cui i personaggi buoni sono buonissimi e bellissimi e quelli cattivi cattivissimi e bruttissimi. E questo è quello che accade in Oliver Twist, piccolo cucciolo bastonato sin dalla nascita, che non fa altro che ricevere botte a destra e a manca. 4 stelle per l'ambientazione, la cupezza dei bassi borghi londinesi abitati dagli scarti della società che vivono di stenti e lottano quotidianamente per un tozzo di pane. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="531" data-permalink="https://sonosololibri.it/oliver-twist-charles-dickens/olivertwist/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/olivertwist.jpg" data-orig-size="200,309" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Oliver Twist" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/olivertwist.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/olivertwist.jpg" class="alignleft size-full wp-image-531" title="Oliver Twist" src="/wp-content/uploads/2011/03/olivertwist.jpg" alt="" width="200" height="309" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/olivertwist.jpg 200w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/olivertwist-97x150.jpg 97w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/olivertwist-150x232.jpg 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/olivertwist-155x240.jpg 155w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<div id=stars>3 out of 5 stars</div>
<ul>
<li><strong>Anno:</strong> 1837-39</li>
<li><strong>Isbn</strong>: 9788845128318</li>
<li><strong>Pagine: </strong>485</li>
<li><a href="http://www.bookcrossing.com/journal/9779663"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="222" data-permalink="https://sonosololibri.it/una-volta-qui-era-tutta-campagna-fabio-fazio/bookcrossing/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/02/bookcrossing1.jpg" data-orig-size="159,37" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Libro liberato!" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/02/bookcrossing1.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/02/bookcrossing1.jpg" class="alignnone size-full wp-image-222" title="Libro liberato!" src="/wp-content/uploads/2011/02/bookcrossing1.jpg" alt="" width="159" height="37" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/02/bookcrossing1.jpg 159w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/02/bookcrossing1-150x35.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 159px) 100vw, 159px" /></a></li>
</ul>
<p>[amazon-element asin=&#8221;8804480521&#8243; locale=&#8221;it&#8221; listprice=&#8221;0&#8243; fields=&#8221;button&#8221;]</p>
<div id=intro>Oliver è un orfano, un trovatello di oscure origini, che diventa schiavo del vecchio ebreo Fagin che lo assolda per rubare. Una delle sue vittime si impietosisce e invece di consegnarlo alla polizia se lo porta a casa. Ma Fagin, temendo che possa fare la spia, lo fa rapire da un uomo di sua fiducia. E questo è solo l&#8217;inizio: ma dopo molte peripezie, Oliver ritroverà almeno una parte della famiglia che credeva di non avere nemmeno più.</div>
<p>Che dire? Non sono un&#8217;amante delle tragedie, soprattutto quelle in cui i personaggi buoni sono buonissimi e bellissimi e quelli cattivi cattivissimi e bruttissimi. E questo è quello che accade in Oliver Twist, piccolo cucciolo bastonato sin dalla nascita, che non fa altro che ricevere botte a destra e a manca. 4 stelle per l&#8217;ambientazione, la cupezza dei bassi borghi londinesi abitati dagli scarti della società che vivono di stenti e lottano quotidianamente per un tozzo di pane.<br />
La violenza, l&#8217;ipocrisia, il lavoro minorile, i sotterfugi e la cattiveria dei personaggi sono descritti con vera maestria. 3 stelle per la storia, decisamente macchinosa, nella quale ogni avvenimento è strettamente funzionale alla trama e quindi risulta artificioso. Fino a metà non si aspetta altro che la prossima sventura di Oliverfaccinocuccioloso, e nella seconda metà si rimane esterrefatti da come tutto poi si risolva magicamente in un finale artificiosissimo e davvero poco credibile. I personaggi buoni sono tagliati con l&#8217;accetta e melensi fino alla nausea.</p>
