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	<title>Altri Film &#8211; SonoSoloLibri</title>
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	<description>e un gatto. Tutto il resto è desistenza.</description>
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		<title>9</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ambra • Sonosololibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 00:12:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri Film]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<div id=voto>Voto: 7  &#183;  Genere: animazione, drammatico</div>
9 è tratto dall'omonimo cortometraggio, nominato al premio Oscar 2006 nella categoria miglior cortometraggio d'animazione e talmente bello da impressionare Tim Burton e da convincerlo a curarne la produzione di una versione per le sale. Il film è uscito nei cinema americani il 9 settembre 2009 mentre in Italia sarebbe dovuto uscire il 16 aprile 2010 nei cinema, ma dopo molti ritardi è uscito solamente in bluray e DVD.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" data-attachment-id="4306" data-permalink="https://sonosololibri.it/9/9-final-movie-poster-shane-acker/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/9-Shane-Acker.jpg" data-orig-size="1200,1777" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;9 final movie poster Shane Acker&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="9 final movie poster Shane Acker" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/9-Shane-Acker-320x474.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/9-Shane-Acker-473x700.jpg" class="alignleft size-medium wp-image-4306" title="9 final movie poster Shane Acker" src="/wp-content/uploads/2011/11/9-Shane-Acker-200x296.jpg" alt="" width="200" height="296" /><div id=stars>3.5 out of 5 stars</div></p>
<ul>
<li><strong>Genere:</strong> animazione, drammatico</li>
<li><strong>Anno:</strong> 2009</li>
<li><strong>Regia:</strong> Shane Acker</li>
<li><strong>Link:</strong> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Yh9ljDwg_v8" target="_blank">trailer</a></li>
<li><strong>Visto:</strong> in DVD</li>
</ul>
<div id=intro>Grazie al potere e alle capacità conferite loro da un&#8217;invenzione conosciuta come la &#8220;Grande Macchina&#8221;, le macchine di tutto il mondo si sono rivoltate contro l&#8217;umanità generando una rivolta sociale, decimando la popolazione umana prima di venire in maggior parte spente. Ma mentre il nostro mondo va in pezzi, parte una missione con l&#8217;obiettivo di salvare il retaggio della civiltà; un gruppo di piccole &#8220;creature&#8221; erano state attivate da uno scienziato durante gli ultimi giorni dell&#8217;umanità e sono sopravvissute all&#8217;apocalisse.</div>
<p>9 è tratto dall&#8217;omonimo cortometraggio, nominato al premio Oscar 2006 nella categoria miglior cortometraggio d&#8217;animazione e talmente bello da impressionare Tim Burton e da convincerlo a curarne la produzione di una versione per le sale. Il film è uscito nei cinema americani il 9 settembre 2009 mentre in Italia sarebbe dovuto uscire il 16 aprile 2010 nei cinema, ma dopo molti ritardi è uscito solamente in bluray e DVD.</p>
<p>Lo scenario è quello post apocalittico di una città ormai distrutta dalle macchine che si sono rivoltate contro i loro creatori, fatta di edifici devastati e strade deserte nelle quali si aggirano orrendi mostri meccanici. Qui si muovono dei piccoli esserini, pupazzi di tela con un corpo meccanico, che in questo terribile scenario si incontreranno e scopriranno il loro destino.</p>
<p>Da un punto di vista visivo il film è impeccabile: bellissimi sono gli scenari che ricordano un pò Wall-e, le invenzioni che i piccoli pupazzi utilizzano per muoversi in questo mondo così grande per loro, e i terribili mostri meccanici caratterizzati in modo molto suggestivo da una tecnologia che ricorda l&#8217;industria bellica anni 40, dando un&#8217;idea quasi steampunk. Forte è anche la sensazione emotiva che provoca che, almeno per me, è stata di un angoscia quasi opprimente: tornando al paragone di prima, se in Wall-e prima si piange ma poi si ride, qui da ridere non c&#8217;è un bel niente.</p>
<p>Ma se da un punto di vista estetico e tecnico il film non fa una piega, la trama ahimè non regge. Troppi sono gli elementi incoerenti che rimangono poco chiari, misteriosi o ambigui. Per tutta la durata del film mi sono cullata nella bellezza dei paesaggi e delle macchine, ho sofferto l&#8217;angoscia che la situazione provoca, ma sono rimasta con molte domande che ahimè non vengono risolte. Io non ho visto il cortometraggio ma ho letto in giro che effettivamente è proprio questo il problema di questo film: tutti gli elementi non spiegati, misteriosi che in qualche modo davano fascino ed originalità al corto, diventano i difetti del  lungometraggio perché, allo stesso modo, o non sono spiegati o le  spiegazioni sono poco soddisfacenti.</p>
<p>In ogni caso 9 rimane film di animazione che vale la pena vedere,  ma senza attendersi un capolavoro.</p>
<h3>Il segnaframe</h3>
<p><a href="/wp-content/uploads/2011/11/nove.jpg" target="_blank"><img decoding="async" data-attachment-id="4310" data-permalink="https://sonosololibri.it/9/nove/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/nove.jpg" data-orig-size="1181,295" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="nove" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/nove-320x80.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/11/nove-700x175.jpg" class="aligncenter size-large wp-image-4310" title="nove" src="/wp-content/uploads/2011/11/nove-550x137.jpg" alt="" width="540" height="134" /></a></p>
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		<title>Monster house</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ambra • Sonosololibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 22:26:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri Film]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<div id=voto>Voto: 6.5  &#183;  Genere: animazione, horror, fantasy</div>
Plasmato su un genere non particolarmente frequentato dai film d'animazione, cioè l'horror, questo lavoro forse un pò troppo ambizioso è comunque ottimo per passare una serata piacevole. Di sicuro effetto, e forse vero punto a favore di questo film, che conta nel suo "cast" dieci personaggi dieci, come se il quartiere dove è ambientata la storia fosse per il resto completamente disabitato, è l'espressività dei personaggi stessi, resa perfettamente attraverso la tecnica della performance capture, del quale Zemeckis, co-produttore del film insieme a Spielberg, è pioniere e che permette di utilizzare ogni singolo movimento espressivo degli attori nelle animazioni dei personaggi.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" data-attachment-id="3861" data-permalink="https://sonosololibri.it/monster-house/monster-house/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/10/monster-house.jpg" data-orig-size="806,1200" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Monster house" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/10/monster-house-320x476.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/10/monster-house-470x700.jpg" class="alignleft size-medium wp-image-3861" title="Monster house" src="/wp-content/uploads/2011/10/monster-house-200x297.jpg" alt="" width="200" height="297" /><div id=stars>3 out of 5 stars</div></p>
<ul>
<li><strong>Genere:</strong> animazione, horror, fantasy</li>
<li><strong>Anno:</strong> 2006</li>
<li><strong>Regia:</strong> Gil Kenan</li>
<li><strong>Visto: </strong>il 29.10.2011 in Tv</li>
</ul>
