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	<title>Cavalli Giulio &#8211; SonoSoloLibri</title>
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	<description>e un gatto. Tutto il resto è desistenza.</description>
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		<title>Carnaio &#8211; Giulio Cavalli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ambra • Sonosololibri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2019 08:59:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cadaveri]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[città immaginaria]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio cavalli]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura italiana]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Campiello]]></category>
		<category><![CDATA[Sud Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<h3>Un romanzo crudo ma necessario</h3>
Un corpo riverso nel mare, quel mare dove tutto ciò che galleggia, che siano pesci, gabbiani o buste di plastica, è per forza morto. La pelle sbiadita dall'acqua, ma con lineamenti chiaramente diversi e di un colore "altro", la pelle di qualcuno che viene da "un altro mare".

E' così che inizia l'incubo di DF, fittizia -ma forse non troppo- cittadina del sud Italia. A quel cadavere senza nome e senza provenienza se ne aggiunge presto un altro, poi due, poi tre, finché non iniziano ad arrivare a intere ondate, migliaia e migliaia di corpi trascinati dal mare che si riversano senza sosta in città. Venuti da non si sa dove, quelli, e poco importa ai cittadini che non hanno tempo di farsi domande.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Erano quattro i cadaveri. [&#8230;]<br>Altri due come gli altri, sbiaditi e stranieri. Lo spazzino disse che per fortuna non gli avevano mica fatto tanto effetto, solo un giramento di testa, nel vederli così diversi, così altri, mica come noi. </p><cite>&#8212; pag. 36</cite></blockquote>



<p>Un corpo riverso nel mare, quel mare dove <strong>tutto ciò che galleggia</strong>, che siano pesci, gabbiani o buste di plastica, <strong>è per forza morto</strong>. La pelle sbiadita dall&#8217;acqua, ma con lineamenti chiaramente diversi e di un colore &#8220;altro&#8221;, la pelle di qualcuno che viene da &#8220;<em>un altro mare</em>&#8220;.</p>



<p>E&#8217; così che inizia l&#8217;incubo di DF, fittizia -ma forse non troppo- cittadina del sud Italia. A quel cadavere senza nome e senza provenienza se ne aggiunge presto un altro, poi due, poi tre, finché non iniziano ad arrivare a <strong>intere ondate</strong>, migliaia e migliaia di corpi trascinati dal mare che si riversano senza sosta in città. Venuti da non si sa dove, <em><strong>quelli</strong></em>, e poco importa ai cittadini che non hanno tempo di farsi domande.</p>



<p><a href="https://amzn.to/2uEisqN" target="_blank" aria-label="Carnaio (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener nofollow" class="ek-link">Carnaio</a> è un romanzo agghiacciante, crudissimo, che richiede <strong>una certa dose di pelo sullo stomaco</strong>. Quella davanti a cui si trova DF è una catastrofe a cui lo Stato non sa come rispondere, tentenna, chiede tempo. Ma di tempo non ce n&#8217;è, le strade della città sono invase dalla morte che imputridisce e così, <strong>nella scelta obbligata tra </strong><em><strong>noi</strong></em><strong> e </strong><em><strong>quelli</strong></em>, i cittadini di DF scelgono il <em>noi</em>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img decoding="async" data-attachment-id="10718" data-permalink="https://sonosololibri.it/recensioni/carnaio-giulio-cavalli/migrants-death/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/10/migrants-death.jpg" data-orig-size="700,394" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="migrants death" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/10/migrants-death-320x180.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/10/migrants-death.jpg" src="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/10/migrants-death-700x394.jpg" alt="" class="wp-image-10718"/></figure></div>



<p>Cavalli mette in scena uno scenario asfissiante, una drammatica e  raccapricciante escalation in cui <strong>l&#8217;asticella della moralità viene spostata sempre un pochino più in basso</strong>, in cui l&#8217;orrore diventa necessità e di necessità -si sa- si fa virtù, in cui la disumanizzazione cavalca l&#8217;onda del malcontento in un incalzante ribaltamento dei valori.</p>