<p>Leggere le avventure del piccolo Oliver è come leggere una lista della  spesa scritta su una pergamena da un monaco amanuense, esteriormente bellissima certo, ma sempre e comunque una lista della spesa.<br />
Sicuramente non si può negare che sia un&#8217;opera eccellente, ma a me tutto quel pietismo, e il piccolo Oliver che non fa altro che prendere botte e passare da una sfiga a un&#8217;altra mi hanno dato un pò ai nervi&#8230; La maggior parte delle situazioni sono assolutamente surreali e buone solo ai fini della storia, e per questo ho fatto una discreta fatica ad arrivare alla fine. In ogni caso gli ho dato un 6 perché bisogna considerare anche il periodo storico e il sommo scrittore che ne è l&#8217;autore&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><div class="su-spoiler su-spoiler-style-default su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed" data-scroll-offset="0" data-anchor-in-url="no"><div class="su-spoiler-title" tabindex="0" role="button"><span class="su-spoiler-icon"></span>ATTENZIONE! Spoiler!</div><div class="su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim">Tragica e violenta la morte di Nancy, forse l&#8217;unico punto che mi ha veramente toccata, e il successivo delirio di Sikes, che fugge inseguito dal suo fantasma. Da far cadere le braccia invece la risoluzione dei fatti, dove si scopre che guardacaso Oliverbambinosempreperbene ha vissuto tutto questo per una malaugurata serie di eventi, che è il figlio illegittimo di un ricco borghese guardacaso grande amico del signore che lo ha preso sotto la sua ala, e che guardacaso il suo fratellastro è invece uno dei componenti della feccia che lo aveva fatto prigioniero che lo aveva riconosciuto dopo anni&#8230; Suvvia&#8230;</div></div></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><div class="su-spoiler su-spoiler-style-default su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed" data-scroll-offset="0" data-anchor-in-url="no"><div class="su-spoiler-title" tabindex="0" role="button"><span class="su-spoiler-icon"></span>Pagina 69</div><div class="su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim">&#8220;Quale mulino?&#8221; si stupì Oliver.<br />
&#8220;Il mulino, perbacco. Il mulino che prende così poco posto da poter lavorare dentro una brocca di pietra e che va meglio quando il vento è basso sulla gente piuttosto che alto perchè in questo caso non si trovano operai. Avanti, ora vieni con me, tu hai bisogno di vettovagliamenti e li avrai. Io sono in secca, ho solo uno scellino e pochi altri spiccioli ma una volta tanto posso pagare per tutti e due. Su, che aspetti? Muovi quelle gambe-stecco!&#8221;<br />
Il ragazzo aiutò Oliver ad alzarsi e lo guidò da un droghiere lì vicino dove comprò una discreta porzione di prosciutto e due libbre di pane. La tappa seguente fu un&#8217;osteria.<br />
E lì, finalmente, davanti a una brocca di birra, Oliver potè fare un pasto decente con pane e prosciutto, sotto lo sguardo attento di quello strano anfitrione.<br />
&#8220;Vai a Londra?&#8221; chiese il ragazzo, quando Oliver ebbe mangiato.<br />
&#8220;Sì.&#8221;<br />
&#8220;Hai un osto dove dormire?&#8221;<br />
&#8220;No.&#8221;<br />
&#8220;E denaro?&#8221;<br />
&#8220;Neanche.&#8221;<br />
Il ragazzo lanciò un fischio significativo e infilò le mani in tasca per quel che gli permetteva la lunghezza delle maniche.<br />
&#8220;Tu vivi a Londra?&#8221; chiese Oliver.<br />
&#8220;Sì, quando sto a casa. Penso che dovrai trovare un posto dove dormire stanotte, no?&#8221;<br />
&#8220;Proprio così. Da quando mi sono messo in viaggio ho sempre dormito all&#8217;aperto.&#8221;</div></div></p>
<h3>Trasposizioni cinematografiche</h3>
<p>Dal film sono state tratte varie trasposizioni cinematografiche di cui la più recente<a title="Oliver Twist" href="/?p=1470"> è quella del 2005 diretta da Roman Polanski</a>.</p>
<h3>Il segnalibro</h3>