<div id=intro>Nella notte di Halloween, tre ragazzini decidono di avventurarsi in una vecchia casa abbandonata. La tetra abitazione è un&#8217;attrazione troppo forte, per la fervida curiosità dei piccoli. A prima vista la catapecchia sembra abitata da fantasmi e mostri, in realtà non c&#8217;è nulla di tutto questo. Il vero mostro è la casa stessa&#8230;</div>
<p>Plasmato su un genere non particolarmente frequentato dai film d&#8217;animazione, cioè l&#8217;horror, questo lavoro forse un po&#8217; troppo ambizioso è comunque ottimo per passare una serata piacevole. Di sicuro effetto, e forse vero punto a favore di questo film, che conta nel suo &#8220;cast&#8221; dieci personaggi dieci, come se il quartiere dove è ambientata la storia fosse per il resto completamente disabitato, è l&#8217;espressività dei personaggi stessi, resa perfettamente attraverso la tecnica della performance capture, del quale Zemeckis, co-produttore del film insieme a Spielberg, è pioniere e che permette di utilizzare ogni singolo movimento espressivo degli attori nelle animazioni dei personaggi.</p>
<p>Protagonisti della vicenda sono tre bambini: Dj e il suo buffo (e forse un po&#8217; iperattivo) amico Timballo e una ragazzina, Jenny. Dj abita davanti a una casa lugubre e scalcinata, il cui proprietario, il Signor Nebbercracker, un vecchio acido e dispotico, caccia via tutti i bambini e gli ruba i giochi che inavvertitamente capitano sul suo prato. Proprio il giorno prima di Halloween, per cercare di recuperare un pallone da basket, Dj causa un malore al signor Nebbercracker, che viene portato via dall&#8217;ambulanza.<br />
L&#8217;allontanamento del suo padrone causerà un misterioso cambiamento nella casa che si animerà, mangiando tutti quelli che gli si avvicinano. I due ragazzi in compagnia di una nuova amica, Jenny, cercheranno di avvertire tutti del pericolo ma nessuno vorrà credergli. La storia non è strabiliante: ma lo zampino di Spielberg si vede tutto: tanta azione, qualche sobbalzo sulla sedia, realismo familiare messo a nudo. Una storia non esaltante, dicevo, ma neanche banale, dove si parla di bambini e del mondo in cui vengono percepiti dagli adulti, di  genitori distratti e baby sitter scriteriate.</p>
<p>Insomma per essere il primo lungometraggio di un ventottenne diciamo che è abbastanza godibile, anche se non un capolavoro. Nonostante sia un film di animazione, io non lo consiglierei a dei bambini, o quantomeno io mi sento di dire che a me avrebbe fatto paura!</p>
<h3>Il segnaframe</h3>
<p><a href="/wp-content/uploads/2011/10/monster-house1.jpg" target="_blank"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="4204" data-permalink="https://sonosololibri.it/monster-house/monster-house-2/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/10/monster-house1.jpg" data-orig-size="1181,295" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="monster house" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/10/monster-house1-320x80.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/10/monster-house1-700x175.jpg" class="aligncenter size-large wp-image-4204" title="monster house" src="/wp-content/uploads/2011/10/monster-house1-550x137.jpg" alt="" width="540" height="134" /></a></p>
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		<title>28 settimane dopo</title>
		<link>https://sonosololibri.it/28-settimane-dopo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ambra • Sonosololibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Aug 2011 00:32:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri Film]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<div id=voto>Voto: 7.5  &#183;  Genere: horror</div>
Lanciata da un'intro molto bella e tesissima, che ci dà almeno un'idea del film precedente, ovvero la diffusione di uno sconosciuto virus che rende gli esseri umani zombie dalla sorprendente velocità e che getta morte e panico su Londra e dintorni, la storia riparte 28 settimane dopo, quando la situazione sembra essere nuovamente sotto  controllo: tutti gli infetti sono stati sterminati e il rimpatrio dei  primi profughi può cominciare insieme ai lavori di ricostruzione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="2519" data-permalink="https://sonosololibri.it/28-settimane-dopo/28_settimane_dopo/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/28_settimane_dopo.jpg" data-orig-size="250,352" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="28 settimane dopo" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/28_settimane_dopo.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/28_settimane_dopo.jpg" class="alignleft size-medium wp-image-2519" title="28_settimane_dopo" src="/wp-content/uploads/2011/08/28_settimane_dopo-200x281.jpg" alt="" width="200" height="281" /><div id=stars>3.5 out of 5 stars</div> / <div id=stars>4 out of 5 stars</div></p>
<ul>
<li><strong>Titolo Originale:</strong> 28 weeks later</li>
<li><strong>Genere:</strong> horror</li>
<li><strong>Anno:</strong> 2007</li>
<li><strong>Regia:</strong> Juan Carlos Fresnadillo</li>
<li><strong>Visto:</strong> in TV</li>
</ul>
<div id=intro>28 settimane dopo il tremendo virus che ha colpito la Gran Bretagna,  facendo diventare tutti dei mostri assetati di sangue e decimando la  popolazione, le forze speciali americane sono a Londra con il compito di  difendere i sopravvissuti e far rinascere il paese. Tra i superstiti  c&#8217;è un padre e due figli che hanno perso moglie e madre a causa del  virus. Un giorno, nella loro vecchia casa, viene ritrovata la donna che  pur essendo stata contagiata dal virus è sopravvissuta e non è divenuta un mostro come gli altri. Ben presto ci si rende conto che l&#8217;emergenza non è ancora finita..</div>
<p>Sequel di &#8220;28 giorni dopo&#8221;, che però ammetto di non aver visto e che pare sia anche più bello di questo, devo dire che sono rimasta molto colpita da questo film. Lanciata da un&#8217;intro molto bella e tesissima, che ci dà almeno un&#8217;idea del film precedente, ovvero la diffusione di uno sconosciuto virus che rende gli esseri umani zombie dalla sorprendente velocità e che getta morte e panico su Londra e dintorni, la storia riparte 28 settimane dopo, quando la situazione sembra essere nuovamente sotto  controllo: tutti gli infetti sono stati sterminati e il rimpatrio dei  primi profughi può cominciare insieme ai lavori di ricostruzione.</p>
<p>Il film gode di parti davvero poetiche, silenzi sulla Londra  abbandonata dove i due protagonisti, due ragazzini, si addentrano alla  ricerca di ricordi della vecchia vita. Il  ritrovamento di una donna che sembra essere immune ai devastanti effetti  del virus, pur essendone portatrice, è di grande interesse per gli  scienziati che cercano di  produrre  un antidoto. Ovviamente, basterà un imprevedibile incidente a dare il  via a un nuovo incubo. Purtroppo è proprio in questa parte che il film perde qualcosina, vivendo i suoi momenti più indecisi quando  impone allo spettatore di digerire l’intera meccanica dell’incidente che  riporta l’epidemia ai massimi livelli. Ma sorvolando su questo, tanto di cappello all&#8217;apocalisse. La storia guadagna crescente credibilità e spessore con il passare dei minuti,  costruendo, cadavere su cadavere, una graduale e solida escalation verso  il gore più sfrenato. Gli straordinari scenari londinesi deserti sostengono l&#8217;epicità del narrato e donano consistenza e fascino a un horror che però non è meramente sangue e morte. Il contrasto tra gli oscuri e claustrofobici spazi interni e gli immensi spazi esterni crea un dilatarsi e un restringersi che dona movimento e poeticità. Finale col botto che offre una serie di possibilità praticamente infinite ai posteri&#8230;</p>