<p>Devo confessare che durante la lettura ho avuto dei dubbi sul come certe cose venissero proposte, quasi fossero giudicate a priori giuste o sbagliate in una situazione in cui però non venivano offerte alternative, <strong>in cui sarebbe umanamente difficile scegliere</strong>. Insomma ho avuto la fastidiosa sensazione che la mia scelta volesse essere pilotata verso l&#8217;una o l&#8217;altra fazione.</p>



<p>Ragionandoci a mente fredda però, mi sono resa conto che il punto del libro è proprio questo: <strong>il lettore viene messo davanti al continuo dubbio morale</strong> tra chi abbia ragione e chi torto, alla ricerca del confine tra giusto e sbagliato, tra cosa è umano e cosa è necessario, tra moralità e moralismo.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ciò che è universalmente detestabile con il tempo diventa accettato e finisce per essere desiderato.</p></blockquote>



<div class="wp-block-image buyamazon"><figure class="alignleft size-amazon-thumbnail"><a href="https://amzn.to/30XUzqu" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer"><img decoding="async" width="160" height="224" data-attachment-id="10713" data-permalink="https://sonosololibri.it/recensioni/carnaio-giulio-cavalli/carnaio-giulio-cavalli/" data-orig-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/10/carnaio-giulio-cavalli.jpg" data-orig-size="552,773" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="carnaio giulio cavalli" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/10/carnaio-giulio-cavalli-320x448.jpg" data-large-file="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/10/carnaio-giulio-cavalli-500x700.jpg" src="https://www.sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/10/carnaio-giulio-cavalli-160x224.jpg" alt="" class="wp-image-10713" title="" srcset="https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/10/carnaio-giulio-cavalli-160x224.jpg 160w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/10/carnaio-giulio-cavalli-320x448.jpg 320w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/10/carnaio-giulio-cavalli-500x700.jpg 500w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/10/carnaio-giulio-cavalli-107x150.jpg 107w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/10/carnaio-giulio-cavalli-150x210.jpg 150w, https://sonosololibri.it/wp-content/uploads/2019/10/carnaio-giulio-cavalli.jpg 552w" sizes="(max-width: 160px) 100vw, 160px" /></a></figure></div>



<p>Tramite una narrazione corale e con una scrittura molto &#8220;Saramaghesca&#8221;, il romanzo di Cavalli mette in luce, con <strong>un&#8217;iperbole distopica ma molto centrata</strong>, l&#8217;Italia di oggi: i populismi, la paura del diverso, la chiusura mentale -e fisica- di una nazione, il lucrare sulla pelle d&#8217;altri, ma anche chi giudica senza offrire alternative nè aiuto, l&#8217;abisso che intercorre tra idea e azione.</p>



<p><a href="https://amzn.to/2uEisqN" target="_blank" aria-label="Carnaio (opens in a new tab)" rel="noreferrer noopener nofollow" class="ek-link">Carnaio</a> è un romanzo <strong>straziante e necessario</strong>, con molti livelli di lettura. Sta al lettore scegliere. E la risposta, credetemi, non è affatto scontata come sembra.</p>



<p><strong>Nota ai possibili lettori: </strong>questo romanzo contiene scene piuttosto crude, macabre e disturbanti che potrebbero urtare la vostra sensibilità. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Frasi dal libro</h2>



<p>Pesci morti, alghe morte, gli oggetti nati morti come le buste che si arrotolano alle eliche e santiddio il nervoso che gli sale quando il motore comincia a biascicare, i pescatori dispersi e poi morti, i gabbiani precipitati, le zanzare annegate: se galleggi, sei morto o sei una cosa, nel mare. (pag. 8)<br><br>[&#8230;] un amico di quelli che vogliono difendere l&#8217;umanità col culo degli altri dicevano stizziti i cittadini di DF che lo osservavano da lontano come si sta a distanza dalle persone che non ci assomigliano e da cui non vogliamo farci intaccare, quasi che la prossimità rischiasse di mischiare i geni e le abitudini e le tradizioni [&#8230;] (pag. 113)</p>
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