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	<title>Wallace David Foster &#8211; SonoSoloLibri</title>
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		<title>Una cosa divertente che non farò mai più &#8211; David Foster Wallace</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Aug 2019 10:27:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<h3>Un reportage davvero divertente su una cosa presumibilmente divertente</h3>
Nel 1995 David Foster Wallace viene chiamato dalla rivista Harper’s a scrivere un reportage su una settimana di vacanza extra lusso a bordo di una nave da crociera, la Zenith, prontamente e non casualmente rinominata Nadir.
Il risultato è "Una cosa divertente che non farò mai più", un ironico e sagace resoconto di questo bizzarro microcosmo, fatto di signore delle pulizie invisibili, orrende camicie hawaiane, camerieri con sorrisi al botulino, ponti con nomi improbabili, passeggeri viziati “fino a uno stato uterino di nullafacenza”, coccolati, riveriti e, soprattutto, spinti dall’intero equipaggio a perseguire in ogni forma e con ogni mezzo un totale relax e un divertimento che è stato promesso -e sarà a tutti i costi- sfrenato.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">[&#8230;] Ho visto spiagge di zucchero e un&#8217;acqua di un blu limpidissimo. Ho visto in completo casual da uomo tutto rosso col bavero svasato. Ho sentito il profumo che ha l&#8217;olio abbronzante quando è spalmato su oltre dieci tonnellate di carne umana bollente. Sono stato chiamato &#8220;Mister&#8221; in tre diverse nazioni. Ho guardato cinquecento americani benestanti muoversi a scatti ballando l&#8217;Electric Slide.<br>&#8212; incipit</p></blockquote>



<p>Cosa ci fa un (semi)agorafobico su una nave da crociera?</p>



<p>Nel 1995 David Foster Wallace viene chiamato dalla rivista Harper’s a scrivere un reportage su una settimana di vacanza extra lusso a bordo di una nave da crociera, la Zenith, prontamente e non casualmente rinominata Nadir.<br>Il risultato è &#8220;<em><a href="https://amzn.to/2sD5AQO" target="_blank" aria-label=" (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener nofollow" class="ek-link">Una cosa divertente che non farò mai più</a></em>&#8220;, un ironico e sagace resoconto di questo <strong>bizzarro microcosmo</strong>, fatto di signore delle pulizie invisibili, orrende camicie hawaiane, camerieri con sorrisi al botulino, ponti con nomi improbabili, passeggeri viziati “fino a uno stato uterino di nullafacenza”, coccolati, riveriti e, soprattutto, spinti dall’intero equipaggio a <strong>perseguire in ogni forma e con ogni mezzo</strong> un totale relax e un divertimento che è stato promesso -e sarà a tutti i costi- sfrenato.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><a href="https://amzn.to/2sD5AQO" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow"><img decoding="async" width="154" height="231" data-attachment-id="11071" data-permalink="https://sonosololibri.it/recensioni/una-cosa-divertente-che-non-faro-mai-piu-david-foster-wallace/base-libro-1-2/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/12/base-libro-1.jpg" data-orig-size="154,231" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="base-libro-1" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/12/base-libro-1.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/12/base-libro-1.jpg" src="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/12/base-libro-1.jpg" alt="" class="wp-image-11071" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/12/base-libro-1.jpg 154w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/12/base-libro-1-100x150.jpg 100w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/12/base-libro-1-150x225.jpg 150w" sizes="(max-width: 154px) 100vw, 154px" /></a></figure></div>



<p>In realtà il titolo inglese dell&#8217;opera dà un indizio in più sul contenuto di questo esilarante reportage: &#8220;a supposedly fun thing i&#8217;ll never do again&#8221;, ovvero Una cosa <strong><em>presumibilmente</em> </strong>divertente che non farò mai più.</p>