<p>Non mi sbilancio troppo perché aspetto di vedere il primo, dal quale tra l&#8217;altro sembra che un po&#8217; di cose, in questo film, siano state scopiazzate&#8230;</p>
<h3>Il segnaframe</h3>
<p><a href="/wp-content/uploads/2011/08/28-settimane.jpg" target="_blank"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="2522" data-permalink="https://sonosololibri.it/28-settimane-dopo/28-settimane/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/28-settimane.jpg" data-orig-size="1181,295" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="28 settimane" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/28-settimane-320x80.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/08/28-settimane-700x175.jpg" class="aligncenter size-large wp-image-2522" title="28 settimane" src="/wp-content/uploads/2011/08/28-settimane-550x137.jpg" alt="" width="540" height="134" /></a></p>
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		<title>Gorbaciof</title>
		<link>https://sonosololibri.it/gorbaciof/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ambra • Sonosololibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 21:06:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri Film]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<div id=voto> Voto: 8  &#183; Genenere: drammatico</div>
Questo film è il manifesto dell’essenzialità cinematografica. Con una narrazione lineare e priva di orpelli, dove le immagini e i silenzi la fanno da padroni, racconta la vicenda di Marino Pacileo, detto Gorbaciof per una voglia sulla fronte che ricorda quella dell’ex presidente dell’Unione Sovietica. L’uomo vive un’esistenza cupa e solitaria, diviso tra il noioso lavoro di contabile del carcere di Poggioreale, e la passione per il gioco d’azzardo, scommesse, slot machine, e soprattutto le partite a carte, nel retrobottega di un ristorante cinese. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="2327" data-permalink="https://sonosololibri.it/gorbaciof/gorbaciof/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/07/gorbaciof.jpg" data-orig-size="200,287" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="gorbaciof" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/07/gorbaciof.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/07/gorbaciof.jpg" class="alignleft size-full wp-image-2327" title="gorbaciof" src="/wp-content/uploads/2011/07/gorbaciof.jpg" alt="" width="200" height="287" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/07/gorbaciof.jpg 200w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/07/gorbaciof-105x150.jpg 105w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/07/gorbaciof-150x215.jpg 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/07/gorbaciof-160x230.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /><div id=stars>4 out of 5 stars</div></p>
<ul>
<li><strong>Genere:</strong> drammatico</li>
<li><strong>Anno:</strong> 2010</li>
<li><strong>Regia:</strong></li>
<li><strong>Visto: </strong>in DVD</li>
</ul>
<div id=intro>Marino Pacileo, detto Gorbaciof a causa di una vistosa voglia sulla fronte, è il contabile del carcere napoletano di Poggioreale. La sue passioni sono il gioco d&#8217;azzardo e la giovane Lila, figlia del cinese che mette a disposizione il tavolo per le carte. Quando scopre che l&#8217;uomo ha contratto un debito che non può pagare, Gorbaciof decide di prendersi cura della ragazza e, per farlo, dapprima sottrae dei soldi dalla cassa del carcere poi accetta di partecipare ad altre, più pericolose, attività.</div>
<p>Questo film è il manifesto dell’essenzialità cinematografica. Con una narrazione lineare e priva di orpelli, dove le immagini e i silenzi la fanno da padroni, racconta la vicenda di Marino Pacileo, detto Gorbaciof per una voglia sulla fronte che ricorda quella dell’ex presidente dell’Unione Sovietica. L’uomo vive un’esistenza cupa e solitaria, diviso tra il noioso lavoro di contabile del carcere di Poggioreale, e la passione per il gioco d’azzardo, scommesse, slot machine, e soprattutto le partite a carte, nel retrobottega di un ristorante cinese. Gorbaciof non è un personaggio cattivo, ma ha l’abitudine di prendere i soldi dalla cassa del carcere per coprire le sue puntate. I secondini sanno delle sue bravate, ma sono consapevoli che ogni volta trova un modo per restituire la cifra sottratta e spesso viene chiuso un occhio nei suoi confronti. Le sue giornate scorrono l’una dopo l’altra, sempre uguali a se stesse, senza scossoni, finché il suo cuore rimane turbato da una giovane cinese. La ragazza, col suo sguardo dolce e indifeso, fa provare all’uomo una tenerezza inconsueta; nasce così un rapporto fatto di sguardi, di un affetto più percepito che mostrato, che fa desiderare all’uomo una vita diversa, una fuga dal grigiore.</p>
<p>Un film all&#8217;orientale, quasi surreale, ma ambientato nella dura realtà del quartiere napoletano di Vasto. Nei bar di periferia, nell&#8217;underground delle città, ce ne sono tanti di Gorbaciof, piccola umanità che vive tra piccoli vizi al limite della legalità per colmare forse un vuoto, il vuoto della solitudine. Sullo schermo troviamo quindi non un supereroe con la faccia da figo in stile americano, ma un piccolo antieroe che vive un amore muto con Lila, la figlia cinese del proprietario del ristorante, che colma i vuoti lasciati dall&#8217;incomprensione linguista con sguardi intensi, gesti, sorrisi. La trama è semplice, a tratti quasi inconsistente, e l&#8217;intera riuscita del film poggia sulle spalle del protagonista, interpretato da Toni Servillo, un personaggio scritto con grande attenzione ai particolari, con una grande quantità di dettagli e sfaccettature e che con le sue espressioni riesce a farci avvertire il tormento interiore, la fatica della vita, la voglia di abbandonarsi a qualcosa di speciale.</p>
<p>Insomma le lacune della sceneggiatura sono pienamente colmate dalla bravura del protagonista e dalla bellissima storia muta che si crea con Lila. Un bel lavoro, acclamato anche al Festival di Venezia.</p>
<h3>Il segnaframe</h3>
<p><a href="/wp-content/uploads/2011/07/gorbaciof1.jpg" target="_blank"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="2332" data-permalink="https://sonosololibri.it/gorbaciof/gorbaciof-2/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/07/gorbaciof1.jpg" data-orig-size="1181,295" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="gorbaciof" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/07/gorbaciof1-320x80.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/07/gorbaciof1-700x175.jpg" class="aligncenter size-large wp-image-2332" title="gorbaciof" src="/wp-content/uploads/2011/07/gorbaciof1-550x137.jpg" alt="" width="540" height="134" /></a></p>
<p> [amz-related-products search_index=&#8217;DVD&#8217; keywords=&#8217;Stefano Incerti&#8217; unit=&#8217;grid&#8217;]