<p><a href="/wp-content/uploads/2011/04/oliver.jpg" target="_blank"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="927" data-permalink="https://sonosololibri.it/oliver-twist-charles-dickens/oliver/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/oliver.jpg" data-orig-size="1181,295" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Oliver Twist" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/oliver-320x80.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/oliver-700x175.jpg" class="aligncenter size-large wp-image-927" title="Oliver Twist" src="/wp-content/uploads/2011/04/oliver-550x137.jpg" alt="" width="540" height="134" /></a></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
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		<title>Notturno indiano &#8211; Antonio Tabucchi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ambra • Sonosololibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 09:35:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autori Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Tabuccchi]]></category>
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					<description><![CDATA[<div id="voto">VOTO: 7 &#183; GENERE: Narrativa </div>
Un racconto affascinante e misterioso, profondo e sfuggente allo stesso tempo. Parla di un viaggiatore che è alla ricerca di un amico scomparso, e ci porta in un’india oscura, inquietante dove incontra strani personaggi. Ogni incontro è come un piccolo frammento che compone un mosaico, per  arrivare a comprendere che questo viaggio non è altro che un percorso  interiore alla ricerca di ricordi, di sensazioni, di profumi… alla  ricerca di se stesso.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="537" data-permalink="https://sonosololibri.it/notturno-indiano-antonio-tabucchi/notturnoindiano/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/notturnoindiano.jpg" data-orig-size="200,274" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Notturno indiano" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/notturnoindiano.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/notturnoindiano.jpg" class="alignleft size-full wp-image-537" title="Notturno indiano" src="/wp-content/uploads/2011/03/notturnoindiano.jpg" alt="" width="200" height="274" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/notturnoindiano.jpg 200w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/notturnoindiano-109x150.jpg 109w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/notturnoindiano-150x206.jpg 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/notturnoindiano-160x219.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<div id=stars>3.5 out of 5 stars</div>
<ul>
<li><strong>Anno: </strong>1984</li>
<li><strong>Isbn</strong>: 9788838902550</li>
<li><strong>Pagine: </strong>109</li>
</ul>
<p>[amazon-element asin=&#8221;8838902550&#8243; locale=&#8221;it&#8221; listprice=&#8221;0&#8243; fields=&#8221;button&#8221;]</p>
<div id=intro>Il libro presenta al lettore sotto la cifra del viaggio, dell&#8217;esotismo, del mistero. L&#8217;ambientazione indiana, rigorosa e quasi documentaria, è tuttavia soltanto lo sfondo, a tratti inquietante a tratti fuggente, di una vicenda che utilizza i canoni di più generi letterari fondendoli in un pastiche di indubbio fascino. Roux, il protagonista, è alla ricerca dell&#8217;amico Xavier, disperso in India da tempo. Gli spostamenti di Roux, di volta in volta misteriosi o coerenti, avventurosi o banali, sono popolati da incontri (il medico, l&#8217;indovino deforme), sogni allucinazioni, brandelli di ricordi. Sarebbe forse possibile definire questo libro un viaggio nella memoria, che utilizza i due registri paralleli della vita vissuta e della letteratura e la cui conclusione non pare andare oltre l&#8217;inizio: Xavier non vuol essere trovato, Roux non vuole trovare.</p>