<p>Con la sua potente e profonda capacità di analizzare le storture dell’animo umano, ma anche&nbsp;conscio delle proprie idiosincrasie e paranoie, di cui non fa mistero, Wallace solleva il velo per mostrarci i dietro le quinte di questa “macchina-da-vacanza-indimenticabile”: non solo le viscere della nave, che diviene quasi un vero e proprio essere vivente, ma anche il <strong>caleidoscopico e grottesco bestiario di umanità</strong> che si cela dietro a passeggeri ed equipaggio.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ho sentito cittadini americani maggiorenni e benestanti che chiedevano all’Ufficio Relazioni con gli Ospiti se per fare snorkeling c’è bisogno di bagnarsi, se il tiro al piattello si fa all’aperto, se l’equipaggio dorme a bordo e a che ora è previsto il Buffet di Mezzanotte.</p></blockquote>



<p>Senza dimenticare le&nbsp;immancabili note (in 151&nbsp;pagine ce ne sono ben 137), David Foster Wallace si dimostra ancora una volta <strong>una&nbsp;creatura&nbsp;straordinaria</strong>, capace, nella sua fragilità, di scrivere un&#8217;esilarante e lucida&nbsp;analisi di una delle gemme del sogno americano, qui venduto sotto forma di una lussuosa cabina tre per quattro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Frasi dal libro</h2>



<p>In queste crociere extralusso di massa c&#8217;è qualcosa di insopportabilmente triste. Come la maggior parte delle cose insopportabilmente tristi, sembra che abbia cause inafferrabili e complicati ed effetti semplicissimi: a bordo della Nadir &#8211; soprattutto la notte, quando il divertimento organizzato, le rassicurazioni e il rumore dell&#8217;allegria cessavano &#8211; io mi sentivo disperato. Ormai è una parola abusata e banale, disperato, ma è una parola seria, e la sto usando seriamente. Per me indica una semplice combinazione &#8211; uno strano desiderio di morte, mescolato a un disarmante senso di piccolezza e futilità che si presenta come paura della morte. Forse si avvicina a quello che la gente chiama terrore o angoscia. Ma non è neanche questo. E&#8217; più come avere il desiderio di morire per sfuggire alla sensazione insopportabile di prendere coscienza di quanto si è piccoli e deboli ed egoisti e destinati senza alcun dubbio alla morte. E viene voglia di buttarsi giù dalla nave. (pag. 13)<br><br>Una seconda signora addetta al Controllo Folle della Celebrity ha un megafono e continua a ripetere instancabilmente di non preoccuparci delle valigie, che ci raggiungeranno più tardi, e sono il solo, a quanto pare, a trovare la cosa agghiacciante nel suo involontario richiamo alla scena della partenza per Auschwitz di&nbsp;Schindler&#8217;s List. (p. 28)<br><br>Ora, io ho trentatré anni, e sento di aver già vissuto tanto e che ogni giorno passa sempre più velocemente. Ogni giorno sono costretto a compiere una serie di scelte su cosa è bene o importante o divertente, e poi devo convivere con l&#8217;esclusione di tutte le altre possibilità che quelle scelte mi precludono. E comincio a capire che verrà un momento in cui le mie scelte si restringeranno e quindi le preclusioni si moltiplicheranno in maniera esponenziale finché arriverò a un qualche punto di qualche ramo di tutta la sontuosa complessità ramificata della vita in cui mi ritroverò rinchiuso e quasi incollato su di un unico sentiero e il tempo mi lancerà a tutta velocità attraverso vari stadi di immobilismo e atrofia e decadenza finché non sprofonderò per tre volte, tante battaglie per niente, trascinato dal tempo. E&#8217; terribile. Ma dal momento che saranno proprio le mie scelte a immobilizzarmi, sembra inevitabile, se voglio diventare maturo, fare delle scelte, avere rimpianti per le scelte non fatte e cercare di convivere con essi.<br><br>Sono tutti quel tipo di uomini che sembra stiano fumando il sigaro anche quando non stanno fumando il sigaro. (pag. 113)</p>
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