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		<title>Happy Family</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ambra • Sonosololibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 16:43:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri Film]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[3.5 out of 5 stars / 4 out of 5 stars Genere: commedia Anno: 2010 Regia: Gabriele Salvatores Visto: in DVD Due famiglie incrociano i destini a causa dei figli sedicenni caparbiamente decisi a sposarsi. Un banale incidente stradale catapulta il protagonista-narratore, Ezio, al centro di questo microcosmo, nel quale i genitori possono essere saggi, ma anche più sballati dei figli, le madri nevrotiche e coraggiose, le nonne inevitabilmente svampite, le figlie bellissime e i cani cocciuti e innamorati. In [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="2247" data-permalink="https://sonosololibri.it/happy-family/happy-family-locandina/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/07/happy-family-locandina.jpg" data-orig-size="271,390" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Happy family" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/07/happy-family-locandina.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/07/happy-family-locandina.jpg" class="alignleft size-medium wp-image-2247" title="Happy family" src="/wp-content/uploads/2011/07/happy-family-locandina-200x287.jpg" alt="" width="200" height="287" /><div id=stars>3.5 out of 5 stars</div> / <div id=stars>4 out of 5 stars</div></p>
<p><strong>Genere:</strong> commedia</p>
<p><strong>Anno:</strong> 2010</p>
<p><strong>Regia:</strong> Gabriele Salvatores</p>
<p><strong>Visto: </strong>in DVD</p>
<blockquote><p>Due famiglie incrociano i destini a causa dei figli sedicenni caparbiamente decisi a sposarsi. Un banale incidente stradale catapulta il protagonista-narratore, Ezio, al centro di questo microcosmo, nel quale i genitori possono essere saggi, ma anche più sballati dei figli, le madri nevrotiche e coraggiose, le nonne inevitabilmente svampite, le figlie bellissime e i cani cocciuti e innamorati. In poche parole, due famiglie di oggi, che sfuggono alle catalogazioni e alle etichette, in evoluzione continua, in equilibrio precario, vive, felici e confuse.</p></blockquote>
<p>Happy Family è un film un pò particolare, che esce dagli schemi della recente commedia italiana: Ezio (Fabio De Luigi), ricco di famiglia e quindi non obbligato a lavorare, decide in un giorno di noia di scrivere una storia per farne un film. In perfetto stile Pirandelliano però, i personaggi sono esseri vivi, che escono dalla mente del narratore per vivere la loro storia. Sono i personaggi stessi a presentarsi, e a portarci all&#8217;interno della vicenda che inizia con due ragazzi, Filippo e Marta, appena sedicenni, che vogliono sposarsi a tutti i costi, e i componenti delle loro famiglie, entrambe benestanti anche se molto diverse. Ezio finisce per scontrarsi col suo racconto e farne parte, interpretando anch&#8217;esso un personaggio della storia e innamorandosi di Caterina. La storia sembra chiudersi in modo anomalo, con un finale aperto, ma a questo punto i personaggi si ribellano, chiedono di avere ognuno più spazio, e suggeriscono a Ezio che il cinema è finzione, e che nella finzione le storie devono essere a lieto fine. Ed è proprio questo il cuore del film, in cui la finzione è sottolineata da una bellissima fotografia, con colori ipersaturi e interni in cui tutto è tappezzato con lo stesso motivo,  inquadrature che non mettono i piedi per terra, restituendo una città incantata e, come ho già detto, i personaggi che parlano direttamente allo spettatore guardando in camera. La creazione e il prosieguo del suo racconto sembrano essere costantemente accompagnati da un senso di incertezza riguardo la sua riuscita. Alla fine egli sceglierà un finale che possa risultare gradevole per il pubblico e che faccia felici i protagonisti della storia.</p>
<p>Una commedia divertente ma anche una sorta di sarcasmo sottile (e qui scatta il vero significato di quest&#8217;ultima opera di Salvatores) tra ciò che appartiene al mondo dell&#8217;arte scenica e della finzione che deve necessariamente avere una trama ed una conclusione e ciò che invece rappresenta la nostra vita reale che spesso non ha nè l&#8217;una nè l&#8217;altra.</p>
<h4>Preferisco leggere o vedere un film che vivere&#8230; Nella vita non c&#8217;è una trama!<br />
&#8211; Groucho Marx</h4>
<h3>Frasi dal film</h3>
<p style="text-align: center;">&#8220;Non si può prendere in giro la gente, nei film come nella vita.&#8221;</p>
<p style="text-align: center;">&#8220;Il mio psicoanalista dice che nella vita non puoi fare il regista! Al massimo puoi fare l&#8217;attore.&#8221; (Caterina)</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="/wp-content/uploads/2011/07/happyfamily.jpg" target="_blank"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="2250" data-permalink="https://sonosololibri.it/happy-family/happyfamily/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/07/happyfamily.jpg" data-orig-size="1181,295" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Happy Family" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/07/happyfamily-320x80.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/07/happyfamily-700x175.jpg" class="aligncenter size-large wp-image-2250" title="Happy Family" src="/wp-content/uploads/2011/07/happyfamily-550x137.jpg" alt="" width="540" height="134" /></a></p>
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		<title>L&#8217;esercito delle dodici scimmie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ambra • Sonosololibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 21:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri Film]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[film fantascienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<em>Twelve Monkeys</em> è tratto dalla sceneggiatura di David e Janet Peoples (autori di script come <em>Blade Runner</em> di Ridley Scott e <em>Gli spietati</em> di Clint Eastwood) ed ispirato dal cortometraggio di Chris Marker <em>La Jetée</em>. Il film si presenta come un puzzle dai pezzi sparsi un po' dappertutto, dove l'unica tessera di riferimento a cui il Cole dovrà aggrapparsi è la fantomatica organizzazione denominata Esercito delle dodici scimmie, coinvolta più o meno direttamente nella responsabilità dell'inizio del contagio. Pochi elementi che dovranno essere approfonditi tra un continuo andirivieni tra passato, presente e futuro che metteranno alla frusta la fragile percezione della realtà del protagonista, arrivando persino a credere di essersi immaginato tutta la vicenda e di aver vissuto l'immensa allucinazione di uno schizofrenico.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="1024" data-permalink="https://sonosololibri.it/lesercito-delle-dodici-scimmie/lesercito-delle-dodici-scimmie-2/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/lesercito-delle-dodici-scimmie.jpg" data-orig-size="420,606" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="L&#8217;esercito delle dodici scimmie" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/lesercito-delle-dodici-scimmie-320x462.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/lesercito-delle-dodici-scimmie.jpg" class="alignleft size-medium wp-image-1024" title="L'esercito delle dodici scimmie" src="/wp-content/uploads/2011/04/lesercito-delle-dodici-scimmie-200x288.jpg" alt="" width="200" height="288" /><div id=stars>4 out of 5 stars</div></p>
<ul>
<li><strong>Titolo originale: </strong>Twelve monkeys</li>
<li><strong>Genere:</strong> fantascienza</li>
<li><strong>Anno:</strong> 1995</li>
<li><strong>Regia:</strong> Terry Gilliam</li>
<li><strong>Visto: </strong>in DVD</li>
</ul>
<div id=intro>Nel 2035 la gente vive un&#8217;altra dimensione. Milioni di esseri umani si sono estinti a causa di un virus mortale che ha infettato il mondo scoperto dal virologo premio Nobel Leland Goines. La superficie della Terra è diventata inabitabile e i pochi superstiti &#8211; il virologo, la sua equipe di scienziati e un gruppo di prigionieri &#8211; vivono nelle viscere di quella che fu Philadelphia. Uno dei prigionieri, James Cole, internato per volontà di Jeffrey, il folle figlio di Leland, e ossessionato da una visione infantile, viene scelto per una spedizione nel passato alla ricerca di informazioni. Con l&#8217;aiuto della psicologa Kathryn Railly, James dovrà fare luce sulla verità: cosa è successo al mondo e da dove proviene l&#8217;immagine che lo perseguita..</p>