<p align=center><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="971" data-permalink="https://sonosololibri.it/storie-di-ordinaria-follia/premio/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/premio.png" data-orig-size="50,46" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="premio" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/premio.png" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/premio.png" class="aligncenter size-full wp-image-971" title="premio" src="/wp-content/uploads/2011/04/premio.png" alt="" width="50" height="46" />1984, premio Médicis Étranger in Francia</p>
</div>
<blockquote><p>Il tassista aveva una barba a pizzo, un reticella sui capelli e un codino legato con un nastro bianco. Pensavo che fosse un sikh, perché la mia guida li descriveva esattamente così. La mia guida si  intitolava: India, a travel survival kit, l&#8217;avevo acquistata a Londra più per curiosità che per altro, perché forniva sull&#8217;India informazioni assai bizzare e a prima vista superflue. Solo più tardi mi sarei accorto della sua utilità.<br />
&#8212; incipit</p></blockquote>
<p>Un racconto affascinante e misterioso, profondo e sfuggente allo stesso tempo. Parla di un viaggiatore che è alla ricerca di un amico scomparso, e ci porta in un’india oscura, inquietante dove incontra strani personaggi. Ogni incontro è come un piccolo frammento che compone un mosaico, per  arrivare a comprendere che questo viaggio non è altro che un percorso  interiore alla ricerca di ricordi, di sensazioni, di profumi… alla  ricerca di se stesso.</p>
<p>Più che un racconto, una scoperta di sensazioni, di colori, di odori. Per me, che quei luoghi li ho vissuti, una riscoperta che ha riportato alla memoria tanti ricordi. Un viaggio quasi onirico senza scossoni, breve e delicato.</p>
<h3>Frasi dal libro</h3>
<p style="text-align: center;">Il &#8220;Quartiere delle Gabbie&#8221; era molto peggio di come me l&#8217;ero immaginato. Lo conoscevo attraverso certe fotografie di un fotografo celebre e pensavo di essere preparato alla miseria umana, ma le fotografie chiudono il visibile in un rettangolo. Il visibile senza cornice è sempre un&#8217;altra cosa.</p>
<p style="text-align: center;">La realtà è sempre meno peggio di quello che fu effettivamente: la memoria è una formidabile falsaria.</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p><div class="su-spoiler su-spoiler-style-default su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed" data-scroll-offset="0" data-anchor-in-url="no"><div class="su-spoiler-title" tabindex="0" role="button"><span class="su-spoiler-icon"></span>Pagina 69</div><div class="su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim">Una donna entrò e si sedette sulla panca di fronte a noi. Portava un cesto con un bambino addormentato. Io la guardai e lei mi fece un rapido cenno con le mani giunte davanti al viso, in segno di rispetto.<br />
&#8220;Credevo che dentro di noi ci fosse solo il <em>karma</em>&#8220;, dissi io, &#8220;la somma delle nostre azioni, di ciò che siamo stati e di ciò che saremo&#8221;.<br />
Il ragazzo sorrise di nuovo e parlò al fratello. Il mostro mi guardò con i suoi occhietti acuti e fece il cenno di due con le dita. &#8220;Oh no&#8221;, spiegò il ragazzo, &#8220;c&#8217;è anche l&#8217;<em>atma</em>, sta con il <em>karma</em> ma è una cosa distinta&#8221;.<br />
&#8220;E allora se io sono un altro vorrei sapere dov&#8217;è il mio <em>atma</em>, dove si trova ora&#8221;.<br />
Il ragazzo tradusse al fratello e ne seguì una fitta conversazione, &#8220;E&#8217; molto difficile dirlo&#8221;, mi riferì poi, &#8220;lui non è capace&#8221;.<br />
&#8220;Prova a chiedergli se dieci rupie lo aiuterebbero&#8221;, dissi io.<br />
Il ragazzo glielo disse e il mostro mi fissò in viso i suoi occhietti. Poi pronunciò alcune parole dirette a me, molto velocemente. &#8220;Dice che non è una questione di rupie&#8221;, tradusse il ragazzo, &#8220;tu non ci sei, non può dirti dove sei&#8221;. Mi fece un bel sorriso e continuò: &#8220;però se vuoi darci dieci rupie le accettiamo ugualmente&#8221;.<br />
&#8220;Te le darò senz&#8217;altro&#8221;, dissi io, &#8220;ma almeno chiedigli chi sono ora&#8221;. </div></div></p>