<p align=center><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="971" data-permalink="https://sonosololibri.it/storie-di-ordinaria-follia/premio/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/premio.png" data-orig-size="50,46" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="premio" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/premio.png" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/premio.png" class="aligncenter size-full wp-image-971" title="premio" src="/wp-content/uploads/2011/04/premio.png" alt="" width="50" height="46" />Nomination all&#8217;oscar nel 1995 per miglior attore non protagonista (Brad Pitt) e costumi. Golden Globe nel 1996 a Brad Pitt come miglior attore non protagonista.</p>
</div>
<p><em>Twelve Monkeys</em> è tratto dalla sceneggiatura di David e Janet Peoples (autori di script come <em>Blade Runner</em> di Ridley Scott e <em>Gli spietati</em> di Clint Eastwood) ed ispirato dal cortometraggio di Chris Marker <em>La Jetée</em>. Il film si presenta come un puzzle dai pezzi sparsi un po&#8217; dappertutto, dove l&#8217;unica tessera di riferimento a cui il Cole dovrà aggrapparsi è la fantomatica organizzazione denominata Esercito delle dodici scimmie, coinvolta più o meno direttamente nella responsabilità dell&#8217;inizio del contagio. Pochi elementi che dovranno essere approfonditi tra un continuo andirivieni tra passato, presente e futuro che metteranno alla frusta la fragile percezione della realtà del protagonista, arrivando persino a credere di essersi immaginato tutta la vicenda e di aver vissuto l&#8217;immensa allucinazione di uno schizofrenico.</p>
<p>Bruce Willis, che ha decisamente il fisic du role per questo genere di personaggi, stavolta ci mostra non solo la fisicità, prevalente in molte altre sue interpretazioni, ma anche una connotazione psicologica forte, mostrandoci un uomo perennemente in bilico fra una sorprendente lucidità e la follia. Pitt si spoglia completamente dei canoni di bello per intepretare un vero schizofrenico, figlio di un noto immunologo, abbruttito e dallo sguardo completamente strabico. La capacità di mimica facciale, la gestualità e i continui cambi di tono della voce ne fanno secondo me una delle migliori interpretazioni della sua carriera o almeno una delle prime in cui ci si accorge realmente delle sue capacità di attore.</p>
<p>Forse antesignano dei vari film come <em>Shutter Island</em> dove si assiste al continuo ribaltamento dei ruoli tra chi è pazzo e chi è sano di mente, girato in stile retrò, molto più simile come colori e &#8220;accessori&#8221; a un Blade Runner (1981) piuttosto che a un Johnny Mnemonic (2005), e senza scadere in tecnologie fantascientifiche assolutamente improbabili, questa pellicola è davvero una bella prova sia da parte del regista che degli attori!</p>
<div class="su-spoiler su-spoiler-style-default su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed" data-scroll-offset="0" data-anchor-in-url="no"><div class="su-spoiler-title" tabindex="0" role="button"><span class="su-spoiler-icon"></span>ATTENZIONE!! Spoiler</div><div class="su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim">La sequenza finale del film all&#8217;aeroporto, sogno ricorrente del protagonista sin dall&#8217;inizio del film, dove un James Cole bambino assiste alla morte di se stesso da adulto, potrebbe far intuire una perfetta circolarità spazio-temporale, un eterno paradosso che sancisce la condanna definitiva dell&#8217;umanità a non essere mai salvata e quindi un&#8217;interpretazione estremamente pessimista del film. Abbastanza enigmatica è però la presenza di uno degli scienziati del futuro sul sedile accanto al dottor Peters sull&#8217;aereo in partenza: certamente non è riuscita a scongiurare il contagio, ormai iniziato nella hall dell&#8217;aereoporto, ma forse la prossima volta (o una delle prossime volte?) ci saranno possibilità più alte affinchè l&#8217;untore sia fermato..</div></div>
<h3>Frasi dal film</h3>
<p style="text-align: center;">Lo sai che cosa è pazzo? Pazzo è quello che impone la maggioranza. (Jeffrey Goines)</p>
<p style="text-align: center;">In effetti siamo pochi qui. Siamo pochi ad essere malati di mente qui. Non parlo di te, magari tu sei, chessò, tu sei veramente, schizzato come un cavallo. Ma non è per questo che sei qui. Non sei qui per questo! Non sei qui per questo! Sei qui a causa del Sistema. Vedi la televisione? È tutta lì la questione, tutta lì la questione. Guarda-ascolta-inginocchiati-prega! La pubblicità! Non produciamo più niente, non serviamo più a niente. È tutto automatizzato, che cazzo ci stiamo a fare allora? Siamo dei consumatori, Jim! Ah&#8230; ok, ok, compri un sacco di roba da bravo cittadino. Però se non la compri che succede? Se non la compri che cosa sei, ti chiedo! Che cosa. Un malato! Mentale. È un fatto Jim, un fatto. Se non compri la carta igienica, una macchina nuova, un frullatore computerizzato, un attrezzo elettrico per orgasmi multipli, un impianto stereo con le cuffie che ti spappolano il cervello, cacciaviti con impianti radar miniaturizzati-incorporati, computer ad attivazione vocale&#8230; (Jeffrey Goines)</p>
<p style="text-align: center;">Io non penso che la mente umana possa esistere in due diverse&#8230; com&#8217;è che le chiamate?&#8230; dimensioni? Sarebbe troppo stressante, dovete convincervene. Confonderemmo quello che è reale con quello che non lo è. (James Cole)</p>
<h3>Il segnaframe</h3>
<p><a href="/wp-content/uploads/2011/04/dodici-scimmie.jpg" target="_blank"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="1033" data-permalink="https://sonosololibri.it/lesercito-delle-dodici-scimmie/dodici-scimmie/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/dodici-scimmie.jpg" data-orig-size="1181,295" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="L&#8217;esercito delle dodici scimmie" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/dodici-scimmie-320x80.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/dodici-scimmie-700x175.jpg" class="aligncenter size-large wp-image-1033" title="L'esercito delle dodici scimmie" src="/wp-content/uploads/2011/04/dodici-scimmie-550x137.jpg" alt="" width="540" height="134" /></a></p>
[amz-related-products search_index=&#8217;DVD&#8217; keywords=&#8217;Terry Gilliam&#8217; unit=&#8217;grid&#8217;]
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		<title>Monty Python and the Holy Grail</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ambra • Sonosololibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 22:14:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri Film]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[film commedia]]></category>
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					<description><![CDATA[Prima di dire qualcosa su questo film devo fare due premesse.
Premessa n° 1: il film è stato scritto, interpretato e diretto dal gruppo comico inglese dei Monty Python durante una pausa tra la terza e la quarta serie del loro popolare show sulla BBC "Monty Python's Flying Circus". E' un film a bassissimo costo basato su un soggetto definito e pieno di invenzioni comiche per sopperire alla mancanza di fondi come, ad esempio, noci di cocco per imitare gli scalpiti degli zoccoli dei cavalli o un il mostro della grotta che, invece di essere reale, è  disegnato da Gilliam, uno dei registi.
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="781" data-permalink="https://sonosololibri.it/monthy-python-and-the-holy-grail/monty-python/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/monty-python.jpg" data-orig-size="288,425" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="monty python" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/monty-python.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/monty-python.jpg" class="alignleft size-medium wp-image-781" title="monty python" src="/wp-content/uploads/2011/04/monty-python-200x295.jpg" alt="" width="200" height="295" /><div id=stars>3.5 out of 5 stars</div></p>
<ul>
<li><strong>Genere:</strong> commedia</li>
<li><strong>Anno:</strong> 1975</li>
<li><strong>Regia:</strong> Terry Gilliam, Terry Jones</li>
<li><strong>Visto: </strong>in DVD</li>
</ul>
<div id=intro>Re Artù viaggia per l&#8217;Inghilterra cercando di reclutare i cavalieri per  la sua tavola rotonda di Camelot. Senza neanche un cavallo (ma con uno  scudiero che simula il rumore degli zoccoli con noci di cocco) trova  Lancillotto, Galahad e tutti gli altri: a quel punto Dio in persona lo  incarica di ritrovare il Sacro Graal.</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prima di dire qualcosa su questo film devo fare due premesse.<br />
Premessa n° 1: il film è stato scritto, interpretato e diretto dal gruppo comico inglese dei Monty Python durante una pausa tra la terza e la quarta serie del loro popolare show sulla BBC &#8220;Monty Python&#8217;s Flying Circus&#8221;. E&#8217; un film a bassissimo costo basato su un soggetto definito e pieno di invenzioni comiche per sopperire alla mancanza di fondi come, ad esempio, noci di cocco per imitare gli scalpiti degli zoccoli dei cavalli o un il mostro della grotta che, invece di essere reale, è  disegnato da Gilliam, uno dei registi.</p>
<p>Premessa n°2: <strong>non guardatelo in italiano</strong>. Il doppiaggio è stato diretto ed eseguito dal Bagaglino ed è orrendo. Guardandolo in italiano non riuscivo a capire come questo potesse rientrare nella classifica dei 100 film da vedere assolutamente.<em> Switchando</em> poi all&#8217;inglese, ho capito. Non solo le battute sono cambiate, per ovvie necessità di traduzione dall&#8217;inglese, ma il senso della storia è in parte stravolto dalla traduzione. Inoltre molti personaggi sono caratterizzati dall&#8217;uso del dialetto, che risulta decisamente eccessivo e sconsiderato.</p>
<p>Detto questo devo dire che il film è abbastanza sgangherato. Si sente forte l&#8217;impatto del budget bassissimo, che però gli dona una nota strampalata che lo rende ancor più divertente. La storia, i personaggi e le gag sono tutte da ridere! Se si cercano ricchezza di gag, ritmo, gusto per il grottesco e anarchia, questo è il film giusto! Forse non lo metterei nei miei 100 migliori film della storia, ma mi sento comunque di consigliarlo in lingua originale (magari coi sottotitoli), decisamente meno tradotto in italiano!</p>
<p>Buon coniglio mannaro!</p>
<h3>Il segnaframe</h3>
<p><a href="/wp-content/uploads/2011/04/monty-python-segna.jpg" target="_blank"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="790" data-permalink="https://sonosololibri.it/monthy-python-and-the-holy-grail/monty-python-segna/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/monty-python-segna.jpg" data-orig-size="1181,295" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="monty python segna" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/monty-python-segna-320x80.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/04/monty-python-segna-700x175.jpg" class="aligncenter size-large wp-image-790" title="monty python segna" src="/wp-content/uploads/2011/04/monty-python-segna-550x137.jpg" alt="" width="540" height="134" /></a><br />
[amz-related-products search_index=&#8217;DVD&#8217; keywords=&#8217;Monty Python&#8217; unit=&#8217;grid&#8217;]
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		<title>Grindhouse &#8211; A prova di morte</title>
		<link>https://sonosololibri.it/grindhouse-a-prova-di-morte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ambra • Sonosololibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 22:41:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri Film]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[film horror]]></category>
		<category><![CDATA[film slasher]]></category>
		<category><![CDATA[Quentin Tarantino]]></category>
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					<description><![CDATA[Nato inizialmente proprio con questo concetto, e per essere proiettato insieme al film di Rodriguez <em>Planet Terror</em>, Grindhouse ha purtroppo ricosso uno scarso successo commerciale negli USA, che ha fatto sì che per molti mercati esteri, come in Italia, i produttori dividessero i due film proiettandoli come prodotti a sè stanti. Ed è proprio così che ci siamo ritrovati nelle sale un Death Proof più lungo di mezz'ora, senza alcuna traccia del film diretto da Robert Rodriguez né dei famigerati “finti trailer” che intervallavano i due film nell'edizione originale. Posto che Death proof è un oggetto difficile da cogliere se privato del sopracitato contesto, e che a tutti noi non può che dispiacere del barbaro sezionamento di un progetto così interessante, il Tarantino cinefilo e appassionato dei B-movie si regala comunque la possibilità di girare un film in cui si utilizzano i-pod e cellulari ma in cui i colori, le rigature, gli stessi salti di fotogramma sembrano quelli di un film del 1977 non troppo ben conservato. Fin qui tutto bene perché il godimento è elevato. Lo è anche nelle esplosioni di violenza che trovano il loro spazio nel terzo finale di ognuna delle due parti in cui è diviso il film.