<h3>Il segnalibro</h3>
<p><a href="/wp-content/uploads/2011/03/notturnosegna.jpg" target="_blank"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="602" data-permalink="https://sonosololibri.it/notturno-indiano-antonio-tabucchi/notturnosegna/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/notturnosegna.jpg" data-orig-size="1180,295" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Notturno indiano" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/notturnosegna-320x80.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/notturnosegna-700x175.jpg" class="size-large wp-image-602 aligncenter" title="Notturno indiano" src="/wp-content/uploads/2011/03/notturnosegna-550x137.jpg" alt="" width="540" height="134" /></a></p>
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		<title>Tre volte invano &#8211; Emiliano Poddi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ambra • Sonosololibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 12:13:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autori Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[basket]]></category>
		<category><![CDATA[Emiliano Poddi]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<div id="voto">VOTO: 8 &#183; GENERE: Narrativa </div>
Lo sport, il basket, è il  fulcro del romanzo che però non è un romanzo che parla di sport in senso stretto: ci si trova lì, in mezzo al campo, dove le scarpe di gomma stridono sul linoleum come grida di rondini, si vivono le emozioni di un ragazzo che diventa grande, i ricordi del mare, luoghi vecchi e nuovi. Si vivono la gioia e la tristezza, l’esaltazione come lo sconforto a la rassegnazione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="97" data-permalink="https://sonosololibri.it/96/trevolteinvano/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/trevolteinvano.jpg" data-orig-size="200,306" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Tre volte invano" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/trevolteinvano.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/trevolteinvano.jpg" class="alignleft size-full wp-image-97" title="Tre volte invano" src="/wp-content/uploads/2011/03/trevolteinvano.jpg" alt="" width="200" height="306" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/trevolteinvano.jpg 200w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/trevolteinvano-98x150.jpg 98w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/trevolteinvano-150x230.jpg 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/trevolteinvano-157x240.jpg 157w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<div id=stars>4 out of 5 stars</div>
<ul>
<li><strong>Anno:</strong> 2007</li>
<li><strong>Isbn</strong>: 9788846100887</li>
<li><strong>Pagine: </strong>174</li>
<li><a href="http://www.librinprestito.it/"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="106" data-permalink="https://sonosololibri.it/96/librinprestito/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/librinprestito.jpg" data-orig-size="152,52" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="librinprestito" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/librinprestito.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/librinprestito.jpg" class="size-full wp-image-106 alignnone" title="librinprestito" src="/wp-content/uploads/2011/03/librinprestito.jpg" alt="" width="152" height="52" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/librinprestito.jpg 152w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/librinprestito-150x51.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 152px) 100vw, 152px" /></a></li>
</ul>
<p>[amazon-element asin=&#8221;8846101669&#8243; locale=&#8221;it&#8221; listprice=&#8221;0&#8243; fields=&#8221;button&#8221;]</p>