Solo che per giungere a ciò si devono sorbire lunghe, tarantiniane chiacchierate. Si tratta senza dubbio dell'ennesima provocazione del luciferino Quentin (che compare come sempre in un cameo): volete l'azione? Volete lo splatter? Aspettate. I tarantiniani doc sono pronti a tutto e quindi apprezzeranno.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft" src="http://filmup.leonardo.it/posters/loc/500/grindhouse.jpg" alt="" width="210" height="300" /><br />
<div id=stars>4 out of 5 stars</div></p>
<ul>
<li><strong>Titolo Originale:</strong> Grindhouse &#8211; Death proof</li>
<li><strong>Genere:</strong> thriller, slasher</li>
<li><strong>Anno:</strong> 2007</li>
<li><strong>Regia:</strong> Quentin Tarantino</li>
</ul>
<div id="intro">Per la DJ più richiesta di Austin, Jungle Julia (Sydney Tamiia Poitier), il crepuscolo è il momento migliore per rilassarsi in compagnia di due delle sue migliori amiche, Shanna e Arlene (Jordan Ladd e Vanessa Ferlito). Insieme, le tre bellezze si lanciano alla conquista della notte, facendo girare la testa a tutti quelli che incontrano, passando da Guero&#8217;s al Texas Chili Parlor. Ma non tutti gli sguardi che attirano sono innocenti: infatti, a seguire di soppiatto ogni loro mossa c&#8217;è anche Stuntman Mike (Kurt Russell), uno stagionato e attempato ribelle pieno di cicatrici che sorride con atteggiamento lascivo seduto al volante della sua auto. E mentre le ragazze consumano le loro birre, scorgiamo poco distante il possente e rovente bisonte della strada di Mike&#8230;</div>
<p>La pellicola è graffiata, l&#8217;audio gracchia e vi sono perfino immagini in bianco e nero ed evidenti mancanze di fotogrammi. Come il titolo suggerisce, sembra proprio di essere tornati ai tempi in cui esplose negli Stati Uniti la mania per le <strong>grindhouse</strong>, ovvero sale cinematografiche ormai decrepite dove venivano proiettati film di serie B a basso costo.</p>
<p>Nato inizialmente proprio con questo concetto, e per essere proiettato insieme al film di Rodriguez <em>Planet Terror</em>, Grindhouse ha purtroppo riscosso uno scarso successo commerciale negli USA, che ha fatto sì che per molti mercati esteri, come in Italia, i produttori dividessero i due film proiettandoli come prodotti a sè stanti. Il risultato è un Death Proof stiracchiato per essere più lungo di mezz&#8217;ora, senza alcuna traccia del film diretto da Robert Rodriguez né dei famigerati “finti trailer” che intervallavano i due film nell&#8217;edizione originale. Posto che Death proof è un oggetto difficile da cogliere se privato del sopracitato contesto, e che a tutti noi non può che dispiacere del barbaro sezionamento di un progetto così interessante, il Tarantino cinefilo e appassionato dei B-movie si regala comunque la possibilità di girare un film in cui si utilizzano i-pod e cellulari ma in cui i colori, le rigature, gli stessi salti di fotogramma sembrano quelli di un film del 1977 non troppo ben conservato. Fin qui tutto bene perché il godimento è elevato. Lo è anche nelle esplosioni di violenza che trovano il loro spazio nel terzo finale di ognuna delle due parti in cui è diviso il film.<br />
Solo che per giungere a ciò si devono sorbire lunghe, tarantiniane chiacchierate. Si tratta senza dubbio dell&#8217;ennesima provocazione del luciferino Quentin (che compare come sempre in un cameo): volete l&#8217;azione? Volete lo splatter? Aspettate. I tarantiniani doc sono pronti a tutto e quindi apprezzeranno.</p>
<p>Tarantino si cita e si ricita, omaggia gli stuntman e il loro lavoro che ha reso possibile molti dei suoi film, omaggia il vintage a discapito dei nuovi effetti speciali, e poi si cita di nuovo. La macchina di Kim è verniciata coi colori di Kill Bill, e su un lato si nota la scritta “Lil Pussy Wagon” evidente riferimento al pick up guidato dalla Sposa. La stessa Zoe Bell, stuntwoman che appare nella seconda parte del film, è stata la controfigura di Uma Thurman in sempre Kill Bill. I riferimenti a questo film non sono finiti: in uno dei cartelloni che pubblicizzano la sua stazione radio, Jungle Julia indossa la tuta di Kill Bill vol. 1. Una delle canzone contenute nel jukebox del Texas Chili Parlor è Misirlou, il tema principale di Pulp Fiction.</p>
<p>I tutta la lentezza di un film stiracchiato in durata per esigenze cinematografiche e monco del suo concetto portante, Grindhouse rimane comunque un piacevole intrattenimento che comunque non deluderà i fan più sfegatati, abituati ai &#8220;tarantisnismi&#8221; che precedono lo splatter.</p>
<p>Detto questo, volevo fare una nota a tutte le varie emittenti televisive che, in seconda se non in terza serata, trasmettono questo genere di film: perchè tagliare le scene? Cioè, siamo in seconda serata, è mezzanotte, i pargoli sono a letto, e avete deciso di passare un film di Tarantino, che notoriamente è dialoghi e budella. Se mi togliete le budella è finita eh.</p>
<h3>Il segnaframe</h3>
<p><a href="/wp-content/uploads/2011/03/grindhouse1-e1519052421320.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="111" data-permalink="https://sonosololibri.it/grindhouse-a-prova-di-morte/grindhouse-2/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/grindhouse1-e1519052421320.jpg" data-orig-size="1181,295" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="grindhouse" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/grindhouse1-e1519052421320-320x80.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/grindhouse1-e1519052421320-700x175.jpg" class="aligncenter wp-image-111 size-large" title="grindhouse" src="/wp-content/uploads/2011/03/grindhouse1-e1519052421320-700x175.jpg" alt="" width="700" height="175" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/grindhouse1-e1519052421320-700x175.jpg 700w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/grindhouse1-e1519052421320-320x80.jpg 320w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/grindhouse1-e1519052421320-601x150.jpg 601w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/grindhouse1-e1519052421320-768x192.jpg 768w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/grindhouse1-e1519052421320-150x37.jpg 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/grindhouse1-e1519052421320-710x177.jpg 710w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/grindhouse1-e1519052421320-160x40.jpg 160w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/grindhouse1-e1519052421320-1168x292.jpg 1168w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/grindhouse1-e1519052421320.jpg 1181w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
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		<title>Frankenstein Junior</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ambra • Sonosololibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 20:06:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri Film]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[film commedia]]></category>
		<category><![CDATA[Frankenstein]]></category>
		<category><![CDATA[Mel Brooks]]></category>
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					<description><![CDATA[5 out of 5 stars Titolo Originale: Young Frankenstein Genere: commedia, parodia Anno: 1974 Regia: Mel Brooks Visto: al Teatro Cinema Politeama (Poggibonsi &#8211; SI) in occasione del Legend Film Festival Frederick (Gene Wilder), nipote del dottor Frankenstein, è piuttosto pessimista sulla propria ascendenza, ma eredita il castello avito e vi si reca, trovando il gobbo assistente Ygor (Marty Feldman) e la voglia di ripetere gli esperimenti del nonno. Il risultato è la nascita di una nuova creatura (Peter Boyle). [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="220" data-permalink="https://sonosololibri.it/219/600full-young-frankenstein-poster/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/600full-young-frankenstein-poster.jpg" data-orig-size="344,500" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Frankenstein Junior" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/600full-young-frankenstein-poster-320x465.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/600full-young-frankenstein-poster.jpg" class="alignleft size-medium wp-image-220" title="600full-young-frankenstein-poster" src="/wp-content/uploads/2011/03/600full-young-frankenstein-poster-200x290.jpg" alt="" width="200" height="290" /><div id=stars>5 out of 5 stars</div></p>
<ul>
<li><strong>Titolo Originale:</strong> Young Frankenstein</li>
<li><strong>Genere:</strong> commedia, parodia</li>
<li><strong>Anno:</strong> 1974</li>
<li><strong>Regia:</strong> Mel Brooks</li>
<li><strong>Visto: </strong>al Teatro Cinema Politeama (Poggibonsi &#8211; SI) in occasione del <strong>Legend Film Festival</strong></li>
</ul>
<div id="intro">
<p>Frederick (Gene Wilder), nipote del dottor Frankenstein, è piuttosto pessimista sulla propria ascendenza, ma eredita il castello avito e vi si reca, trovando il gobbo assistente Ygor (Marty Feldman) e la voglia di ripetere gli esperimenti del nonno. Il risultato è la nascita di una nuova creatura (Peter Boyle).</p>
<p>Nomination all&#8217;Oscar (1974) per miglior sceneggiatura non originale e miglior suono. Nomination al Golden Globe (1975) per miglior attrice e miglior attrice non protagonista
</p></div>
<p><strong>**VECCHIO MATERIALE DA RIVEDERE**</strong></p>
<p>&#8220;Frankenstein Junior&#8221; è uno stracult del cinema comico, la parodia dei film di genere horror e fantascienza per eccellenza, uno dei film più famosi della storia del cinema, considerato dai più addirittura un capolavoro. Questo film di Mel Brooks è tanto lodato ed amato per essere sorprendentemente intelligente, brillante e divertente, per essere addirittura dotato di un umorismo vitale e sano, che non ha nulla a che vedere con la comicità volgare contemporanea di casa nostra. Un umorismo che a distanza di ben 36 anni ancora fa colpo, esalta e sorprende. La risata viene da battute originali e memorabili, da gag azzeccate e gustose e da una satira assolutamente intelligente. I personaggi poi sono tutti particolari e caratteristici, veramente nessuno escluso. Tutti fanno infatti la loro grossa figura, dal Dr. Frederick Frankenstein alla Creatura, da Igor a Inga, da Frau Blucher al cieco eremita (in cui troviamo un irriconoscibile Gene Hackman) passando per l&#8217;ispettore Kemp. Un film intelligentemente divertente, spassoso, esilarante e gustoso. Ottima la scelta del bianco e nero che rende la scenografia e l&#8217;atmosfera davvero suggestiva, così come evocativa di quei vecchi film horror hollywoodiani.</p>
<h3>Frasi dal film</h3>
<p>Da quel fatale giorno in cui fetidi pezzi di melma fuoriuscirono dalle acque ed urlarono alle fredde stelle: &#8220;io sono l&#8217;uomo&#8221; il nostro grande terrore è stato sempre la conoscenza della nostra mortalità, ma stanotte lanceremo il guanto della scienza contro lo spaventoso volto della morte stessa, stanotte noi ascenderemo nell&#8217;alto dei cieli, sfideremo il terremoto, comanderemo il tuono, e penetreremo fino nel grembo dell&#8217;impervia natura che ci circonda. (Frederick)</p>
<h3>Il segnaframe</h3>
<p><a href="/wp-content/uploads/2011/03/frankenstein-e1519035330140.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="226" data-permalink="https://sonosololibri.it/219/frankenstein/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/frankenstein-e1519035330140.jpg" data-orig-size="1181,295" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Frankenstein junior" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/frankenstein-e1519035330140-320x80.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/frankenstein-e1519035330140-700x175.jpg" class="alignnone wp-image-226 size-large" title="Frankenstein junior" src="/wp-content/uploads/2011/03/frankenstein-e1519035330140-700x175.jpg" alt="" width="700" height="175" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/frankenstein-e1519035330140-700x175.jpg 700w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/frankenstein-e1519035330140-320x80.jpg 320w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/frankenstein-e1519035330140-601x150.jpg 601w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/frankenstein-e1519035330140-768x192.jpg 768w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/frankenstein-e1519035330140-150x37.jpg 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/frankenstein-e1519035330140-710x177.jpg 710w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/frankenstein-e1519035330140-160x40.jpg 160w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/frankenstein-e1519035330140-1168x292.jpg 1168w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/frankenstein-e1519035330140.jpg 1181w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
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		<title>Juno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ambra • Sonosololibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 May 2010 14:33:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri Film]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Jason Reitman]]></category>
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					<description><![CDATA[4 out of 5 stars Titolo originale: Juno Genere: commedia Anno: 2007 Regia: Jason Reitman Visto: in DVD Juno MacGuff (Ellen Page), é un&#8217;adolescente schietta e sicura di sé che riesce a mantenere il controllo sulla sua vita con apparente indifferenza e distacco mentre vive tutti i turbamenti emotivi di una gravidanza che la traghetterà dall&#8217;adolescenza all&#8217;età adulta; in realtà, dietro un&#8217;apparente forza e leggerezza si nasconde una teenager che sta semplicemente cercando di capire cosa fare. Un pomeriggio noioso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/wp-content/uploads/2011/03/juno.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="358" data-permalink="https://sonosololibri.it/juno/juno/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/juno.jpg" data-orig-size="484,755" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Juno" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/juno-320x500.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2011/03/juno-449x700.jpg" class="alignleft size-medium wp-image-358" title="Juno" src="/wp-content/uploads/2011/03/juno-200x311.jpg" alt="" width="200" height="311" /></a><div id=stars>4 out of 5 stars</div></p>
<p><strong>Titolo originale:</strong> Juno</p>
<p><strong>Genere:</strong> commedia</p>
<p><strong>Anno:</strong> 2007</p>
<p><strong>Regia:</strong> Jason Reitman</p>
<p><strong>Visto: </strong>in DVD</p>
<blockquote><p>Juno MacGuff (Ellen Page), é un&#8217;adolescente schietta e sicura di sé che riesce a mantenere il controllo sulla sua vita con apparente indifferenza e distacco mentre vive tutti i turbamenti emotivi di una gravidanza che la traghetterà dall&#8217;adolescenza all&#8217;età adulta; in realtà, dietro un&#8217;apparente forza e leggerezza si nasconde una teenager che sta semplicemente cercando di capire cosa fare. Un pomeriggio noioso come tanti si trasforma in qualcosa di diverso quando Juno decide di fare sesso con Bleeker (Michael Cera) un ragazzo timido e riservato. Ma quando scopre di essere incinta, con la collaborazione della sua migliore amica Leah (Olivia Thirlby) Juno escogita un piano per trovare una perfetta coppia di genitori per il bambino che porta in grembo. Dopo qualche ricerca, le due ragazzine mettono gli occhi su Mark e Vanessa Loring (Jason Bateman e Jennifer Garner), una benestante coppia che vive nei quartieri alti e che sta cercando di avere un bambino in adozione. Per sua fortuna, Juno può contare sull&#8217;aiuto ed il sostegno del padre e della matrigna (J.K. Simmons e Allison Janney) i quali, dopo lo shock iniziale le danno tutto l&#8217;appoggio di cui ha bisogno. Ma quando sta per arrivare la fatidica data del parto, la vita apparentemente perfetta ed idilliaca di Mark e Vanessa comincia a mostrare qualche crepa&#8230;</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un film che tratta finalmente in maniera non bigotta il tema di un&#8217;adolescente incinta, che anzichè vergognarsi di quel che le è successo, fa della sua enorme pancia un elemento di protesta ed una sfida alle convenzioni. Juno è una ragazza forte, e le sue battute fuori dalle righe spesso strappano delle risate. E&#8217; sempre fuori luogo e allo stesso tempo l&#8217;unica così matura da rendersi conto di ciò che le sta succedendo e di ciò che le gravita attorno. Molto molto bella anche la colonna sonora, giocata fra atmosfere neo-country e la musica rock dei <em>Sonic Youth</em>, che riesce a dare al film quell&#8217;atmosfera onirica e trasognata impossibile da riprodurre. In certi tratti l&#8217;ho trovato lievemente troppo disimpegnato, ma mai moralista o stereotipato.</p>
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