<div id=intro>La storia di un ragazzo che gioca a pallacanestro praticamente da quando è nato. Nonostante questo non è un fenomeno, anzi, il più delle volte le partite finiscono senza che lui abbia segnato un solo punto. Finché un giorno con una finta sola fa fuori mezza difesa avversaria e la butta dentro. E così l&#8217;azione dopo, e quella dopo ancora e probabilmente avrebbe continuato così per tutta la vita..<br />
Candidato al Premio Strega 2008</div>
<p>Bello. Bello Bello Bello. Un flusso continuo di emozioni, un torrente in piena di ricordi trascinati dalla devastante passione per il basket che scava il solco della vita in mille svolte imprevedibili come un rimbalzo di un pallone da basket su un terreno irregolare. Il basket come motore della tua esistenza, occasione di conoscenze, oggetto di desiderio, motivo di ricerca, causa di incontri e arricchimenti, fonte di distruzione. La vita come una parabola&#8230;una morbida parabola che si spegne nella retina. Lo sport, il basket, è il  fulcro del romanzo che però non è un romanzo che parla di sport in senso stretto: ci si trova lì, in mezzo al campo, dove le scarpe di gomma stridono sul linoleum come grida di rondini, si vivono le emozioni di un ragazzo che diventa grande, i ricordi del mare, luoghi vecchi e nuovi. Si vivono la gioia e la tristezza, l&#8217;esaltazione come lo sconforto a la rassegnazione.</p>
<p>Si arriva in fondo (il finale non mi ha esaltata, lo ammetto), con la sensazione di non aver letto bene, o abbastanza a fondo, di essersi persi una sensazione per strada, una delle tante, belle, vive. Pensando a un libro che parla di basket, uno sport che mi piace ma che di sicuro non è la mia vita, non mi sarei mai aspettata di essere così coinvolta. Davvero un bel lavoro!</p>
<h3>Frasi dal libro</h3>
<p style="text-align: center;">Nessuno, lì dentro, credeva davvero che fosse solo una questione di schemi. Ma, strisciando sulla lavagna, il pennarello blu faceva esattamente lo stesso rumore delle nostre scarpe di gomma quando stridevano sul campo, e questo doveva pur significare qualcosa.</p>
<p style="text-align: center;">C&#8217;era, in tutte le sue storie, qualcosa di simile a una morale non detta, del tipo che nella vita le vittorie possono anche essere tante, ma di bastonate, alla fine, ne basta una piazzata bene.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><div class="su-spoiler su-spoiler-style-default su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed" data-scroll-offset="0" data-anchor-in-url="no"><div class="su-spoiler-title" tabindex="0" role="button"><span class="su-spoiler-icon"></span>Pagina 69</div><div class="su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim">Ognuno ha deciso dove sedersi mesi addietro, quand&#8217;è entrato per la prima volta bello spogliatoio, e la scelta è definitiva come quella dei nomi per i figli, perchè dopo non si può cambiare per nessun motivo al mondo.<br />
Intanto, là fuori, comincia a vnire gente, e si capisce dal rumore che fanno le gradinate di ferro sotto le scarpe. Questo, chissà perchè, ti agita le mani mentre apri la cerniera della borsa. Anzi, lo sai bene perchè: perchè stavolta confusi tra il pubblico ci sono i due osservatori di Roma in abito scuro e gli occhiali, o perlomeno è così che li immagini. Ma per adesso non devi occuparti di loro. Pensa a vestire la maglia, piuttosto, e a distenderla bene dentro i pantaloncini. E&#8217; la stessa di quando hai segnato trentasette punti ad Avellino e quarantacique a Reggio Calabria, il tuo record, e anche quattro a Matera per la verità, ma lì sei uscito per falli e forse non vale.<br />
Poi si sente un palleggio, raddoppiato dall&#8217;eco di Marra, e subito dopo un altro, e sai che sono i tuoi avversari scesi in campo prima di te per provare i canestri. Ecco sì, puoi pensare a loro, a quelle maglie nere &#8211; non te le stai inventando stavolta, ci hai già giocato all&#8217;andata &#8211; indossati da corpi come al solito più grandi del tuo, già di base più vicini al canestro, ma questo vuol dire solo che dovranno diventare matti per starti dietro. Nel frattempo il coach ha già iniziato a parlare da chissà quanto &#8211; di schemi &#8211; e tra non molto prenderà in mano una lavagnetta così patinata di blu che adesso deve scriversi sopra con un pennarello rosso, se vuole che ci si capisca qualcosa.</div></div></p>
<h3>Il segnalibro</h3>
<p><a href="/wp-content/uploads/2011/03/trevolte.jpg" target="_blank"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="105" data-permalink="https://sonosololibri.it/96/trevolte/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/trevolte.jpg" data-orig-size="1180,295" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="trevolte" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/trevolte-320x80.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/trevolte-700x175.jpg" class="size-large wp-image-105 aligncenter" title="trevolte" src="/wp-content/uploads/2011/03/trevolte-550x137.jpg" alt="" width="540" height="134" /></a></p>
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		<title>Biscotti e sospetti &#8211; Stefania Bertola</title>
		<link>https://sonosololibri.it/articolo-1/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ambra • Sonosololibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 12:43:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autori Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Stefania Bertola]]></category>
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					<description><![CDATA[<div id="voto">VOTO: 7 &#183; GENERE: Narrativa </div>
Simpatico, divertente, fresco. Questo libro è originale e non manca  di colpi di scena. I personaggi sono tutti divertentissimi, in primis  Caterina, che cuce vestiti per bambole gonfiabili e nel frattempo ha un  commercio di oggetti della più disparata natura. E' lei che investiga su  una scomparsa , un piccolo giallo, dall'inaspettato epilogo. Ci si  affezione a tutti i personaggi, nessuno escluso, e con loro si segue la  rocambolesca ricerca di una persona scomparsa e varie vicissitudini  amorose. Quando ho scoperto il perchè del titolo del libro, non ho  potuto che sorridere e prenderlo a cuore ancora di più.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="5246" data-permalink="https://sonosololibri.it/articolo-1/biscotti-e-sospetti-2/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/02/biscotti-e-sospetti.jpg" data-orig-size="200,319" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="biscotti e sospetti" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/02/biscotti-e-sospetti.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/02/biscotti-e-sospetti.jpg" src="/wp-content/uploads/2011/02/biscotti-e-sospetti-200x319.jpg" alt="biscotti e sospetti" width="200" height="319" class="alignleft size-medium wp-image-5246" /></p>
<div id=stars>4 out of 5 stars</div>
<ul>
<li><strong>Anno:</strong> 2006</li>
<li><strong>Editore:</strong> TEA</li>
<li><strong>Isbn</strong>: 9788850211463</li>
<li><strong>Pagine: </strong>237</li>
</ul>
<p>[amazon-element asin=&#8221;8850211465&#8243; locale=&#8221;it&#8221; listprice=&#8221;0&#8243; fields=&#8221;button&#8221;]</p>
<div id=intro>Violetta Chiarelli, commessa, e sua sorella Caterina, sarta e minuscola  imprenditrice in proprio, non sono forse le inquiline ideali per un  appartamento ricavato in una elegante villa in collina. D&#8217;altro canto,  neanchegli altri inquilini sono del tutto irreprensibili. Rebecca  Demagistris è una madre separata alle prese con tre bambine, mirmecologi  fedifraghi e pastori metodisti killer; Mattia Novalis è un architetto  di interni ricercatissimo per il suo pessimo gusto e il suo fisico  prestante; Emanuele Valfrè, romantico e affascinante proprietario delle  omonime vetrerie, è arrivato da Calcutta con una moglie fresca fresca  che sembra intenzionata a rovinargli la vita&#8230;</div>
<p>Simpatico, divertente, fresco. Questo libro è originale e non manca  di colpi di scena. I personaggi sono tutti divertentissimi, in primis  Caterina, che cuce vestiti per bambole gonfiabili e nel frattempo ha un  commercio di oggetti della più disparata natura. E&#8217; lei che investiga su  una scomparsa , un piccolo giallo, dall&#8217;inaspettato epilogo. Ci si  affezione a tutti i personaggi, nessuno escluso, e con loro si segue la  rocambolesca ricerca di una persona scomparsa e varie vicissitudini  amorose. Quando ho scoperto il perchè del titolo del libro, non ho  potuto che sorridere e prenderlo a cuore ancora di più. Lo consiglio per  rilassarsi, staccare la spina, ritrovare il sorriso. Nel suo genere  merita un eccellente! E&#8217; chiaro che non si tratta di un capolavoro della  letteratura ed è altrettanto evidente che è un genere che non piace a  tutti, ma per chi desidera una lettura fresca e piacevole, senza altre  pretese, è davvero consigliato.</p>
<h3>Frasi dal libro</h3>
<p style="text-align: center;">Poche cose hanno un effetto migliore  sulla psiche di una donna abbandonata quanto scoprire che l&#8217;altra,  quella per cui lui se ne è andato, è una perfetta idiota. Consola, e  permette di vedere il proprio amatissimo perduto sotto una nuova luce :  quella dell&#8217;imbecille.</p>
<p><div class="su-spoiler su-spoiler-style-default su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed" data-scroll-offset="0" data-anchor-in-url="no"><div class="su-spoiler-title" tabindex="0" role="button"><span class="su-spoiler-icon"></span>Pagina 69</div><div class="su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim">Possibile che questa Caterina avesse una sorella grassa di temperamento  lirico? No, lui la sorella l&#8217;aveva conosciuta, alla festa, era una  bruna, di dimensioni ridotte, che sembrava adatta piuttosto a cantare le  canzoni delle suore&#8230; Io non voglio cenare con loro, pensò più triste  che mai, suonando il campanello. Gli aprì Caterina, con in mano una  confezione da sei di bacchette per la batteria.<br />
&#8220;Ciao&#8230; vieni&#8230; è quasi pronto&#8221;.<br />
&#8220;Ciao&#8230; chi è che canta?&#8221;<br />
&#8220;Mia sorella. Le ha insegnato nostro padre. Quando era vivo&#8221;.<br />
&#8220;Meno male&#8221; disse Emanuele, ma Caterina era per natura assolutamente impervia all&#8217;ironia.<br />
&#8220;Poi ha avuto anche un maestro, solo che alla fine vedeva troppi gnomi,  gli entravano anche in casa, e così ha smesso di dare lezioni ed è  andato a vivere vicino a Urbino&#8221;.<br />
Parlando, caterina gli aveva preso il cappotto, lo aveva gettato su un  baule da marinaio dipinto di azzurro, e gli aveva fatto strada verso la  cucina, dove Violetta, oltre a cantare, stava finendo di preparare la  cena: aveva aperto qualche busta di piatti surgelati da far saltare in  padella, e li aveva fatti saltare un pò. Adesso riposavano, ben caldi,  mentre lei rovesciava in una ciotola tanta insalata di quella in buste,  già pulita. Aveva anche tagliato il pane, e tolto dal freezerla crostata  di mirtilli che la zia Delfina aveva preparato pe rloro domenica  scorsa. Era da secoli che non si dava tanto da fare in cucina, ma per  questo cliente di Caterina bisognava sforzarsi un pò.<br />
&#8220;Ciao&#8230;&#8221; disse la sorella, che era effettivamente la ragazza bruna della festa.<br />
&#8220;Siediti&#8221; gli ordinò Caterina. &#8220;Io devo solo finire di contare queste.  Anzi, mi potresti aiutare mentre Violetta va avanti lì con la cena?&#8221;</div></div></p>
<h3>Il segnalibro</h3>
<p><a href="/wp-content/uploads/2011/02/biscotti.jpg"></a><a href="/wp-content/uploads/2011/02/biscotti.jpg" target="_blank"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="85" data-permalink="https://sonosololibri.it/articolo-1/biscotti/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/02/biscotti.jpg" data-orig-size="1180,295" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="biscotti" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/02/biscotti-320x80.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/02/biscotti-700x175.jpg" class="size-large wp-image-85 aligncenter" title="biscotti" src="/wp-content/uploads/2011/02/biscotti-550x137.jpg" alt="" width="540" height="134" /></a></p>
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